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Alice – Down the rabbit hole: la creatura immaginifica dei MOMIX al Teatro Bellini di Napoli

Mina Grasso 27/10/2022
Updated 2022/10/27 at 11:18 AM
4 Minuti per la lettura

“Ultimamente erano successe tante di quelle cose strane che Alice aveva cominciato a credere che di impossibile non ci fosse quasi più nulla.”

dal libro Alice nel Paese delle Meraviglie

Alice – Down the rabbit hole, è lo spettacolo dei MOMIX ispirato alla favola di Alice di Lewis Carroll, che debutta per la prima volta in prima mondiale al Teatro Olimpico di Roma nel 2019 per proseguire negli anni con tour di successo in tutti i teatri italiani e del mondo.

Mercoledì 26 ottobre è la volta del Teatro Bellini di Napoli, dove la favola viene messa in scena secondo l’interpretazione di Moses Pendleton, coreografo e direttore Artistico di MOMIX con la co-direzione di Cynthia Quinn.

foto Mina Grasso

Lo spettacolo “Alice – Down the rabbit hole”

Lo scenario rappresentato è fatto di luci, danze e suoni profondi. Alice e il Bianconiglio si muovono sul palcoscenico con il ritmo incalzante e leggero delle danze dei MOMIX, su coreografie immaginifiche e video design a cura di Woodrow F. Dick III, e dentro fantastici costumi disegnati da Phoebe Katzin.

foto Mina Grasso

È in scena il mondo onirico e surreale di Alice, ragazzina curiosa che cade in una buca o forse in un sogno. Il suo corpo cresce e si restringe, mentre tutto intorno prende forma un mondo fatto di orecchie di coniglio, di strani animali immaginari dai grandi occhi, di luci psichedeliche e di funghi magici. Appaiono e danzano all’unisono i personaggi del racconto: il Bianconiglio, il Cappellaio matto, lo Stregatto, la Regina di Cuori circondata da carte da gioco, e il Bruco.

Il libro

Il libro Alice nel paese delle meraviglie ideato per tre piccole sorelle in gita al fiume, sarà pubblicato con questo titolo nel 1865, integrato con le illustrazioni di John Tenniell. L’autore Charles Ludwig Dogson prenderà presto lo pseudonimo di Lewis Carroll.

Spiega il regista Moses Pendleton, che prende spunto dal libro: “non intendo raccontare l’intera storia di Alice, solo usarla come punto di partenza per dare libero sfogo all’invenzione“. Come invito a creare, spingendosi fin dove arriva la nostra fantasia.

foto Mina Grasso

Le musiche

Il collage musicale è sempre di Moses Pendleton e l’editing musicale di Andrew Hanson.

Lo spettacolo termina sulle note indimenticabili di “White Rabbit” dei Jefferson Airplane dove la vocalist e autrice Grace Slick canta “Ask Alice e feed your head“: “Chiedilo ad Alice e nutri la tua mente”. Brano del 1967 che conduce verso un mondo allucinato e magnifico, scritto in un’epoca votata agli eccessi e ai paradisi artificiali.

Incanto, leggerezza e meraviglia racchiusi dentro 120 minuti di spettacolo. Ma in fondo, la Meraviglia di Alice è anche quella che ci avvolge tutte le volte che si varca la soglia di un teatro e si sovverte per un attimo la percezione della realtà, immergendosi dentro il suo mondo da sogno.

foto Mina Grasso

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