Il tema dei vaccini è sempre più caldo ed attuale soprattutto in previsione del nuovo anno scolastico. Per cercare di dare un supporto ai genitori che si trovano ad affrontare questo angoscioso dilemma, l’associazione Le Ali di Checco ha organizzato a Quarto una giornata informativa dove gli ospiti presenti, dopo aver spiegato “se e come” deve essere somministrato un vaccino, hanno cercato di rispondere alle perplessità espresse dai genitori presenti in sala, di cui alcuni no-vax, diventati tali dopo che i propri figli hanno iniziato a manifestare serie patologie in seguito alla somministrazione del vaccino.

Il primo a prendere la parola è l’avvocato Roberto Ionta che chiarisce l’aspetto legale del decreto legge 73/2017 della Lorenzin convertito in legge 119/2017, tuttora in vigore, il quale prevede che i bambini della fascia 0-16 anni debbano fare 10 vaccinazioni obbligatorie, di cui la decima, quella della varicella, è per i ragazzi nati nel 2017, pena l’iscrizione scolastica per la fascia da 0 a 6 anni ed un’ammenda che va dai 100 ai 500 euro per quelli della fascia 6-16, in quanto l’obbligo vaccinale confligge, in questo caso, con l’obbligo scolastico.

“Siccome la soglia critica della copertura vaccinale è ben più bassa di quella raccomandata dall’OMS (95%), vi è il sospetto che ci siano degli interessi forti da parte delle case farmaceutiche che, avendo prodotto in questi anni un certo numero di vaccini, li devono smaltire. In Italia, per non entrare in conflitto con l’art. 31 della Costituzione il quale prevede che nessuno può essere sottoposto a un trattamento se non in forza di legge, è stato necessario introdurre una legge che fosse più obbligante del piano di prevenzione vaccinale 2017-2019. Questo ha dato campo libero alle case farmaceutiche di poter vendere e smaltire i propri prodotti sulla pelle dei bambini”.

Il duro attacco sferrato alle case farmaceutiche è dovuto a dei principi legali che non sono rispettati. La Glaxo SmithKline, casa farmaceutica del vaccino esavalente, è stata condannata nel ’97, con una pena patteggiata a 600 milioni, per una tangente data all’ex ministro De Lorenzo per aver lui introdotto, come vaccino obbligatorio, quello dell’epatite b. In questo caso, il codice dell’appalto prevede una sospensione per 5 anni della possibilità di fare contratti con lo Stato, ma la Glaxo continua a firmare contratti con le Regioni per la somministrazione dei vaccini.

Consiglio – conclude Ionta – ai genitori che oggi si trovano scoperti nel periodo 0-6, quello dell’infanzia, di fare gli esami anticorpali, perché se il bambino è già immunizzato naturalmente, magari attraverso l’allattamento materno, può evitare la vaccinazione.”

“Il vaccino è un farmaco e, come tale, è efficace solo se è dato in maniera corretta. E’ ovvio – dice l’immunoallergologo Andrea del Buonoche c’è sempre un minimo di rischio ma è anche vero che è grazie ai vaccini se oggi viviamo più a lungo. A priori, non si è in grado di sapere se un farmaco può dare una reazione tossica o allergica, ma sappiamo che, se la vaccinazione si fa in una condizione di immunodeficienza, non solo quel vaccino non è efficace ma è anche tossico.”

Noi tutti nasciamo con un’immunità immatura che si completa tra il quarto ed il quinto anno man mano che il bambino crescendo si infetta, in maniera diretta o indiretta. I bimbi troppo protetti si ammalano più facilmente. I bambini rom non sanno cosa siano le infezioni perché il loro sistema immune è fortificato. Per questo il bambino deve camminare scalzo e stare a contatto con gli altri bimbi. E noi dobbiamo aiutarlo a fortificarsi. Vacciniamoci, dunque, ma cerchiamo anche di studiare meglio questi vaccini perché non tutti sono necessari, capire a che età bisogna farli e ricordiamoci che, essendo un farmaco, chi fa il vaccino deve stare bene e per stare bene deve alimentarsi in un certo modo evitando gli zuccheri e le farine raffinate nel periodo di tempo che il sistema immune impiega per dare una risposta, 15-28 giorni, e tra gli alimenti da evitare c’è anche il latte perché sia il glutine che la caseina, quando vengono metabolizzati nell’intestino producono delle molecole infiammatorie.

Si sa che in molti vaccini ci sono i metalli e che questi possono essere tossici ma non tutti sanno che in un bicchiere di latte di soia o di riso, specialmente se il riso non è italiano, ma viene importato dalla Cina, vi è molto più alluminio di quello che sta nella fiala di vaccino, per cui nel momento in cui si deve consumare un metallo perché bisogna vaccinarsi è preferibile far mangiare al bimbo, piuttosto che il latte con i biscotti, delle pappette vegetali, o degli estratti vegetali, cioè delle molecole che aiutano il suo corpo ad espellere il tossico.

Anche i malati oncologici, a meno che non ci si trovi in una situazione di immunodeficienza, vanno vaccinati per tenere la sorveglianza immunologica alta che serve per sopportare meglio le terapie oncologiche che sono e devono essere tossiche per uccidere tante cellule però il paziente deve sopravvivere al farmaco e per farlo deve dare la possibilità alle cellule sane di riprendersi nel più breve tempo possibile. Sopravvive chi ha un buon sistema immune e per questo oggi si parla di terapia personalizzata. In caso di malattia oncologica si fa una tipizzazione linfocitaria per capire se si può fare la vaccinazione o se bisogna aiutare prima il sistema immune a reagire. “In merito ai tumori, nel caso del papilloma virus, si utilizza un vaccino per ridurre un’endemia dei giovani, che purtroppo sta interessando sempre più anche i maschietti e sta diventando un’emergenza. Il papilloma virus che può dare origine al tumore del collo dell’utero, considerato la seconda causa di morte oncologica nel mondo per la donna, per decenni può essere silente e qui l’importanza del pap test, ossia di una diagnosi precoce di qualcosa che può diventare maligno. Esistono una ventina di questi papilloma virus maligni. I maggiori sono il 16 ed il 18.”

Il virologo di fama internazionale Giulio Tarro, omaggiando il suo maestro Albert Sabin che ha sviluppato il primo vaccino orale con cui ha debellato la poliomelite in tutto il mondo, ha analizzato diversi aspetti dei vaccini a partire dall’evoluzione dei virus che ha seguito quella umana, cominciata nel centro Africa con le migrazioni per poi estendersi in Europa, in Asia, ed in America. Con il trasporto degli schiavi nel 600-700 c’è stato anche il trasporto dei virus. Il virus viene dalla natura ed è un organismo molto complesso che ha bisogno di penetrare nella cellula; ha già di per sè il meccanismo che gli permette di trasferire il suo Dna a quello della cellula e lo stesso enzima è in grado di trasformare il Dna in Rna e di liberarlo per infettare altre cellule.  I virus più semplici sono quelli a dna e le cellule vengono distrutte dalle particelle virali ed il loro meccanismo di produzione produce altri virus che sono in grado anche di trasferire solo alcuni geni nella cellula che a sua volta è poi in grado di produrre alcuni marcatori virali o addirittura di dare una differenziazione alla cellula che diventa trasformata e quindi anche maligna che, a questo punto, si replica per fatti suoi e sfugge al controllo dell’organismo, il virus oncologico. L’epidemiologia spiega la distribuzione dei virus, in caso di endemia l’infezione interessa una sola località, nell’epidemia si trasmette ad altre regioni, oggi col sistema aereo assistiamo alle pandemie che contagiano altri continenti, come quelle influenzali. I virus si diffondono con l’urbanizzazione, le guerre, i disastri naturali come o attraverso i viaggi aerei.

Tubercolosi, salmonellosi, malattie gastroenteriche, aids, colera, morbillo, febbre gialla, epatite b, peste bubbonica, colera, ebola, vaiolo, poliomelite, tutte malattie terribili che sono costate la vita a milioni di persone nel mondo, e che sono state combattute grazie ai vaccini ed è grazie ad essi se oggi l’età media si è allungata.

Il professore ha poi fatto un excursus dei 10 vaccini resi obbligatori dal 31 luglio scorso da quello per la poliomelite una grave paralisi che colpiva i bambini fino ad arrivare ai muscoli respiratori per cui esse potevano respirare solo grazie ad un polmone d’acciaio alla difterite causata dalla produzione di una tossina responsabile di gravi complicanze; Il tetano che rischiamo di contrarre anche con gli aghi delle siringhe sulla spiaggia; l’epatite i cui virus sono responsabili anche di alcuni tumori del fegato; la tosse convulsiva; l’ Anti-Haemophilus influenzae tipo b una malattia che nella metà dei casi è legata ad una meningite o ad una polmonite; la vaccinazione anti morbillo, che spesso è seguito da polmonite e avere un morbillo e poi una polmonite è un impatto quasi mortale; la rosolia, mite come malattia esantematica ma se avviene in gravidanza può dare origine a patologie malformative; la parotite riguarda soprattutto i maschietti che nell’ adolescenza possono sviluppare casi di orchite, un’infiammazione del testicolo che può portare anche a sterilità. L’ultimo vaccino introdotto riguarda la varicella zoster che, se presa da bambini non da fastidi però in età adulta il virus può risvegliarsi dai gangli dove si trova nascosto e decorrere in periferia e dar luogo a delle vescicole e dolori lancinanti.

Di questi vaccini obbligatori, 6 vanno somministrati nel primo anno di vita e gli altri 4 nel secondo. “E’ sempre mancata però da parte del Ministero – ammette lo scienziato – una giusta informazione affinchè i genitori potessero scegliere se fare o meno le vaccinazioni. Sono infatti mancanti di bugiardini. Purtroppo come Paese siamo ignoranti a livello scientifico, non possiamo paragonarci agli anglosassoni allora loro ci forniscono la possibilità di sapere cosa dobbiamo fare e noi dobbiamo fare una scelta ed in questo caso deve valere la persuasione piuttosto che d’obbligatorietà, come è avvenuto negli Stati Uniti dove negli ultimi anni vi è stato un aumento del 3% sul totale dei vaccini.”In merito poi alla possibile correlazione tra vaccino ed autismo, Tarro ha presentato i risultati di uno studio americano effettuato su 95.000 bimbi che fuga questo dubbio.

In sala però restano ancora tanti dubbi. ” In Italia non funziona così – insorge una mamma – soprattutto per le modalità in cui vengono somministrati i vaccini, spesso senza la presenza di un medico, al massimo si controlla se il bambino ha la febbre o la gola rossa, senza esami pre-vaccinali, senza informare dell’importanza di una corretta alimentazione, in modo particolare nel periodo del vaccino, dovendo il bambino assumere dei metalli pesanti che si vanno a sommare a quelli che assumiamo quotidianamente nel corso della nostra vita e che possono avere un effetto terribile e provocare delle malattie gravi.”

“Facessero dei vaccini puliti senza metalli pesanti! – solleva la sua voce un papà – Non devo controllare io il bambino, sarebbe più idoneo controllare quello che devo iniettare al bambino. Penso a mia figlia che fino a novembre 2014 stava benissimo, ha fatto il vaccino della meningite ed a gennaio abbiamo riscontrato un tumore al cervello ed io sono sicurissimo che è stato scatenato da quel vaccino che faceva parte di un lotto che, se ricordo bene, è stato ritirato dall’agenzia italiana del farmaco perché 10-12 bambini con lo stesso lotto di vaccino, fatto nello stesso range di tempo, chi ha contratto la leucemia, chi il tumore, chi l’autismo. Adesso stanno facendo delle cause, io penso che una correlazione ci sia!”.

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