Alfredo Ormando: il fuoco contro l’omofobia

Claude Savarese 24/06/2024
Updated 2024/06/23 at 3:28 PM
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Alfredo Ormando era uno scrittore e un poeta italiano. Si tolse la vita la vita per mandare un messaggio alla chiesa cattolica. Infatti, dieci anni prima, la chiesa rilasciò delle dichiarazioni riguardanti il movimento omosessuale nascente, definendolo un “fenomeno morale e sociale inquietante, anche in quei paesi in cui non assume un rilievo dal punto di vista dell’ordinamento giuridico“.

Alfredo Ormando e il sacrificio in nome del inclusione

Alfredo Ormando, nato nel 1958 in una famiglia di contadini illetterati, aveva sette fratelli e sorelle. La sua omosessualità non era accettata né in famiglia, né dalla società in cui viveva. Quindi si trasferì in un seminario francescano, che abbandonò due anni più tardi, non avendovi trovato alcuna comprensione. Cominciò quindi una carriera di scrittore indipendente e riuscí ad ottenere il diploma di scuola media soltanto all’età di 35 anni.

Il 13 gennaio 1998, Alfredo Ormando, si cosparge di benzina e si dà fuoco in piazza San Pietro a Roma. Lo fece per protesta, contro l’omofobia della Chiesa, purtroppo muore pochi giorni dopo in ospedale. Ha consegnato una lettera alla sala stampa del Vaticano poco prima, ma questa non la divulgò dopo la morte sostenendo che non si sia suicidato in segno di protesta contro la Chiesa. Lo scrittore aveva però inviato la lettera anche all’ANSA. Nella lettera scriveva: “Chiedo scusa per essere venuto al mondo, per aver appestato l’aria che voi respirate con il mio venefico respiro, per aver osato di pensare e di agire da uomo, per non aver accettato una diversità che non sentivo, per aver considerato l’omosessualità una sessualità naturale, per essermi sentito uguale agli eterosessuali e secondo a nessuno, per aver ambito diventare uno scrittore, per aver sognato, per aver riso, per aver ucciso mia madre e un’altrettanta persona cara con la soppressione cruenta della mia inutile esistenza”. Dopodiché chiede di essere cremato e che le sue ceneri vengano sparse nelle campagne romane.

La chiesa com’è cambiata: passi avanti e passi indietro

La chiesa sul fronte dell’ accettazione ha fatto dei passi in avanti se pur contraddittori. Infatti il Papa Ratzinger ha espresso più volte il suo risentimento verso la comunità LGBT tanto da definirli “l’ anticristo“. Nonostante ci sono sempre delle voci fuori dal coro, un esempio è quello di suor Jeannine Gramick. Suora progressista che si è sempre impegnata da anni per la causa Lgbt nella Chiesa. Allontanata dal papa Ratzinger per poi essere riavvicinata anni dopo da Papa Francesco, che in varie occasioni, si è espresso per una maggiore apertura della chiesa cattolica verso l’omosessualità, il che stride molto con le sue ultime dichiarazioni.

leggi l’approfondimento: https://informareonline.com/il-papa-bandisce-la-frociaggine-dai-seminari/

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