Alfredo Bucciero: «Aiutare chi affronta i viaggi della salute»

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Alfredo Bucciero, Primario di Neurochirurgia presso Pineta Grande Hospital di Castel Volturno

Oltre ad essere un luminare nella sua attività, è noto anche per la sua umanità e disponibilità, come si evince dalle numerose testimonianze dei pazienti da lui curati, tra le quali quella di un’infermiera di Trieste, che per mesi ha cercato una cura al suo problema in centri specialistici del nord Italia ma senza trovare soluzione.

Questa testimonianza è stata trasmessa durate la presentazione del testo scientifico “Elementi di Anatomia, Biomeccanica, Fisiologia e Chirurgia” a cura del dr. Bucciero e con prefazione del professore onorario di Neurochirurgia all’Università degli studi Federico II di Napoli Gabriele Tedeschi, presso la struttura Pineta Grande.

Un testo rivolto a specialisti della colonna vertebrale e specializzandi in Neurochirurgia e Ortopedia, alla cui presentazione hanno partecipato anche Carlo Ruosi, professore ordinario di Ortopedia alla Federico II di Napoli, Vincenzo Vitiello, neurochirurgo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e Stefano Graziano, presidente della V Commissione Sanità e Sicurezza Sociale del Consiglio Regionale della Campania.

Il testo oltre a trattare la patologia, i metodi innovativi di cura applicati dal dr. Bucciero, propone riflessioni sulla necessità di ricerca indirizzata a un problema che affligge sempre più persone e che solo in Campania stima 50.000 casi gravi.

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Dr. Bucciero com’è riuscito ad ottenete questi risultati, tenendo in considerazione che la chirurgia dorsale non è la sua formazione primaria?

«Certamente grazie al lavoro di equipe, ho i miei collaboratori. E poi in questa struttura non sono solo, ho a disposizione colleghi di altre branche – la radiologia mi aiuta molto – con i quali svolgo un lavoro sinergico che ci permette di risolvere situazioni complesse.

La medicina e la chirurgia in particolare, non appartengono al singolo, ma sono settori multi specialistici, se non si interviene collaborando tra professionisti di differente formazione difficilmente si riescono ad ottenere risultati ottimi. Al Pineta Grande ho trovato colleghi di altissimo livello, io da solo non potrei fare niente».

Quale ruolo ha ricoperto il Pineta Grande Hospital nello sviluppo della sua carriera?

«La struttura mi ha permesso di crescere professionalmente sin dall’inizio: io sono arrivato qui subito dopo la mia specializzazione e non sono più andato via. La gestione della clinica ha sempre creduto in me e per questo sono stato accontentato anche sul piano tecnologico.

Oggi possediamo strumenti avanzatissimi in grado di collocarci ai massimi livelli qualitativi. Ma Pineta Grande lavora molto anche sulla ricerca.

Il nostro Presidente il dr. Vincenzo Schiavone ha assunto ricercatori di base per allargare gli orizzonti scientifici, sia per quanto riguarda la neurochirurgia in particolare, sia per altre branche».

La testimonianza dell’infermiera di Trieste mette in luce la difficoltà trovata nel curarsi e la necessità di doversi spostare di regione per trovare soluzione alla propria sofferenza, ma questo non è un caso isolato, sono molti i pazienti che da altre regioni italiane, o addirittura dall’estero, sono dovuti venire a Castel Volturno.

Cosa pensa dell’inversione di tendenza dei “viaggi della Salute”?

«La regione Campania già ha ottimi medici, professionisti illustri, bisogna solo organizzarsi in termini di sinergie e di tecnologie per dare delle risposte sempre più efficaci».

di Maria Rosaria Race

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°192 – APRILE 2019

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