Alfonso Gambardella, visionario dell’Architettura

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Il Dipartimento di Architettura dell’Università della Campania ai primi posti in Italia, secondo il CENSIS.

È qui che ha avuto inizio la mia “seconda vita”  di studiosa per volere di colui che ha fatto concretamente nascere questa Facoltà (antico nome, lo so …): Alfonso Gambardella.

No, non sono un avatar e non è necessario scendere in dettagli giacché l’importante è che questa provincia, questa regione abbiano un’eccellenza negli studi e nella ricerca e nella didattica.

Oltre venti anni fa nacque questa strana Università dispersa sul territorio suscitando tante perplessità: oggi è una realtà di tutto rispetto, anche se il cammino è ancora lungo.

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Alfonso Gambardella, storico dell’Architettura, si insediò in uno dei complessi storico-architettonici più spettacolari d’Italia: il monastero di San Lorenzo ad Septimum, così detto perché posto a sette miglia da Capys, lungo l’antica Via Campana.

Era una rovina di pietre, sterpaglie, erbacce, ma questo non poteva certo scoraggiare un guerriero come Alfonso. Diede vita alla Facoltà con pugno d’acciaio (e meno male!), bravi professori e una visione: trasformare questa ‘scommessa’ in realtà vincente.

Ha avuto ragione. E mi diverte pensare che oggi è Direttore del Dipartimento proprio colui che egli scelse (occhio d’aquila!) come Segretario del Consiglio di Facoltà, l’Ing. Prof. Luigi Maffei. Come se si fosse chiuso un cerchio.

Il Complesso è quasi tutto restaurato e lo splendido chiostro accoglie le attività degli studenti. Certo, rimane da ‘sistemare’ un immenso hortus abbandonato, ma sono certa che prima o poi ritornerà a prender vita. Intanto il Dipartimento è luogo di ricerche di livello internazionale, i professori girano il mondo invitati dalle più prestigiose Università e i giovani vincono borse, assegni di ricerca, Erasmus.

Sia lode, allora, ad Alfonso Gambardella, il visionario che con erasmiana fermezza ha voluto tante cose straordinarie per le quali ha lavorato e lavora con impegno ininterrotto da decenni al di là dei proclami, con l’unica arma vincente che l’uomo possiede: la cultura, la conoscenza.

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Sia lode ad Alfonso Gambardella che ha voluto una Facoltà di Architettura nella provincia casertana che sembrava voler riconoscere fino a non molti anni fa solo la Reggia Vanvitelliana e storceva il naso di fronte a tanti splendidi manufatti di cui pure è ricca questa terra.

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Alfonso Gambardella ha portato avanti con fermissima determinazione studi esemplari sulle architetture e gli architetti meridionali non per miope e sterile localismo piccino, ma perché uno studioso cosmopolita del suo livello non può chiudere gli occhi di fronte alla Chiesa dell’Annunziata di S. Maria a Vico e i suoi Teodoro d’Errico o la Torre ischitana o il Castello di Castel Volturno (sec. XI) nato su parte dei resti della Via Domiziana e del ponte voluto dall’imperatore Domiziano (I sec. d. C.): ‘deve’ studiarli e farli conoscere.

A lato del Corso di Laurea di Architettura scorrono i Corsi di Laurea di Design, anch’essi fermamente voluti da ‘Alfonso il visionario’ con il prezioso supporto di una donna straordinaria: Virginia Gangemi, sua moglie, studiosa di primissimo piano, pioniera degli studi di bioarchitettura, ma non solo. Che storia!

di Jolanda Capriglione

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