Alfonso De Nicola: «La morte di Astori è un insuccesso della medicina»

Davide Astori e Alfonso De Nicola

La Società Sportiva Calcio Napoli si conferma, nell’ambito medico e sanitario, oltre che prettamente sportivo, un’eccellenza e un punto di riferimento in Italia e in Europa. Per l’ennesimo anno consecutivo, l’equipe medica guidata dal dott. Alfonso De Nicola viene riconosciuta come la migliore tra 22 top club europei. Secondo uno studio di Foorball Research Group, infatti, i traumi muscolari per i calciatori sono quasi nulli, registrando una media di infortuni gravi del 0,4% rispetto alla media del 0,9%. Ciò significa che quasi nessuno è venuto meno per mezzo di infortuni o patologie (Milik e Ghoulam a parte). Questi sono, insomma, risultati che non possono essere sottovalutati e rappresentano il valore aggiunto di una squadra. Ma che lavoro c’è dietro riconoscimento?

Ne abbiamo parlato col dott. De Nicola, che ha espresso alcune considerazioni sia sul Napoli che sulla morte di Davide Astori, il capitano della Fiorentina venuto a mancare lo scorso 4 marzo durante il sonno.

 

 

Dott. De Nicola, cosa significa per il Napoli ricevere questo riconoscimento importante?
«Devo innanzitutto dire che il lavoro non è solo mio, bensì dei medici che mi affiancano e dei fisioterapisti che lavorano con noi quotidianamente. Sono persone eccezionali, umili e che hanno elevato il livello culturale dell’equipe».

Da cosa proviene lo stimolo?
«Proviene dal presidente De Laurentiis, da mister Sarri e anche dal prof. Antonio Giordano. Con lui facciamo un progetto di ricerca fondamentale per la squadra. Questo potrebbe portarci a grandi risultati. Il prof. Giordano ci ha dato un’impostazione che abbiamo adottato anche nel settore giovanile».

In cosa consiste quest’impostazione?
«Il fulcro è tutto nella ricerca, nel capire perché accade un determinato fenomeno ed arrivare alla prevenzione. Ciò lo si fa tramite la ricerca: una raccolta dei dati e delle esperienze che vengono studiate per capire cosa può essere prevenuto»

Ci siete sempre riusciti dott. De Nicola? Anche alla luce della morte di diversi professionisti nel corso degli anni.
«Non sempre ci riusciamo. Una delle più grandi insoddisfazioni che abbiamo avuto è vedere proprio che, ogni tanto, qualche calciatore viene meno per motivi medico-sanitari»

Come valuta allora la morte di Davide Astori?
«Non sappiamo di preciso i risultati dell’autopsia, ma una cosa è certa: un professionista è venuto a mancare. Fortunatamente succede meno in Italia, perché qui abbiamo normative rigorose. In ogni caso: anche la morte di Astori è un insuccesso della medicina»

Anche se si tratta di morte naturale?
«Sì, noi dobbiamo essere capaci di prevenire. In Campania siamo già stati capaci di prevenire patologie ben più gravi. Questa Regione è la prima ad aver cominciato a studiare le motivazioni di un aumento esponenziale del numuero di malati di cancro. Io ho cercato di riportare questo modello nel mondo del calcio».

Come condensare in due parole questo insuccesso?
«Dobbiamo studiare e capire perché succede. Dobbiamo fare prevenzione partendo dalle patologie più gravi».

di Antonio Casaccio

Tratto da Informare n° 180 Aprile 2018