Alberto di Fazio, la giovane promessa dell’Atletica leggera

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Alberto di Fazio, appena 16 anni, è già una promessa dell’atletica leggera. 

Alle nazionali Under 18tenutesi a Giugno 2018, ha già raggiunto i minimi per poter partecipare alle prossime nazionali collocandosi nelle prime posizioni in Italia.

Ad aprile infatti ha raggiunto il record minimo del lancio del disco arrivando a 44,54 m mentre già a gennaio a soli 15 anni, pur competendo con ragazzi di 17 anni, aveva superato il record minimo del getto del peso che è di 12,90 m con il risultato di 13,54 m.

Alberto è un ragazzo come tanti, umile e semplice, frequenta il 3° anno del Liceo Scientifico Galileo Galilei ed è un ministrante della Parrocchia di San Rufino ma a guardarlo mette le vertigini tanto è alto e possente.

Albott, come lo chiamano gli amici, scopre il suo potenziale a soli 13 anni quando, per puro gioco, sfida in una corsa lo zio, un uomo adulto e forte, e vince, lasciando tutti sbalorditi. Iniziarono allora un po’ tutti a sfidarlo ma lui vinceva sempre finché un professore notò le doti di questo ragazzo e lo segnalò al CONI di Formia, il famoso centro sportivo nato nel 1955 da un’intuizione di Bruno Zauli, per favorire la crescita agonistica degli atleti e dove il campione olimpionico Pietro Mennea ha costruito le sue più belle vittorie.

E così, dopo un anno di stop dovuto ad un problema respiratorio che lo ha portato ad operarsi di tonsille, a 15 anni Alberto inizia la sua preparazione agonistica, seguito da Giorgio Gazzetta, e subito riesce a farsi valere partecipando a varie gare e salendo sempre sul podio. Nel 2017 è stato cadetto dell’anno mentre nel 2018, nel suo 1° anno da allievo si è già qualificato per le prossime nazionali, nonostante la sua giovane età.

Le discipline in cui Di Fazio eccelle sono il lancio del disco che è una delle più antiche discipline olimpioniche e quella del getto del peso. Entrambe si basano su una tecnica rotatoria, difficilissima e di precisione, in cui bisogna imparare a bilanciare il corpo, i muscoli, ed il peso e che migliora sempre di più con l’esperienza e l’allenamento raggiungendo la sua massima espressione verso i 26-28 anni. E questo la dice lunga sul potenziale di questo ragazzo che a soli 16 anni ha già raggiunto risultati di tutto rispetto.

Ma non dimentichiamo che Alberto ha delle enormi potenzialità anche nella corsa. Infatti a Formia ha mancato di un soffio anche il record di velocità dei 60 m indoor ma è comunque risultato primo su 96 partecipanti. Il bello dell’atletica leggera rispetto agli altri sport è infatti proprio quello di riuscire a scovare talenti che magari non si sapeva di avere. E la storia di Di Fazio ne è una conferma, lui entra al CONI perchè attraverso la corsa aveva scoperto di avere delle potenzialità ma in corso di allenamento il suo coach è riuscito a tirare fuori il suo potenziale come lanciatore e gettatore.

Ma dietro un grande campione non c’è solo la prestanza fisica ed una buona dose di fortuna ma ci sono anche sacrifici enormi da parte degli atleti, che per poter raggiungere traguardi sempre più alti devono allenarsi quotidianamente, e da parte dei genitori che li devono seguire e che a volte sono costretti a macinare centinaia di km al giorno pur di far allenare il loro piccolo grande campione perché magari, come nel caso di Alberto di Fazio, nella sua città non ci sono strutture idonee per allenarsi nè mezzi pubblici che gli consentono di arrivare in modo autonomo al centro sportivo.

E’ questo è un vero peccato perché se Alberto Di Fazio conquisterà l’oro alle nazionali risulterà un campione del Lazio.

La creazione di impianti sportivi dove poter mandar i giovani atleti ad allenarsi nelle diverse discipline consentirebbe non solo di scoprire talenti nascosti ma sarebbe anche un modo per insegnare le regole del vivere civile proprie di questo sport, quali il rispetto, dell’avversario ed anche di sé stessi. “A Formia – dice Alberto – mi hanno insegnato il rispetto verso l’avversario che perde e questo è educativo. Un mio avversario, di un anno più grande di me, accortosi di un mio momento di confusione, mi dava consigli nonostante dovessi gareggiare contro di lui, dal momento che durante la gara l’allenatore non può avvicinare il suo allievo.”

Ci sono circa 5.000 iscritti allaSocietà Poligolfo di Formia. “Lì si parte già da bambini – prosegue – dopo la scuola si va a fare lo sport. Attraverso il gioco li allenano e verso i 10 anni ognuno tira fuori il proprio talento. Io stesso se non avessi avuto questa possibilità non avrei saputo di essere un lanciatore. Ne approfitto per ringraziare tutti coloro che credono in me, i miei familiari, la mia ragazza Rossella, il parroco don Osvaldo Morelli e soprattutto il mio papà che ogni giorno mi è vicino e mi sostiene. Grazie perché mi date la forza per andare avanti e la vostra gioia sarà il mio trofeo più grande. Ed ai miei coetanei voglio dire che i sogni non sono irraggiungibili ma con i sacrifici, passione e amore, si possono avverare.”

Chissà quanti potenziali restano inespressi solo per il fatto di non avere una struttura idonea che ne faccia emergere il talento.

Di Fazio si allena tutti i giorni, 5 volte a settimana va a Formia e nei restanti si allena in una striscia di terreno dietro il panificio del papà che però quando piove diventa un laghetto ed allora bisogna aspettare che si asciughi. Eppure non ci vuole un grande investimento ma solo buona volontà. Basterebbe avere una pedana centrale per fare il lancio ma quest’area deve essere recintata per evitare che qualche tiro sbagliato possa recare danni ad eventuali spettatori.

Basterebbe veramente poco per coltivare il germe di questo campione che sicuramente un giorno ci renderà fieri di essere suoi concittadini.

 

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