Alberi per la vita: parte da novembre la festa dell’albero

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Amazzonia, Siberia, Alaska, Groenlandia, Canarie, Indonesia, sono i luoghi accomunati dall’anomala proliferazione di incendi che questa estate stanno mandando in fumo diversi milioni di ettari di vegetazione.

Incendi di proporzioni notevoli che, purtroppo, vanno ulteriormente ad incrementare il carbonio immesso nell’atmosfera sotto forma di anidride carbonica, gas climalterante.
Questi incendi, oltre alla distruzione degli habitat e della biodiversità naturale, all’inaridimento dei suoli, alla predisposizione al dissesto idrogeologico, all’inquinamento atmosferico, contribuiscono ad incrementare il riscaldamento globale.
Il danno, tra l’altro, è doppio, perché oltre ad aggiungere in atmosfera il carbonio imprigionato nel legno, viene preclusa la possibilità di sottrarre quello già presente nella stessa.

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Le piante sono notoriamente i principali esseri viventi in grado di assorbire l’anidride carbonica, presente nell’aria allo stato gassoso, e trasformarla, grazie alla luce del sole, in sostanza organica solida attraverso la fotosintesi clorofilliana.
Da ciò, si comprende quanto sia importante, nella battaglia contro il cambiamento climatico, associare alle iniziative di riduzione delle produzioni di gas climalteranti anche quelle di intercettazione. In pratica, di affiancare alla riduzione della combustione di carburanti e combustibili di origine fossile, l’incremento delle superfici boscate e la salvaguardia e gestione sostenibile di quelle esistenti.

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In questa battaglia da combattere a colpi di impianto di alberi, se è chiaro che possono essere ottenuti benefici significativi operando su grandi estensioni, non lo è altrettanto riguardo al contributo derivante dal potenziamento del verde urbano.

In termini di superfici e di numero di piante non c’è sicuramente confronto tra quanto è realizzabile con interventi estensivi in aree libere, rispetto a quanto è realizzabile nelle aree urbane, nettamente limitate in termini di spazio disponibile.
Ciononostante, i benefici determinabili da un albero in città, rispetto ad uno situato in un bosco, non sono gli stessi: a parità di intercettazione di anidride carbonica, in ambito urbano l’albero rende anche il servizio “collaterale” di indurre un minore consumo energetico. In tal senso, infatti, l’albero urbano consente il raffrescamento, il miglioramento del microclima locale, e di conseguenza di evitare il dispendio energetico e le emissioni connesse al condizionamento degli ambienti di vita e di lavoro interni.

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Ecco che si comprende ancora meglio il senso della cosiddetta “forestazione urbana”, definita quale “ramo specializzato delle scienze forestali, che ha come obiettivo la coltivazione e la gestione degli alberi in relazione al loro contributo effettivo e potenziale al benessere fisiologico, sociologico ed economico della società urbana”.
Si tratta, dunque, di intraprendere una nuova sfida che, a partire dalla consapevolezza diffusa, passando per la piena integrazione nella pianificazione, Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (PTCP) – Piani Urbanistici Comunali (PUC) – Piani di Gestione Forestale (PGF) – Programma di Sviluppo Rurale (PSR), sia finalizzata ad ottenere al meglio i plurimi servizi ecosistemici che il verde urbano può fornirci.

In particolare:
Servizi Ambientali, volti alla regolazione del microclima urbano; mitigazione dell’inquinamento atmosferico e acustico; regimazione delle acque e rigenerazione delle risorse idriche; stoccaggio e assorbimento del carbonio; mantenimento impermeabilità/fertilità suolo/habitat e biodiversità.
Servizi Sociali e Culturali, che si occupano del benessere psicofisico, svago e ricreazione; occupazione; educazione ambientale; integrazione sociale; bellezza e paesaggio urbano; valore religioso, storico, culturale, scientifico. Benefici Economici, che fanno riferimento ai costi evitati per il disinquinamento e le spese sanitarie; incremento del valore immobiliare e riqualificazione estetica; produzione di cibo e materie prime; bellezza e attrattività dei paesaggi urbani per il turismo; settore florovivaistico, forestale e indotti. E dunque, poiché da novembre parte la festa dell’albero, rimbocchiamoci le maniche!

di Giancarlo Chiavazzo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°197
SETTEMBRE 2019

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