Al Teatro Bellini ritorna “Le cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello

In scena in teatro dal 26 dicembre al 9 gennaio.

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Si chiude la parentesi natalizia con la prima al Teatro Bellini di Napoli dello spettacolo teatrale “Le cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello che dal 21 al 25 dicembre è stato proposto al pubblico in diretta streaming, e dal 26 dicembre al 9 gennaio sarà in sala nella splendida cornice del Teatro Bellini, nel cuore del centro storico di Napoli.

Per questa nuova interpretazione, che ha registrato un buon successo di pubblico per la prima del giorno di Santo Stefano in scena gli attori Daniele Russo e Sergio Del Prete, diretti da Gabriele Russo.

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Testo di Annibale Ruccello, drammaturgo e attore prematuramente scomparso, “Le cinque rose di Jennifer” viene messo in scena la prima volta nel 1980, prima opera autonoma di Ruccello, che nella rappresentazione originale interpreta Jennifer, il travestito protagonista.

Jennifer vive in un quartiere popolare di Napoli, vive da solo e ascolta la radio. Attende la telefonata di Franco, conosciuto in discoteca e mai più incontrato. Ad ogni squillo di telefono, spesso dovuto ad interferenze telefoniche delle linee del quartiere, Jennifer spera nel ritorno di Franco.

La giornata del protagonista, egregiamente interpretato da Daniele Russo nel rispetto puntuale del testo di Ruccello, ruota intorno al piccolo appartamento, tra tavole imbandite per l’ospite, vasi con mazzi di rose rosse, abiti appariscenti e la radio che trasmette le musiche di Ornella Vanoni, Mina e Patty Pravo. Jennifer dedica spesso all’amato Franco la canzone “Se perdo te” di Patty Pravo, che riascolta nel programma radiofonico. Ma la notizia ricorrente in radio, delle vittime tra i travestiti del quartiere per mano di un maniaco, intervalla continuamente la musica e regna sulla scena col suo velo pesante.

Jennifer cercherà conforto nelle parole di sconosciuti al telefono, intercettati per caso nelle interferenze telefoniche, oppure preparando il caffè ad Anna, sua vicina che come lei attende una chiamata al telefono dopo aver pubblicato un annuncio e le parla di Dio, che racconta: “Ci ha creato e poi si è dimenticato di noi”.

Centrale è il tema della solitudine – anche alla radio Ornella Vanoni canta nel corso dello spettacolo la canzone “La mia solitudine sei tu”. Solitudine e attesa dell’amore, per il travestito romantico Jennifer. La ripetizione dei gesti, come rituali, non consola. La musica non riuscirà, così come non riusciranno le chiacchiere con i conoscenti o il confronto con la vita di Anna, non dissimile in fondo dalla sua vita. Jennifer canta in scena “Vorrei che fosse amore” di Mina, ma l’ombra della sua stessa verità porta via un microfono improvvisato.

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Ha con sé un’arma e la userà, non per difendersi dal serial killer, ma dal suo stesso dolore, da una solitudine insopportabile: “non voglio restare da sola” sussurra con poca voce mentre il sipario si chiude e il telefono riprende a squillare come in un loop infinito.

Le scene sono di Lucia Imperato, i costumi di Chiara Aversano, il disegno luci di Salvatore Palladino, il progetto sonoro di Alessio Foglia. La regia di Gabriele Russo; mentre in scena ci sono due attori, Daniele Russo che interpreta Jennifer accompagnato da Sergio Del Prete, figura silenziosa che aleggia nella scena, e all’occasione interpreta Anna. La produzione è di Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini.

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