Al Maradona la legge di Murphy: Napoli eliminato dalla Cremonese

Pasquale Di Sauro 18/01/2023
Updated 2023/01/18 at 11:28 AM
8 Minuti per la lettura

“Se qualcosa può andare storto, lo farà”. La famosa legge di Murphy, se qualcosa non può andar male, andrà male lo stesso, una regola furba, che fa leva sul nostro cervello, su ciò che ci aspettiamo che accada oppure su ciò che abbiamo paura che accada. E infatti è accaduto, il Napoli è – incredibilmente – fuori dalla Coppa Italia, eliminato dalla Cremonese e no, non è l’incipit di un film fantascientifico. Sotto il nubifragio del Maradona, si è assistito al neorealismo calcistico: la dura legge della vita e del gioco del pallone, mai dare nulla per scontato.

Non è vero ma ci credo

Eduardo De Filippo diceva: “Essere superstiziosi è da ignoranti; ma non esserlo porta male”. A gennaio dello scorso anno il Napoli veniva eliminato dalla competizione da una Fiorentina guidata in allora in attacco da Dusan Vlahovic che ubriacò la meteora Axel Tuanzebe schierato da Spalletti – per la prima volta – al centro della difesa, con risultati catastrofici per come poi finì quella partita. Anche in quell’occasione il tecnico toscano optò per un ampio turnover, il match si concluse con il punteggio di 2-5 per la Viola e gli azzurri andavano fuori agli ottavi. Quest’anno, considerata la forma della squadra partenopea, il primato in classifica e i record fatti registrare fino a questo momento, leggendo l’undici iniziale schierato contro l’umile Cremonese (solo Meret confermato rispetto al match contro la Juventus) veniva da pensare, considerando – ribadiamo – anche la distanza tecnica con gli avversari, alla formalità, mettere da parte la superstizione e saltare agevolmente l’ostacolo e infatti, “non è vero ma ci credo” tutto ciò che si era pronosticato non accade.

Primo tempo

Davide Ballardini siede sulla panchina della Cremonese da qualche giorno, arriva a Napoli senza pretese ma con organizzazione, chiede ai suoi di essere squadra, di seguire delle linee guida e dei principi che guidino la fase di possesso e quella di non possesso. Per la prima, molto semplice: sfruttare il contropiede, 2vs2 contro J. Jesus e Ostigard, affidandosi alla velocità di Okereke. L’attaccante nigeriano crea molti problemi ai difensori partenopei, al 18′ serve l’assist a Pickel che batte Meret e mette le cose in chiaro, gli ospiti non sono al Maradona per una passerella. Il Napoli (dei secondi titolari) è però più forte e riesce a pareggiare – non prima di aver corso un altro rischio in contropiede sempre lasciando spazio ad Okereke – con J. Jesus. Il difensore di testa fa tap-in sulla respinta di Carnesecchi che era riuscito a parare una bomba di Ndombele arrivata sugli sviluppi di un corner. Il Napoli poi fa il Napoli e in meno di due minuti, Zerbin pennella per Simeone che di testa porta avanti gli azzurri. Il primo tempo si chiude tra le proteste dei giocatori della Cremonese per la conduzione arbitrale di Maria Sole Ferrieri Caputi che però aveva graziato gli ospiti non concedendo un calcio di rigore per un contatto di Pickel su Gaetano in area al minuto 23.

Secondo tempo

Nella ripresa il Napoli ha il totale controllo del match, comincia meglio dei primi quarantacinque e costruisce due occasioni per chiuderla. Prima con Ndombele, che dopo un recupero a metà campo, non serve bene Raspadori in ottima posizione per battere a rete – per la disperazione di Spalletti – poi con Simeone, vicino alla doppietta l’argentino con un pallonetto che esce di poco a lato, arrivato dopo un’azione personale di Elmas, migliore in campo per gli azzurri. Nella parte centrale della partita arrivano i cambi. Spalletti sa che il match è tutt’altro che chiuso e decide di tornare a tre in mezzo al campo schierando i “titolari”. Infatti dopo l’ingresso di Lobotka, Anguissa e Politano, entra più tardi anche Kim insieme a Zielinski per amministrare il gol di vantaggio. Ma tornando alla legge di Murphy, “Se qualcosa può andare storto, lo farà”, la Cremonese a due minuti dal 90′ pareggia con l’ex Roma Afena-Gyan che di testa beffa Meret complice anche una difesa sorpresa e mal posizionata, con una marcatura “leggera” del nuovo acquisto Bereszynski.

Primo tempo supplementare

Tra Napoli e Cremonese in campionato sono 40 i punti di differenza eppure gli ospiti “costringono” gli azzurri a supplementari. Nei primi 15 minuti di extra time, l’espulsione di Sernicola permette agli uomini di Spalletti di poter sfruttare l’uomo in più. Entra anche Osimhen e dopo qualche secondo dall’ ingresso in campo del nigeriano, grazie ad un suo colpo di testa, gli azzurri hanno il match-point: Carnesecchi respinge con una super parata, arriva Simeone e “Se qualcosa può andare storto, lo farà”, incredibile traversa-palo e si resta in parità.

Secondo tempo supplementare

Sotto il diluvio del Maradona, aleggia lo spettro dei calci di rigore. La Cremonese difende ad oltranza, il Napoli crea una doppia occasione clamorosa per chiudere una volta e per tutte il discorso qualificazione. Bereszynski serve due assist, il primo per Anguissa che calcia alto da ottima posizione – anticipando anche Osimhen che dietro il centrocampista era pronto per battere a rete – e poi il secondo per Victor che di testa al 120′ sfiora il palo, mancando il gol vittoria.

Lotteria

Si decide ai rigori, il Napoli su cinque ne mette quattro, l’unico errore dal dischetto è di Lobotka che calcia fuori. La Cremonese completa il miracolo, Meret viene battuto dagli undici metri cinque volte su cinque, oltre la pioggia, cala il silenzio, gli azzurri clamorosamente eliminati dalla Coppa Italia.

Testa alta

Non c’è tempo per i processi, sabato il Napoli affronterà in trasferta una Salernitana avvelenata dopo gli 8 gol subiti nel turno precedente di Serie A contro l’Atalanta e fermarsi a rimuginare non è la soluzione. La Cremonese è costata energie fisiche e psicologiche, una lezione che spiega chiaramente come il cammino sia lungo e pieno di insidie. Spalletti e i suoi uomini questo lo sanno, una reazione è d’obbligo, testa alta, a partire da quella di Lobotka, uomo e giocatore chiave al quale il pubblico partenopeo ha già perdonato l’errore dal dischetto.

Le pagelle

Meret 5.5

Bereszynski 5

Ostigard 5.5 (dall’82 Kim 5.5)

J. Jesus 6

Olivera 5.5

Gaetano 5.5 (dal 65′ Lobotka 5)

Ndombele 5.5 (dal 102′ Osimhen 6)

Elmas 6 (dall’ 85′ Zielinski s.v.)

Raspadori 5.5 (dal 65′ Anguissa 5.5)

Zerbin 5.5 (dal 65′ Politano 5.5)

Simeone 6

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