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Al di là del ponte. Il diritto all’infanzia e l’emarginazione: il caso Castel Volturno

Stefano Errichelli 05/12/2022
Updated 2022/12/04 at 9:52 PM
5 Minuti per la lettura
Destra Volturno

La città di Castel Volturno vive ormai da anni una situazione socioeconomica emergenziale, un comune molto vasto, con una popolazione che stando agli ultimi dati si assesta sui 30mila abitanti, ai quali però va aggiunto un numero molto elevato di immigrati irregolari. Inevitabilmente quest’ultimo è un dato molto forte e significativo, che consolida Castel Volturno come una città cosmopolita. Sono presenti sul territorio circa 80 etnie differenti, che senza dubbio rendono complessa la gestione della città. L’immigrazione non rappresenta certamente il problema centrale della città, che soffre di ben altri problemi gravi e strutturali.

In merito a questa considerazione, va attuata una riflessione oggettiva: Castel Volturno è sempre stato il cestino in cui gettare tutte le emergenze della Regione avvenute negli ultimi decenni. Un esempio concreto è stato il terremoto dell’Irpina degli anni ‘80, dove con un tavolo emergenziale composto da governo centrale ed amministrazione locale, arrivarono a Castel Volturno non solo gli sfollati previsti dall’accordo sottoscritto ma anche quelli destinati alla area del Garigliano. Altro evento fu anche il disastro del Rione Terra che vide arrivare a Pinetamare migliaia di sfollati, inevitabilmente questi eventi hanno cambiato l’assetto sociale della città.

Destra Volturno: il grido di allarme delle fasce sociali più deboli

Come in tutte le situazioni difficili, a farne le spese sono i più deboli e gli emarginati. In una realtà dove l’abbandono e il degrado sono all’ordine del giorno, gli “ultimi” restano tali e senza una possibilità di riscatto, costretti troppo spesso a calpestare la loro dignità. Noi di Magazine Informare continuiamo a raccontare attraverso la voce dei cittadini e delle associazioni l’emergenza di Destra Volturno e lo abbiamo fatto vivendo ed ascoltando il territorio in tutte le sue sfumature, con la voce dei più deboli.
Proprio a Destra Volturno si concentra la più alta percentuale di immigrati della città, che troppo spesso sono emarginati ed abbandonati a loro stessi e senza una concreta possibilità di integrarsi. Per sopperire a questo grande problema sono nate, grazie all’impegno della Chiesa, e nello specifico della Arcidiocesi di Capua e della comunità dei Padri Comboniani, numerose associazioni sul territorio.

Una di queste è l’associazione “Black and White” che si occupa da anni ormai di integrazione ed assistenza non solo agli immigrati, ma all’intera popolazione locale.

Chi è in prima fila come loro, combatte ogni giorno con delle problematiche culturali gravi, che rendono il risanamento arduo e complesso. Nella loro scuola di italiano, giungono persone che vivono in Italia da anni ormai, ma che non parlano la nostra lingua. Questo sottolinea l’emarginazione che subiscono gli immigrati, che poi troppo spesso si ritrovano vittime inconsapevoli di traffici illeciti o di lavoro nero, sottopagato e senza diritti. La mancanza totale di servizi pubblici primari hanno pian piano consegnato il territorio al degrado, tanti cittadini nel corso degli anni hanno abbandonato le loro abitazioni per trasferirsi altrove, spopolando quasi completamente questa parte di città. Inevitabilmente la mancanza di controlli e la totale inesistenza di una percezione di sicurezza hanno alimentato in modo significativo lo sviluppo di traffici illeciti che vanno dallo spaccio alla prostituzione.

Non c’è futuro dove non c’è speranza

In quella parte di città dove manca completamente ogni tipo di infrastruttura, il diritto all’infanzia è solo un lontano ricordo. Con l’assenza totale di punti di incontro, di biblioteche, di centri dove praticare sport, di parchi dove giocare, il diritto all’infanzia viene messo seriamente in discussione. Un bambino che vive qui affronta delle difficoltà che lo segneranno per sempre, in modo indelebile. Il paradosso che continuiamo a sottolineare è questo: come è possibile che basti attraversare un ponte, dirigersi dall’altra parte della città per osservare una Castel Volturno completamente diversa? Il centro cittadino e Pinetamare vivono una realtà ben lontana dallo stato di abbandono di Destra Volturno e Bagnara.

Può un ponte differenziare in modo così profondo la stessa popolazione?

È inaccettabile che un bambino che vive a Destra Volturno non goda delle stesse possibilità di cui gode invece un bambino che vive dall’altra parte del ponte. Lo Stato non si tiri indietro dinanzi alle sue responsabilità, perché a Destra Volturno non è stato mai presente.
Noi di Magazine Informare continuiamo a sostenere che si debba iniziare a lavorare ad un piano di risollevamento per Destra Volturno, nessuno può essere lasciato indietro.

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