AGCOM e le regole del discorso politico

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Nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli proseguono con successo le attività del Corso di Diritto parlamentare del prof. Umberto Ronga, giovane professore di diritto costituzionale e parlamentare, e responsabile scientifico del Master di II livello in Processi decisionali, lobbying e anticorruzione all’Università di Roma Tor Vergata. In particolare, sta raccogliendo grande entusiasmo e sempre maggiore partecipazione il Ciclo di Seminari istituzionali dalla Cattedra, giunto alla IV edizione, nell’ambito del quale – come annualmente avviene – sono ospitate illustri personalità del mondo delle istituzioni e dell’accademia, in un percorso privilegiato di approfondimento tematico. Il modulo didattico prescelto non si riduce nella sola didattica frontale: al contrario, questa diviene “partecipata” attraverso il c.d. Question time, previsto a margine degli incontri, dove gli studenti possono interloquire con gli ospiti, condividendo riflessioni e domande. Nonostante la svolta telematica imposta dalla pandemia e facendo “di necessità, virtù”, come usa dire il prof. Umberto Ronga, i seminari hanno registrato una partecipazione di oltre cento studenti e giovani studiosi – non solo federiciani ma provenienti anche da altri atenei italiani e stranieri – divenendo un’occasione di approfondimento aperta ad una comunità virtuale in formazione, trasversale, inclusiva e, come emerge dalla vivacità dei dibattiti, autenticamente appassionata.

Tra gli ultimi interventi, interessanti spunti provengono dall’incontro seminariale del 12 aprile u.s., dove il Consigliere Giacomo Lasorella, già vice Segretario generale della Camera dei deputati e attualmente Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, è intervenuto sul tema “Le regole della comunicazione istituzionale e politica”. Si tratta di un argomento che chiama preliminarmente in causa la cittadinanza e, più in generale, la dimensione democratica, intercettando finanche le trasformazioni della società e dei mezzi di comunicazione di massa. Molti i profili toccati: a cominciare da un inquadramento delle principiali coordinate costituzionali che interessano il diritto di informare (art. 21 Cost.) e di essere informati, avendo riguardo anche del contributo della giurisprudenza costituzionale che, nella sentenza n. 112 del 1993 – tra le molte altre su questo tema – ha affermato che «la nostra democrazia [si basa] su una libera opinione pubblica […] in grado di svilupparsi attraverso la pari concorrenza di tutti alla formazione della volontà generale». Ne è derivato, complessivamente, il diritto di tutti e ciascuno di avere accesso ad un’informazione plurale e obiettiva, completa, corretta e continua (si v. sent. n. 112 del 1993). A seguire, si è guardato al processo di evoluzione normativa della disciplina della comunicazione politica in ambito radiotelevisivo, in particolare analizzando la legge n. 28 del 2000 c.d. “sulla par condicio”, avendo riguardo del regime che investe ciascun mezzo di comunicazione e informazione. È qui emerso che l’impianto normativo, ormai vigente da oltre un ventennio, è rimasto ancorato al contesto originario, dove la comunicazione e l’informazione erano tendenzialmente “centralizzate” nei media tradizionali (radio, tv, stampa). Tuttavia, specie con l’avvento dirompente dei social, il differenziale tra la previsione normativa e le evoluzioni della società, si è sensibilmente aggravato. Questi hanno contribuito alla svolta personalistica del sistema politico, che ha determinato il passaggio alle forme di comunicazione “decentralizzata”, perché svincolata dal regime normativo dei media tradizionali, con importanti ricadute sul piano della gestione dei processi comunicativi politico-elettorali in ispecie. L’impianto di quella legge, infatti, dal punto di vista operativo, non sembrerebbe immediatamente replicabile, se non nell’applicazione del principio di garanzia del pluralismo. Pertanto, com’è stato rilevato anche nel Comunicato stampa dell’AGCOM risalente al 30 gennaio 2019, emerge una significativa lacuna normativa. Come avverte il prof. Gian Claudio De Cesare, costituzionalista e consigliere parlamentare, intervenendo nel dibattitto conclusivo: «È assolutamente necessario provvedere ad un aggiornamento della regolamentazione legislativa sulla par condicio. È impensabile che piazze libere (social media) contribuiscano alla formazione della realtà costituzionale e istituzionale supportando attività di comunicazione, di controllo e di codecisione al di fuori di una corretta regola democratica». Tuttavia, negli ultimi tre anni a questa parte, sia a livello nazionale che sovranazionale, si è per lo più intervenuti con auspici e raccomandazioni alle piattaforme (tra gli altri, si vv. Linee guida per la parità di accesso alle piattaforme online   durante la campagna elettorale per le elezioni politiche 2018; l’istituzione del “Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali”, con delibera n. 423/17/CONS, per quanto riguarda il contesto nazionale e, in particolare, l’azione AGCOM; gli interventi del Garante della Protezione dei dati personali, in merito alle elezioni europee; l’intervento della Commissione europea). In questo quadro e con tali lacune, sembrerebbe fortemente responsabilizzarsi il ruolo dell’AGCOM che, quale autorità indipendente, avrà il difficile compito di presidiare e vigilare sulla comunicazione politica nel contesto delle nuove piattaforme digitali, vagliando finanche il rendimento delle soluzioni, per così dire, “soft” ad oggi adottate, in attesa dell’intervento del Legislatore.

Si tratta, dunque, di un tema di stringente attualità, come tutti quelli previsti nel calendario dei lavori del Ciclo di Seminari istituzionali. Le attività, iniziate il 18 marzo con una lezione sul tema “I processi decisionali tra Parlamento italiano e Unione europea”, tenuta da Antonio Esposito, Consigliere parlamentare, Capo della Segreteria istituzionale del Presidente della Camera dei deputati, hanno visto, ad oggi, la partecipazione del prof. Fulco Lanchester, Ordinario di diritto costituzionale italiano e comparato presso l’Università Sapienza di Roma, con una lezione sul tema “Lo stato della democrazia rappresentativa in Europa”; del prof. on. Stefano Ceccanti, Ordinario di diritto pubblico comparato presso l’Università Sapienza di Roma e Presidente del Comitato per la Legislazione della Camera dei deputati, con una lezione sul tema “Le recenti tendenze della legislazione italiana”; di Alfredo Storto, Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sul tema “Tecnica e politica nel Governo dell’emergenza”; del prof. Nicola Lupo, Ordinario di Diritto delle Assemblee elettive e presso l’Università LUISS di Roma e Direttore del Centro studi sul Parlamento e del master Parlamento e Politiche pubbliche, con una lezione sul tema “Le Camere dopo la riduzione del numero dei parlamentari”. Nella prossima occasione, prevista per il 29 aprile p.v., interverrà Luciano Violante, Presidente emerito della Camera dei deputati, con una lezione sul tema “Il Presidente della Camera nelle vicende della forma di governo italiana”.

 

Fonte ulteriore eventuale sulle recenti iniziative di regolazione:

https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/social-e-politica-lapproccio-soft-di-agcom-tutte-le-zone-grigie/

 

Documentazione istituzionale di riferimento su azione AGCOM:

https://www.agcom.it/documents/10179/13446572/Comunicato+stampa+31-01-2019/b07c951c-16bf-4a64-adc3-c38b5986f5ed?version=1.0

 

https://www.agcom.it/documents/10179/8946952/Delibera+423-17-CONS/aac2d789-2f86-42a0-8fc2-f4c052eb8dcd?version=1.3

 

https://www.agcom.it/documents/10179/9478149/Documento+generico+01-02-2018/45429524-3f31-4195-bf46-4f2863af0ff6?version=1.0

di Nicola Iannotta

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