Prampram 6 settembre 2018

NINUÈ

Chi é Ninué? Un giovane nato nell’agosto dell’89 qui in Prampram. Era ancora adolescente quando perse il padre, forse malato. La madre, priva di sostegni, lasciò le due figlie e il figlio Ninué presso alcune sue sorelle per raggiungere in Accra la sua famiglia che si prendeva cura di lei. Se ricordo bene, la madre di Ninué é una delle dodici figlie con stessa madre e stesso padre. Devo specificare stessa madre e stesso padre perché qui le famiglie allargate sono la maggioranza.

In sociologia la famiglia viene definita nucleare (una sola unità coniugale), estesa (una sola unità e più parenti conviventi), multipla (due o più unità coniugali), del solitario (una sola persona), senza struttura (più persone non vincolate da un rapporto coniugale).

Io non so in quale di queste tipologie familiari collocare Ninué. Egli ha in pratica quattro figli ma non una vera famiglia: a 19 anni é già padre di una bimba (oggi ha 10anni) che, quando può, incontra in Accra (capitale del Ghana distante da Prampram un’ottantina di chilometri), dove vive con la mamma. Forse nello stesso giorno fa visita, sempre in Accra, anche ad un’altra figlia avuta dopo circa due anni da un’altra fortuita relazione con un’altra donna. Analfabeta di ritorno, carattere instabile, spirito avventuriero, muratore, Ninué, dopo poco la nascita della seconda figlia, parte per il Togo dove trova occupazione come aiuto falegname. La differente cultura dominante, l’incapacità a dialogare con il prossimo per la difficoltà ad apprendere la lingua francese, la precaria sistemazione abitativa, convincono il giovane, a rientrare in patria dopo circa 9 mesi. Ritorna muratore, ma l’esigenze economiche sono tali da indurre Ninué a intraprendere una nuova attività meglio remunerata: piegatore di metalli. Al momento Ninué avverte l’esigenza di avere vicino una compagna: dall’attuale  convivente ha una figlia e un figlio.

Convive si fa per dire! Nato il secondo figlio, Ninué parte per la Guinea Bissau. A convincerlo é uno zio pescatore, proprietario di una grande canoa idonea a navigare in Oceano.  A salpare é un bel gruppo e Ninué provvede a cucinare per tutti. Si va avanti e indietro toccando ora un Paese ora un altro, ma si commercia soprattutto in Guinea Bissau. Non si capisce bene dal suo racconto se conoscesse qualcuno in Sierra Leone per l’eventuale ospitalità e lavoro. Di fatto, al passaggio della Sierra Leone Ninué lascia il mare per rimanere in Freetown almeno un mese. Poi riprende la canoa. I compagni pescatori lo verrebbero sempre con loro, ma dopo qualche anno, Ninué, stanco di mare e cucina, sbarca in Conakry, capitale della Guinea, dove trova un precario e mal pagato lavoro.

Un motivo vale l’altro, fatto sta, il giovane avventuriero, trascorsi circa quattro mesi, rimane vittima di una pericolosa ernia inguinale. Viene pertanto operato d’urgenza in un ospedale di Conakry. L’operazione, forse non eseguita a regola, chissà, produce effetti tali da indurre Ninué a rimanere in ospedale alcuni mesi, senza un’adeguata assistenza, senza il conforto di familiari, senza una valida alimentazione, tasche vuote e … insomma proprio un inferno! Poi lo zio decide di rientrare in Ghana; lasciata la Guinea Bissau, passa per Conakry dove imbarca Ninué, molto provato e debilitato, da poco dimesso dall’ospedale. Ancora sette giorni di mare a cielo aperto, notte e giorno,  prima di toccare la terra di casa.

Accolto da amici e parenti a braccia aperte, Ninué riprende coraggio per rientrare in careggiata  e rimuovere la triste e iconcludente esperienza  vissuta all’estero. Ritorna al lavoro di piegatore di metalli e, dopo circa tre anni di assenza,  riprende la convivenza con la compagna dalla quale ha avuto gli ultimi due figli: attualmente l’ultimo ha tre anni e non so se ha capito che Ninué é suo padre.

Incredibile! a distanza di forse una anno dal suo rientro in Ghana un nuovo caronte contatta Ninué per proporgli un lavoro “ben remunerato” in Dubai. Da avventuriero che mostra d’essere, Ninué rifiuta l’offerta? Valgono i tanti discorsi tesi a scoraggiarlo per tanti giustificati motivi? Il clima torrido, la differente cultura, la lingua, la religione, il nutrimento … ? Ninué non rifiuta l’offerta. Anzi si adopera per raccogliere la somma richiesta per l’espatrio. É convinto ad espatriare…  per amore dei figli, per dare un futuro migliore ai suoi figli… Egli  é convinto che presto chiederà ed otterrà il ricongiungimento della sua convivente e figli in Dubai… Ninué, pagato il caronte, é in attesa di partire. Immagino ogni individuo ha un proprio destino, motivo per il quale alla fine ho partecipato alla colletta utile all’avventuriero di intraprendere un nuovo percorso di vita. Giovanni Carbone

Who is Ninué? A young man born in August of 89 here in Prampram. He was still an adolescent when he lost his father, perhaps ill. The mother, without support, left her two daughters and her son Ninué with some of her sisters, to reach her family in Accra to take care of her. If I remember correctly, Ninué’s mother is one of the twelve daughters with the same mother and same father. I have to specify the same mother and same father because here the extended families are the majority.

In sociology the family is defined as nuclear (only one conjugal unit), extended (one unit and more cohabiting relatives), multiple (two or more conjugal units), solitary (one person), without structure (more people not bound by a conjugal relationship).

I do not know in which of these family types to place Ninué. He has practically four children but not a real family: at 19 years he is already the father of a child (today she is 10 years old) who, when he can, meets in Accra (the capital of Ghana far from Prampram about eighty kilometers), where she lives with mom. Perhaps on the same day he visits, also in Accra, also to another daughter who was about two years after another fortuitous relationship with another woman. An illiterate return, unstable character, adventurer spirit, bricklayer, Ninué, shortly after the birth of the second daughter, he leaves for Togo where he finds employment as a carpenter’s aid. The different dominant culture, the inability to communicate with others due to the difficulty in learning French, the precarious housing, all reasons that  convince the young man, to return home after about 9 months. He returns bricklayer, but the economic needs are such as to induce Ninué to undertake a new, better paid activity: steel bender. At the moment Ninué feels the need to have a partner close: from the current cohabitant he has a daughter and a son.

He lives together, so to speak! Born the second son, Ninué leaves for Guinea Bissau. To convince him is a fisherman uncle, owner of a large canoe suitable for sailing in the ocean. To set sail is a large group and Ninué cooks for everyone. One goes back and forth touching now one country now another, but it is mainly traded in Guinea Bissau. It is not clear from his story if he knew someone in Sierra Leone for eventual hospitality and work. In fact, when the Sierra Leone passes, Ninué leaves the sea to stay in Freetown at least a month. Then he returns to the canoe. His fellow fishermen would always come with them, but after a few years, Ninué, tired of the sea and the kitchen, landed in Conakry, the capital of Guinea, where he found a precarious and poorly paid job.

One reason is worth the other, the fact is, the young adventurer, spent about four months, remains the victim of a dangerous inguinal hernia. It is therefore urgently operated in a hospital in Conakry. The operation, perhaps not performed as a rule, who knows, produces effects that induce Ninué to stay in hospital a few months, without adequate assistance, without the comfort of family, without a good diet, empty pockets and … in short a hell! Then his uncle decides to return to Ghana; left Guinea Bissau, passes through Conakry where he embarks Ninué, very tried and debilitated, recently discharged from the hospital. Seven days of open sea, night and day, before touching the land of the house.

Welcomed by friends and relatives with open arms, Ninué takes courage to get back into the roadway and remove the sad and inconclusive experience lived abroad. Return to the work of steel bender and, after about three years of absence, resumes the cohabitation with the partner from whom he had the last two children: currently the last is three years and I do not know if he understood that Ninué is his father.

Unbelievable! A year or so after his return to Ghana, a new intermediary contacts Ninué to offer him a “well-paid” job in Dubai. As an adventurer who shows himself to be, Ninué refuses the offer? Are the many talks worthy of discouraging him for so many justified reasons? The torrid climate, the different culture, language, religion, nourishment…? Ninué does not refuse the offer. On the contrary, it works to collect the sum required for expatriation. He is convinced to expatriate … for the sake of his children, to give a better future to his children … He is convinced that he will soon ask and get the reunification of his cohabitant and children in Dubai … Ninué, paid the intermediary, is waiting to leave. I imagine each individual has his own destiny, which is why I eventually participated in the collection useful for the adventurer to undertake a new path of life. Giovanni Carbone

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Giornalista pubblicista - Fonda l'associazione "Centro Studi Officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani, ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.