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“Le donne non potranno allontanarsi oltre 45 miglia (72 chilometri) se non sono accompagnate da un membro della famiglia”, è quanto riportato da Sadeq Akif Muhajir, un portavoce del ministero.

È di poche ore fa il provvedimento emanato dal Ministero della Promozione della Virtù e della Prevenzione del Vizio, con cui alle donne afghane è stato vietato viaggiare da sole per lunghi tragitti se non accompagnate da un uomo di famiglia.

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Con un’ulteriore direttiva si raccomanda agli autisti di non accettare donne sui propri veicoli se sprovviste del “velo islamico”. Poche settimane fa, lo stesso dicastero ha imposto alle televisioni del Paese di non mandare più in onda soap opera in cui recitano attrici donne.

Queste disposizioni sono un passo indietro non indifferente in materia di diritti delle donne. Basti pensare, infatti, che il Ministero della Promozione della Virtù e della Prevenzione del Vizio ha sostituito il Ministero per gli affari femminili (MOWA); quest’ultima istituzione si è sempre battuta per i diritti delle donne, promuovendo l’integrazione economica e sociale delle ragazze. Questo veto imposto dal regime talebano è frutto di una politica esclusiva delle donne che non garantisce le libertà personali.

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