Addio scontrino cartaceo, nel 2020 arriva quello elettronico.

41

Il nuovo decennio si apre con una rivoluzione nel mondo del fisco. Dal primo gennaio 2020 diciamo addio al vecchio scontrino cartaceo, obbligatorio ora per tutti gli esercenti lo scontrino elettronico.

Cosa cambia per i consumatori

In realtà non molto. Il consumatore continuerà a ricevere un pezzetto di carta, sia pure senza più valore per l’Erario. Il nuovo “mini-documento” commerciale che riceviamo al momento di pagare ha solo valore ai fini della garanzia o del cambio merce. Sostituisce la ricevuta fiscale e dunque certifica l’acquisto, diventando inoltre titolo da impiegare per la deduzione dei costi sostenuti e per la detrazione degli oneri Irpef.

Cosa deve contenere il  nuovo documento commerciale che sostituisce lo scontrino tradizionale

Il nuovo documento commerciale somiglierà al vecchio scontrino cartaceo, deve infatti contenere alcune indicazioni come: data e ora di emissione; numero progressivo; ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome dell’emittente; numero di partita Iva dell’emittente; dove si trova l’esercizio; descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi; ammontare del corrispettivo complessivo e di quello pagato.

La lotteria degli scontrini

L’introduzione del documento commerciale doveva essere accompagnata dalla lotteria degli scontrini. Il decreto fiscale ha però rinviato l’inizio della lotteria dal primo gennaio al primo luglio 2020. Per prendere parte il cittadino dovrà richiedere un “codice lotteria” su un portale apposito e comunicarlo al commerciante prima che generi lo scontrino elettronico. A partire da luglio, quando si effettueranno acquisti, chi vorrà potrà partecipare alla lotteria e all’estrazione mensile di premi da 10mila, 30mila e 50mila euro. In più si avrà la possibilità di vincere un super-premio annuale. Chi effettuerà i pagamenti con carte e bancomat avrà più chance di vincita.

Cosa cambia per le imprese e i negozianti

Non proprio una novità lo scontrino elettronico per imprese e negozianti che nel 2018 avevano realizzato un volume d’affari superiore a 400mila euro. Per loro è già obbligatorio da luglio 2019. Con l’ anno nuovo, invece, la questione riguarda tutti gli operatori economici che emettono ricevute fiscali indipendentemente dai loro fatturati. Lo scontrino digitale verrà inviato direttamente dagli esercenti all’Agenzia delle Entrate tramite i nuovi registratori di cassa. Per l’acquisto del registratore telematico o per l’adattamento del vecchio è concesso un contributo sotto forma di credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta, per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento. L’altra novità per le partite IVA è che non devono più tenere il registro dei corrispettivi, poiché con la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica i dati si sostituiscono agli obblighi di registrazione delle operazioni. Inoltre non servirà conservare le copie dei documenti commerciali. Tutto parte di una strategia per rendere i passaggi di denaro sempre più elettronici, tracciabili e verificabili dal Fisco.

 I limiti al contante

Da luglio sarà vietato pagare in contanti le transazioni sopra la soglia dei 2.000 euro e sarà così fino al 31 dicembre 2021. Dal primo gennaio 2022 il limite scenderà ulteriormente a 1.000 euro. Riduzione del contante, transazioni sempre più informatizzate e informazioni trasmesse in automatico all’Agenzia delle Entrate. Queste le mosse del Fisco che potrebbero rappresentare la vera svolta nella lotta all’evasione fiscale.

di Pasquale Di Sauro

Print Friendly, PDF & Email