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Addio a Gianluca Vialli: ci lascia il campione italiano dopo una lunga malattia

Updated 2023/01/06 at 5:11 PM
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È morto all’età di 58 anni Gianluca Vialli. La notizia della sua malattia era arrivata il 25 novembre del 2018. Durante un’intervista, è stato proprio lui ad annunciarla ai suoi tifosi, da quel momento ha combattuto un cancro al Pancreas che inesorabilmente lo ha consumato.

Cinque anni di malattia che il campione ha affrontato con coraggio e determinazione, circondato dall’affetto dei suoi cari e sostenuto da migliaia di tifosi che non gli hanno mai fatto mancare la propria vicinanza.

Il 14 dicembre aveva annunciato di lasciare il suo ruolo di Capo Delegazione della Nazionale Azzurra per concentrarsi sulle sue condizioni di salute. Nonostante le sue difficoltà fisiche, non ha mai fatto mancare il suo appoggio al mondo del calcio. Rimarrà nei ricordi collettivi l’abbraccio a Roberto Mancini durante la notte di Wembley del 2021 che ha consacrato gli azzurri come Campioni Europei.

«Nella vita come nel calcio, nella malattia come agli Europei, devi batterti sempre su ogni pallone, su ogni contrasto, non si molla mai di un centimetro, cadi, ti rialzi, riparti».

Gianluca Valli

I primi calci al pallone da professionista li muove alla Cremonese, che grazie alla sue reti viene promossa alla massima serie nella stagione 1983-84. Il suo passaggio alla Sampdoria, soprattutto sotto la guida di Vujadin Boskov vede la nascita di un sodalizio che durerà una vita: prima punta in tandem col compagno Roberto Mancini. Verranno definiti i gemelli del gol e segneranno l’epoca d’oro della Sampdoria. Nel 1992 il passaggio alla Juventus e con la guida di Giovanni Trapattoni prima e Marcello Lippi dopo, confermerà quanto già visto negli anni precedenti.

La sua esperienza come calciatore termina con il Chelsea dove, dopo le dimissioni di Gullit, arriva a ricoprire il doppio ruolo di giocatore e allenatore, riportando la squadra alla ribalta europea dopo anni di anonimato. Fino al 2002 e dopo un breve passaggio al Waterford, arriva il ritiro dal calcio giocato per dedicarsi ad una carriere e come Dirigente e Commentatore sportivo.

Significativa la sua esperienza con la Nazionale Italiana che lo ha visto protagonista negli anni 1985-1992, per quanto le sue prestazioni sono state spesso oggetto di critiche e giudicate sottotono.

Gianluca Vialli, leader in campo e negli spogliatoi

Insieme a Francesco Totti, Il 9 marzo 2019 viene nominato dalla FIGC ambasciatore italiano per il campionato d’Europa 2020. Dal novembre 2019 entra nei ranghi della FIGC come capo delegazione della nazionale italiana, allenata dall’ex compagno Roberto Mancini. Prendendo parte alla vittoriosa spedizione italiana al campionato d’Europa 2020, distinguendosi peraltro come figura di spicco dello spogliatoio oltreché, a livello umano, come «esempio vivente» per tutta la squadra azzurra.

Forte presenza anche nel campo del sociale avendo creato, insieme all’ex collega Massimo Mauro e a Cristina Grande Stevens, la “Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport”, una ONLUS che ha lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica, il cosiddetto morbo di Lou Gehrig, nonché sul cancro, attraverso la fondazione ARISLA, l’associazione AISLA e la FPRC.

Ci lascia un grande esempio, forte il messaggio che affida al mondo: «Capiamo qual è l’importanza della vita, delle cose per cui vale davvero battersi, solo quando ci accorgiamo che stiamo per perderle. O le abbiamo già perse.» Addio campione.

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