Si è spento ieri il maestro Franco Rosi, regista napoletano che ha rivoluzionato il modo di fare cinema, creando un vero e proprio genere cinematografico, quale il “film d’inchiesta”.

Ha portato in alto il nome di Napoli nel mondo, e per amore di questa città non ha avuto paura di denunciare scomode verità e portare alla luce problematiche territoriali allora sottovalutate. Quel genio sgorbutico e irriverente, aveva 92 anni, ed era ancora dotato di un’imbarazzante lucidità.

Quel giorno, in occasione dei 50 anni del suo capolavoro “Le mani sulla città”, andai con la scuola ad assistere alla pellicola, e dopo la proiezione, incontrammo Franco Rosi che veniva appositamente da Roma, per parlare ai giovani.
Ricordo l’ ansia prima di chiedere una foto per il giornale… la percepisci la soggezione quando hai davanti un monumento vivente.
Ho avuto così la grande fortuna di parlarci (anche se per poco) e i complimenti che fece per il lavoro di Informare – Officina Volturno sono qualcosa che porterò sempre nel cuore.
Grazie Maestro.

Fulvio Mele