Il racconto del primo album del gruppo musicale partenopeo

Partire da Napoli e attraversare il Mediterraneo è un viaggio che può essere effettuato anche ascoltando e attraversando la musica di “Acquazone”,  l’album dell’omonimo gruppo partenopeo uscito nell’aprile del 2018.  Acquazone infatti, combina la musica partenopea e tutte le sue sfaccettature con sonorità provenienti dal Mediterraneo. A evidenziare questa peculiarità è la stessa copertina dell’album, ideata da Vasiliki Kolligri, che rappresenta una cartina geografica delle zone del Mediterraneo con citazioni che introducono i contenuti presenti nell’album.

La copertina dell’album

Il viaggio lo si effettua attraverso l’ascolto di undici brani tra ballate e canzoni, movimentate per il ritmo e i suoni alla base e impreziosite con testi profondi anche in lingua napoletana. Il gruppo musicale è formato da Maurizio Saggiomo batterista, percussionista, compositore e autore; da Raoul Marconi pianista, tasterista, autore, compositore; da Linda Coppola, la voce e Raffaele Cardone alla chitarra, bouzoki, el oud e mandolino.

Acquazone nasce da un fortuito incontro tra me e Raoul” ha raccontato Maurizio Saggiomo ad Informare. “Dopo una lunga esperienza insieme fatta nel gruppo jazz “Megaride” le nostre carriere si erano separate. Da quell’incontro è nato il desiderio di ripartire e di ricominciare, così abbiamo fondato Acquazone.”

L’album è il primo del gruppo. Gli intrecci riguardano anche i suoni che sono prodotti da strumenti a corde tradizionali insieme alle più avanzate tecnologie elettroniche, ricercati proprio nella fusione tra Napoli e le sue influenze sonore. “Acquazone rappresenta me stesso, come sono oggi raccontato in musica, il risultato delle mie esperienze professionali come tournista e grande fruitore musicale”, ha spiegato poi Maurizio Saggiomo anche fondatore dell’associazione culturale RitmarteLab che si occupa di aggregazione giovanile e formazione musicale e che da metà febbraio ospiterà nella sede in Piazzetta Ascensione a Chiaia, la mostra del pittore brasiliano Arnaldo Garcez nata e partita dalla Casina Pompeiana, ormai centro di irradiazione di cultura e arte.

Acquazone, cerca anche di portare avanti attività ed iniziative sociali e solidali. “Abbiamo suonato per molte cause importanti dando sempre il nostro apporto professionale. Tra queste ricordo le esibizioni in occasione di “Estate a Napoli 2018”, dove abbiamo devoluto l’incasso all’associazione “Euforika Napoli” per un progetto rivolto i bambini e un concerto fatto nell’ambito della rassegna Artesalvarte per il restauro di una tela del Settecento rappresentante Santa Chiara”, ha aggiunto Raoul Marconi.

Il gruppo si esibirà il 16 febbraio alla Domus Ars. A sottolineare l’originalità del disco è stesso Marconi che racconta “Inizialmente eravamo in cerca di produzioni eteronome ma quando il lavoro ha preso la sua forma definitiva abbiamo optato per l’ auto-produzione in modo da liberarci dai vincoli contrattuali che potevano interferire con la nostra ricerca artistica.”

Attualmente il gruppo è già a lavoro per il secondo album e sta cercando di aprirsi verso l’estero. “E’ difficile definire a quale genere apparteniamo. Quando componiamo non ci sentiamo mai ingabbiati in un genere specifico. Crediamo che esistono due categorie: quella della “buona musica” e quella della “cattiva musica”. Noi facciamo di tutto per rientrare nella prima categoria.”

Partendo dalla tradizione partenopea, con il viaggio musicale dell’album, l’originalità dei suoni e la profondità dei testi, gli Acquazone creano e celebrano la “buona musica”, figlia ancora una volta di Napoli.

 

Maurizio Saggiomo e Raul Marconi con Informare

di Mara Parretta

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