L’acqua è da sempre una risorsa preziosa per la terra e l’umanità, indispensabile per tutti i viventi: il liquido nel quale è nata ed a cui è vincolata la vita.

I fiumi sono un pezzo dell’inarrestabile ciclo dell’acqua che, ad ogni giro, si rinnova e viene resa pura. Intorno ai fiumi si sono sviluppate le prime civiltà dell’uomo beneficiando della fertilità dei terreni e della possibilità di navigarli. D’altra parte, i fiumi possono procurare enormi danni quando l’irruenza delle acque divaga e travolge.

I fiumi costituiscono il percorso preferenziale che le acque di superficie seguono per attraversare le terre emerse, privilegiando le linee di maggior pendenza, fino ad arrivare in genere al mare. Con l’acqua si muovono anche i sedimenti formati dalla disgregazione delle rocce e del suolo, da quelli sottili ai più grossolani. Questi ultimi, presi in carico dalla corrente, vengono trasportati da monte verso valle fino a raggiungere il mare, dove vengono di norma distribuiti lungo costa a formare le spiagge. Fanno parte del fiume la sorgente e la foce, così come laghi e zone umide possono far parte della sua evoluzione.

Troppo spesso, comunque, si fa coincidere il fiume con nulla di più che acqua in movimento e non si considerano, o si sottovalutano, quegli aspetti che lo rendono invece unsistema ecologico fluviale”.

Il fiume, infatti, comprende anche le fasce laterali, che fanno parte a pieno titolo della vita del fiume, in quanto possono essere sommerse con le piene o modificate fisicamente con le sue divagazioni. Queste fasce vengono dette ripariali, perché sono caratterizzate dalla presenza di associazioni vegetali tipiche, adattate a terreni saturi d’acqua, che costituiscono un corridoio interposto tra l’ambiente acquatico e quello terrestre.

La natura chimico-fisica delle acque, definita principalmente da temperatura, acidità, sostanze disciolte e in sospensione, caratterizza il fiume e ha implicazioni sulla vita acquatica. Al fiume si associano tipiche comunità di specie animali e vegetali, acquatiche e terrestri. Nella realtà, i fattori fisici, chimici e biologici si combinano in un unico sistema ecologico fluviale. Il fiume, dunque, può essere considerato una sorta di grande organismo, la cui capacità proprietà vitale principale è la capacità autodepurativa.

In un fiume in buono stato, infatti, si possono riconoscere ben quattro distinti “sistemi depuranti” che, lavorando in sinergia, rimuovono e trasformano il carico inquinante da fonti puntuali o diffuse.

Il primo è rappresentato dalla pellicola biologica dei microrganismi aderenti al fondo, essenzialmente batteri, funghi, protisti, che assumono o mineralizzano la sostanza organica. Il secondo è costituito dai macroinvertebrati bentonici, insetti, vermi, molluschi, che sminuzzano e filtrano i detriti organici e si nutrono dei microrganismi della pellicola biologica.

Il terzo è costituito dai vertebrati, pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, che si nutrono di macroinvertebrati e della vegetazione. Il quarto sistema, costituito dalla vegetazione riparia, agisce da filtro meccanico e biologico, intercettando con le radici nutrienti ed inquinanti provenienti dai territori latistanti. I fiumi sono in grado di fornire notevoli servizi ecosistemici e pertanto devono essere rispettati e, laddove risultano manomessi, riqualificati ecologicamente.

Per compiere un primo passo importante basterebbe imparare quello che la storia insegna: i Romani definivano il fiume “vetus possessor“, il possessore originario di una fascia di territorio che ne potesse consentire la libera divagazione e che potesse contenerlo anche nelle fasi di massima piena. Questa fascia era considerata zona di proprietà del fiume ed era tutelata da apposite norme. I confini erano delimitati con termini centuriati e l’area compresa tra i confini diveniva “locus exceptus“, cioè luogo bandito, di proprietà pubblica, lasciato alla libera espansione della vegetazione naturale, con divieto di effettuarvi dissodamenti e attività agropastorali. Restituiamo lo spazio al vetus possessor!

 

di Giancarlo Chiavazzo

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