Acerra. Sotto inchiesta le elezioni regionali 2020

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Ad Acerra, le operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio regionale della Regione Campania sono finite sotto inchiesta della Procura di Nola.

Acerra, 20 e 21 settembre 2020. 26.838 votanti, affluenza del 58.16%, 0 schede bianche, nulle o contestate. Il 75,7% voti indirizzati al centro-sinistra, guidato da Vincenzo De Luca. A denunciare le irregolarità, Alessandro Cannavacciuolo: attivista, ambientalista e candidato per il Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale.

Procedure sospette, omissioni, correzioni, schede scomparse. Fotocopie di tabelle riportanti i voti di preferenza incollate sulle pagine dei verbali senza timbri, firme o numero di pagina. Minacce, intimidazioni, elettori sorpresi nei seggi a scattare fotografie mentre esprimevano il loro voto e chi più ne ha più ne metta. Questo il quadro terribile (e stantio) emerso dalle denunce.

Accompagnato dall’appello del Vescovo di Acerra Antonio Di Donna ad esprimere un voto “privo di condizionamenti”, il campanello d’allarme era stato lanciato già prima, durante e subito dopo le elezioni dal Movimento 5 Stelle, molto attivo sul territorio.

In particolare, ad agosto il deputato Antonio Del Monaco aveva già indirizzato una missiva al Ministro Lamorgese e al Prefetto di Napoli Marco Valentini, chiedendo “il ripristino della legalità nel Comune di Acerra, in vista delle elezioni regionali 2020”. Ad essere segnalato, “il pericolo di voto di scambio” in vista della candidatura di Vittoria Lettieri, figlia del Sindaco di Acerra. Nella missiva, si legge:

“Il Sindaco di Acerra, sull’onda della precedente campagna elettorale, che lo ha visto eletto primo cittadino per la seconda volta, ha messo in campo la stessa metodica clientelare, collaudata nelle precedenti consultazioni comunali, rispettivamente nel 2012 e nel 2017, al fine di ottenere ampio consenso a suffragio della figlia, appena ventiduenne, candidata Consigliere regionale ed inserita nella lista denominata De Luca Presidente. Nello specifico, la condotta del primo cittadino e dei suoi gregari, ampiamente descritta nelle informative di reato redatte dalla Polizia di Stato di Acerra e più volte sottoposta all’attenzione del precedente Prefetto di Napoli dal Precedente Ministro dell’Interno, confermano dettagliatamente il modus operandi finalizzato, di fatto, ad estorcere il pieno consenso elettorale con la promessa, in parte già attuata, di avanzamento di livello retributivo tra il personale comunale addetto alla manutenzione stradale, al verde pubblico ecc. Qualora non bastasse, l’impellenza del consenso elettorale ha indotto il primo cittadino ed i suoi ‘vassalli’, a fornire aspettative occupazionali direttamente nella pubblica amministrazione. Per coloro già assunti, in modo clientelare, vige l’obbligo di garantire il sostegno totale ed incondizionato”.

Dopo le elezioni, Antonio Del Monaco ha presentato richiesta al Ministro Lamorgese per l’invio di ispettori ministeriali al Comune di Acerra, in modo da verificare la legittimità delle operazioni di voto, mentre Antonio Cannavacciuolo ha presentato ricorso al Tar per l’annullamento delle votazioni in 40 sezioni su 56 e sporto denuncia alle Forze dell’ordine.

Adesso, la Procura di Nola apre un’inchiesta per fare finalmente chiarezza su quanto accaduto. Una vittoria? Staremo a vedere.

di Giorgia Scognamiglio

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