Asimov abissi d'acciaio

“Abissi d’acciaio”: l’attualità di Asimov

Marianna Donadio 09/12/2022
Updated 2022/12/09 at 12:46 PM
4 Minuti per la lettura

In un futuro lontano tremila anni Isaac Asimov immagina una New York irriconoscibile: una metropoli coperta dove decine di milioni di uomini e donne vivono nella totale mancanza di privacy e senza mai venire a contatto con l’aria aperta, considerata tossica. Questo mondo immaginario, ideato nel 1953 dalla penna di Asimov, trova le sue radici nella solida realtà dei miti occidentali, mai stati più attuali.
“Abissi d’acciaio” descrive un mondo dove la sovrappopolazione è arrivata ai suoi livelli più estremi e a prendere il sopravvento è il paradigma dell’efficienza; si vive cercando di scalare un’infinita gerarchia legata al proprio ruolo nella società, nel tentativo di accedere a lussi come un bagno privato ed un piatto di vera carne, pietanza ormai più unica che rara.

La trama

Il nostro protagonista, il detective Lije Baleay, ne ha fatta di strada per arrivare a potersi concedere questi lussi. Ne ha fatta forse anche troppa, dal momento che gli viene affidato un caso che determinerà le sorti non solo di New York ma anche di Spacetown, una città parallela dominata dagli spaziali, uomini evolutisi fino ad abbattere i limiti dell’umanità attraverso una stretta selezione genetica, arrivando ad innalzare la loro aspettativa di vita fino a quattrocento anni.

E se a New York si lotta per un bagno privato, Spacetown brilla invece di lusso e ostentazione. A rimarcare questa netta demarcazione è la tecnologia sempre più avanzata che produce ogni giorno tecnologie di intelligenza artificiale per rimpiazzare l’uomo in qualsiasi sua mansione. In questa atmosfera di tensione e di rivolte contro l’ammissione dei robot in società, non c’è da stupirsi che qualcuno si sia preso la briga di sfidare i controlli per arrivare a Spacetown e uccidere il dottor Sarton, la massima autorità per gli spaziali in fatto di robotistica.

Lije Baleay viene incaricato di trovare il colpevole per impedire una guerra tra le due città, ma dovrà collaborare con il migliore dei poliziotti di Spacetown: R. Daneel Olivaw. Nonostante le sembianze angeliche di Daneel, Baleay scoprirà presto che la R. davanti al suo nome sta per Robot, il più evoluto della sua razza.

Un mistery fantascientifico

Immergere all’interno di un’ambientazione fantascientifica un romanzo mistery consente ad Asimov di dimostrare un principio a cui è particolarmente legato: la fantascienza è un ingrediente che può essere applicato a qualsiasi genere letterario. Ma il vero cardine della storia, pubblicata a puntate sulla rubrica fantascientifica Galaxy e poi sull’italiana Urania, è lo scontro-incontro tra intelligenza artificiale e intelligenza umana. A trarre le conclusioni su questo tema, dopo il contatto ravvicinato con il collega umanoide, sarà proprio Baleay.

L’estratto

«Non siamo capaci di costruire robot che valgano quanto un essere umano, nelle cose che contano. Figuriamoci migliori! Non siamo capaci di costruire robot con il senso della bellezza, dell’etica o della religione. Non c’è modo di elevare il cervello positronico un centimetro sopra il perfetto materialismo. E continuerà ad essere così finchè non capiremo cos’è che muove il nostro cervello, finchè esisteranno cose che la scienza non può misurare. Cos’è la bellezza, o la bontà, o l’arte, o l’amore, o Dio? Ci muoviamo sulla frontiera dell’inconoscibile e cerchiamo di capire ciò che non può essere capito. Ѐ questo che ci fa uomini».

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