
Buon giorno e buon settembre in ogni senso che vogliate e diciamoci la verità settembre é un mese bistrattato, trascurato, malmenato e malvestito, posto tra agosto (bagni e vacanze) e ottobre (che ha sempre un autunno caldo seppure di autunno si tratta).
E allora questo settembre merita una canzone di Abdel Halim Hafez che non é un cantante egiziano famoso ma un cantante egiziano celebrato in tutto il mondo arabo, considerato tuttora come uno dei quattro grandi della musica egiziana, chiamato al-ʿAndalīb al-Asmar, l’usignolo nero
Abdel Halim è secondo solo alla divina Oum Kalthoum.
La canzone è Ahwak (Ti amo) cantata da Tosca e dall’ineguagliabile Lotfi Bouchnak, tunisino ma di famiglia turco-bosniaca, maestro di canto e di loud, il migliore tenore dell’Oriente ed amico e collaboratore di Pino Daniele e chi non sa chi è Pino Daniele… si arrangi.
Ahwak è una canzone semplice con un testo semplice e raffinato come la poesia é e deve essere.
_”Io ti amo
e credo che se mai ti scorderò
scorderò assieme a te la mia anima
e sarà giusto che la perda
se tu mi hai scordato
Così ti dimentico
dimentico tutto il dolore
poi torno a desiderarlo
e le mie lacrime mi fanno ripensare a te
e allora torno da te
In certe occasioni
il mondo intero viene a me con te
e desidera quel che tu desideri
forse allora cesserai
di privarmi del tuo amore_ ”.
Ma ritorniamo ad Abd al-Ḥalīm Non si sposò mai perché si innamorò una sola volta senza però riuscire a sposare la ragazza, figlia di un noto uomo d’affari di origine siriana che non valutava l’artista all’altezza. Dopo quattro anni di tentativi la famiglia si convinse e dopo aver preparato tutto per il matrimonio la giovane morì di una malattia cronica, prima che si potessero sposare.
Abd al-Ḥalīm morì, invece, tanti anni dopo, nel 1977, per un intervento chirurgico andato male. Ai suoi funerali (celebrati al Cairo) parteciparono migliaia e migliaia di persone, più di quante ebbero mai partecipato a qualsiasi altro funerale in Egitto, ad eccezione di quelli del Presidente Nasser (1970) e di Umm Kulthūm (1975) e Quattro donne si suicidarono alla scoperta della sua morte.
Le sue canzoni sono trasmesse tuttora sulle più famose emittenti radiofoniche e televisive.
Buon giorno e buon settembre in ogni senso che vogliate, non lo bistrattiamo, non lo trascuriamo, e preghiamo che l’estro di Abdel Halim Hafez ci accompagni affinché ottobre sia caldo solo perché funzionano i riscaldamenti.
Ora tutti insieme:
Abdel Halim Hafez accompagnaci tu
di Vincenzo Russo Traetto
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