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Lettera aperta ai giovani, scritta da una giovane.

Ragazzi,

essere giovani e crescere a Castel Volturno non è facile, e lo so bene anch’io che sono ragazza come voi. Quando mi sono trasferita qui circa nove anni fa, mi trovai davanti al clima spettrale di una zona come Baia Verde, circondata dal degrado, dall’estrema inciviltà… da tutti quei problemi che voi conoscete tanto quanto me.

In passato ho odiato questo paese ma se è vero che nell’odio c’è pur sempre amore, allora posso dirvi che quel mio odio è mutato quando mi chiesi come fosse possibile che Castel Volturno, (ed in generale l’intero litorale) punta di diamante a suo tempo, fosse diventata pozzo d’ignoranza e degrado. Cominciai a trovare le risposte e contemporaneamente, mi rendevo conto che questo paese ha bisogno di essere considerato sul serio, di non essere più dimenticato. Per molto tempo ho provato rabbia nel vedere i cumuli di spazzatura sul ciglio della strada, tossicodipendenti con siringhe sulle braccia alla luce del giorno, il fenomeno della prostituzione che è fin troppo ampio. Ho provato a tramutare questa rabbia in qualcosa di positivo, e vorrei tanto che anche voi provaste a farlo, ragazzi. Questo paese ha bisogno di legalità, onestà e buonsenso; è inconcepibile che le nostre acque siano così inquinate, che sulle spiagge vengano rinvenuti cadaveri di animali, che il menefreghismo regni sull’ambiente. Sarò estremamente sincera: non voglio essere la pesante moralista che dice di non gettare le sigarette in terra, perché per rispettare l’ambiente non basta fare attenzione a dove si spegne la sigaretta e non basta nemmeno fare la raccolta differenziata. Tutto prende vita dall’acqua, e se davvero si vuole avere rispetto per l’ambiente bisogna partire da essa; senza un impianto di depurazione perfettamente funzionante questo paese sarà sempre una bomba di detriti, un nido di batteri che porta con sé gravissime conseguenze.

Castel Volturno ha bisogno di essere rivalutata, amata e riqualificata; tutto ciò richiede degli sforzi enormi e solo noi giovani possiamo avere la forza di farlo, o almeno di tentare. La maggior parte degli adulti è pervasa dalla delusione e dalla stanchezza, hanno visto crollare questa terra e per questo motivo sono scoraggiati e restii ad impegnarsi ancora: “Questo paese ormai è morto, non può cambiare più!” dicono. Nelle nostre ambizioni e nei nostri sogni nel cassetto non credo ci sia un futuro da adulti fatto di stanchezza e delusione, quindi prendiamo la nostra rabbia e trasformiamola in voglia di cambiare il paese in cui viviamo.

Smettiamola di disinteressarci ai problemi esclamando “non mi interessa, qua è sempre così”. Affrontiamoli: l’acqua è inquinata? Bene, rivolgiamoci a chi di competenza. Se non ci ascoltano continuiamo a fare casino, prima o poi i risultati arriveranno. Se dico questo è perché soltanto noi abbiamo mani abbastanza forti per poter restaurare questo posto, ma il problema più grande resta la volontà.

Vorremmo vivere tutti in un paese dove le strade sono più pulite, dove i mezzi di trasporto funzionano meglio. Vorremmo avere tutti un mare pulito e le spiagge da sogno.

Vogliamo ma non facciamo, vogliamo ricevere senza dare. Purtroppo non funziona così.

Ragazzi, abbiate voglia di cambiare le cose.

Abbiate davvero voglia, di cambiare le cose. Sottolineo il “davvero” perché per riuscire a capovolgere la situazione in cui viviamo, bisogna trovare la forza in tutte quelle volte che ci siamo arrabbiati per il mare sporco, per l’asfalto scivoloso, per il lungomare lasciato al degrado…  e anche per la nostra stessa indifferenza provata in passato calpestando questo territorio scheletrico.

Armiamoci di onestà, legalità e rispetto. Studiamo, interessiamoci sul serio alle problematiche che affliggono questo posto e lasciamo al vento le polemiche sterili che sono state fatte per anni e che continueranno a far da sottofondo all’ignoranza di chi non crede ad un futuro positivo per questa terra.

Io ho scelto di dare la mia passione ed il mio impegno a questo giornale, simbolo della lotta alla criminalità e dell’unione di tutti coloro che provano a far crescere i fiori dal letame, semicitando il caro De Andrè.

Ho scelto di scrivere queste righe a voi coetanei, perché considero da sempre la scrittura come mezzo prezioso e potentissimo in grado di smuovere coscienze ed ho consapevolezza del nostro potenziale. Ho scelto di fare la mia parte, di non restare in un angolo, di informarmi e formarmi su questo territorio, per poi agire di conseguenza.

Ragazzi cari, mi auguro tanto voi abbiate voglia di fare lo stesso: sarà soddisfacente essersi rimboccati le maniche per intravedere anche un solo spiraglio di luce.

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