Abbiamo incontrato Ninetto Davoli a Napoli e ci ha parlato del suo amico Pier Paolo Pasolini

Ciro Giso 19/01/2023
Updated 2023/01/19 at 11:17 PM
5 Minuti per la lettura

Si, abbiamo incontrato Ninetto Davoli tra le aule della facoltà di scienze umanistiche della Federico II, proprio al centro di Napoli. È stato un incontro forte, non banale o di circostanza che ci ha lasciato con tanta cultura e conoscenza in più, e soprattutto senza il velo di pesantezza accademico. Anzi, con quello che tanti definiscono “romanaccio” ma che oltre al termine dispregiativo nasconde la poesia delle vecchie lingue di borgata, un mondo ormai perso, amato e raccontato da Pasolini che con Davoli ci lavorò e mantenne un’intensa relazione di amicizia.

Ed è proprio per Pier Paolo Pasolini che Davoli era a Porta di Massa ieri, sede della mostra da lui inaugurata che ripercorre le orme del pensatore controcorrente. Ci ha parlato delle sua storie con Pier Paolo Pasolini e della sua vita da attore, tra un aneddoto e l’altro.

Comizi – Per Pier Paolo Pasolini: la mostra

La mostra, a cura dei professori Vittorio Celotto e Anna Masecchia, è un’immersione nelle parole, nella voce, nel cuore di Pasolini. Fino al 31 Marzo ci saranno quattro cabine insonorizzate – una ad ogni angolo dello splendido chiostro cinquecentesco di San Pietro Martire – nascoste da una grande P rossa in font Courier che richiamano quelli delle macchine da scrivere. Quattro i temi: bisogna avere la forza della critica totale, lo scandalo del contraddirsi, restare dentro l’inferno e solo l’amore, solo il conoscere conta.

All’evento di inaugurazione della mostra in aula Piovani hanno partecipato il Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Andrea Mazzucchi, il Direttore del Dipartimento di Architettura, Michelangelo Russo e il Professore Emerito di lingua e letteratura latina presso la Scuola Superiore Meridionale, Arturo De Vivo. Mentre i professori Giuseppe Andrea Liberti (Dipartimento di Studi Umanistici) e Massimo Perriccioli (Dipartimento di Architettura), hanno illustrato le installazioni.

Tra Pasolini e Totò, parla Ninetto Davoli

Dall’incontro con Pierpaolo al suo ricordo, fino a Totò, con cui Davoli recitò nel film Uccellacci e uccellini. “Io non ho fatto l’università, Pier Paolo Pasolini è stato la mia università. E sentire la sua voce ed ascoltarlo ancora mi emoziona molto. Sentirlo recitare le poesie, poi, mi imbarazza: io lo sentivo, quando le leggeva a me. Molte volte chiedono invece a me di leggerle, e anche quello mi imbarazza. Perché come lui legge le poesie, lo fa in un modo così significativo ed espressivamente giusto che anche io, da attore – anche se non propriamente perché ho sempre interpretato me stesso – mi sento a disagio. Anche perché il mio rapporto con Pierpaolo era diverso da come viene rappresentato” ha raccontato Ninetto Davoli.

“I festeggiamenti per il centenario di Pierpaolo? Personalmente mi hanno dato molto fastidio, per tanti motivi e soprattutto per quello che pensava Pierpaolo. Pasolini non bisogna ricordarlo solo ai 100 anni. Non bisogna ricordarlo, bisogna averlo capito. Non do nemmeno la colpa a chi dice che non l’ha letto, o a chi non lo conosce bene. Il problema era ed è chi non voleva capirlo. La forza di Pierpaolo era quella di andare avanti senza farsi influenzare“.

L’accoppiata con Totò avviene quando anche lui interpreta un personaggio dai ghetti, dai rioni di Napoli. E tutto sommato Totò era davvero una persona semplice e molto umana. Usava quegli atteggiamenti da attore, ma nella mente era un fuoco che proveniva dai vicoli di Napoli. Pasolini trovò questo connubio tra me e lui, tra due persone che si somigliano caratterialmente. Due persone umane e semplici“.

“Io come attore? Ho sempre rappresentato me stesso, come dicevo prima. Non ho mai fatto scuole di recitazione. Così come in altri film con altri registi, ho sempre interpretato me stesso. Ho sempre usato il mio modo di essere. Perché? Non lo so, ma mi piace. Ho vissuto quel mondo che amava Pierpaolo”. Parole che resteranno sempre nel cuore.

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