Abbiamo il dovere di bloccare la deriva populista del Salvini-pensiero

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Ognuno di noi, al di là delle informazioni politiche, quel circa 70% che non vota Salvini, dovrebbe iniziare a presenziare e farsi sentire poiché proprio Matteo Salvini continua immancabilmente a dire sciocchezze nel silenzio generale.

Questa mattina al programma televisivo Agorà si affrontava la tematica “Alitalia”: ci si soffermava sui Benetton che a quanto pare vorrebbero entrare in società. La posizione del Ministro Luigi Di Maio è apparsa chiara e coerente sin da subito: con il crollo a Genova del ponte Morandi, il governo ha subito espresso l’intenzione di revocare la concessione di Autostrade S.p.a proprio ai Benetton.

Sarebbe incoerente ed impensabile dare concessioni di Alitalia agli stessi: ciò significherebbe soprattutto dare vita ad un ricatto sociale dovuto alla volontà di evitare il licenziamento dei dipendenti. È chiaro che la linea di Luigi Di Maio verrebbe adottata per coerenza da qualunque persona con un minimo di buonsenso.

Il quadro generale cambia nel momento in cui il Ministro dell’Interno Matteo Salvini interviene in diretta: dichiara, sostanzialmente, di essere interessato esclusivamente ai voli, al turismo e ai dipendenti.

Gli viene fatto presente che ad entrare vorrebbero essere i Benetton, lui risponde di non conoscere i Benetton e che ad ogni modo non gli interessano le concessioni. Si limita a dire che non bisogna colpire gli operai di quella società, non i dirigenti e gli ingegneri, ma bensì i vertici.

Tutto questo si riassume in una forma di populismo puro: la rogna finisce nelle mani di Di Maio e dei cittadini, Salvini invece fa il populista, senza pensare al fatto che seppur venissero colpiti i vertici di quella società non sarebbe possibile tutelare i dipendenti.

Ormai il divario tra la Lega ed il M5S è elevato, e ciò risulta un dato evidente agli occhi di tutti. Chi fa informazione e chi ne fruisce, ha il diritto – se non il dovere – di chiudere i giornali e cominciare a pensare con la propria testa: vogliamo davvero questo cambiamento?

Vogliamo davvero cambiare in positivo ambienti marci, dove a regnare è la corruzione? Allora non è possibile continuare a giocare sotto i banchi, non è possibile continuare a fare becero populismo come nella questione Sea Watch.

Il nostro paese, colpito da una disinformazione che riempie la pancia di molti, continua a dare consensi a questi atteggiamenti del Ministro dell’interno guidato appunto dalla non conoscenza politica riassunta in tale disinformazione.

Sui 40 migranti della Sea Watch 3, sbarcati a Lampedusa, si sta facendo una sciacallata pubblicità, populismo e non politica: il diritto del mare è sancito in un modo straordinario, perché le persone vanno prima salvate, e bisogna ricordare che se le Ong vengono indicate ora come navi di trafficanti, è per mano di Minniti.

Il Ministro Salvini, dovrebbe andare nelle sedi opportune a livello Europeo, a discutere di tematiche quali l’immigrazione. Eppure da quanto ci risulta, è perennemente assente.
La domanda a questo punto è spontanea: quando si inizierà a trattare certe tematiche andando al di là della fazione politica, pensando con buonsenso e coerenza?

È estremamente importante a questo punto che anche l’informazione sia veramente libera: libertà di pensiero, mente libera e al di fuori di ogni ideologia mentale e pregiudizio. Questo, sarebbe certamente un buon punto di partenza, soprattutto per i giovani che non ci stanno e che vogliono alzare la testa. Noi non vogliamo l’Italia di Salvini.

di Tommaso Morlando
Vignetta di CaGi – Odissea 2019

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