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“‘A Sposa”: la piazza di spaccio registrata come attività commerciale su Google Maps

Redazione Informare 25/07/2021
Updated 2021/07/25 at 5:43 PM
4 Minuti per la lettura
Una storica piazza di spaccio dei Quartieri Spagnoli registrata su Google Maps con tanto di recensioni: “Insalata, torrone, zucchero a velo…consigliatissimo”

Torrone, insalata e zucchero a velo sembrerebbero essere i prodotti tipici più venduti di un negozio di alimentari ai Quartieri Spagnoli di Napoli. In realtà si tratta di codici per riferirsi ad hashish, marijuana e cocaina venduti dalla storica piazza di spaccio de “‘A Sposa” di vico Canale a Tavernapenta che è stata registrata come attività commerciale su Google Maps con tanto di recensioni.

“Consiglio di andare con una persona che già conosce il posto così da garantire un ottimo trattamento. Insalata, torrone, zucchero a velo e anche medicinali, consigliatissimo”. È il commento di un utente.

Basta digitare su Google la parola “sposa” (magari facendola seguire da “quartieri spagnoli”) ed è ecco che il gioco è fatto: una piazza di spaccio, già arcinota, si palesa addirittura sul web, senza neanche troppi sforzi.

Non si tratta del primo caso, né probabilmente sarà l‘ultimo, di una ‘rivendita’ di stupefacenti ‘pubblicizzata’ sul web. Infatti, il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, assieme al conduttore radiofonico Gianni Simioli, aveva già pubblicamente denunciato, dopo aver ricevuto la segnalazione da un cittadino, la piazza di spaccio della Vela Gialla di Scampia indicata su Google Maps come area Shop.

Che la criminalità usasse la tecnologia, il web ed i social per fare propaganda, per lanciare messaggi ai propri nemici, per celebrare i propri simboli ed il proprio stile di vita, era già noto. Ricordiamo, ad esempio, il caso di Massimiliano Esposito jr, figlio di Massimiliano Esposito detto ‘’ ‘o scugnato”, ras del quartiere di Bagnoli, e il video, postato sui social, del party, per il 18esimo compleanno del baby-boss, tra fiumi di champagne, ballerine sudamericane, dj-set, neomelodici ed una marea di amici e parenti, nonostante le norme anti covid vigenti. Un video che, secondo gli inquirenti, aveva l’intento di lanciare un messaggio ben preciso: il clan Esposito è vivo e vegeto. Negli scorsi mesi, proprio il rampollo degli Esposito era stato protagonista di un video trap dove veniva ostentata la ricchezza e la droga in pieno stile malavitoso. Sembra che si sia voluto mandare un segnale dopo il pentimento di Yusseff Aboumouslim, esponente di spicco dell’organizzazione criminale, definito “un tumore” precedentemente anche dal figlio di un altro boss.

Essere a conoscenza, però, del fatto che attività illecite, come le piazze di spaccio, vengano ‘pubblicizzate’ sul web (che poi venga fatto direttamente dai clan oppure da utenti ‘esterni’ in forma di ‘scherzo’ questo lo dovrà essere stabilito) preoccupa e molto. In modo o nell’altro, si fa pubblicità ad attività criminali, si istiga a diventare ‘clienti’ della camorra e degli spacciatori. Tutto questo fa parte di quel meccanismo di cultura e propaganda della camorra che da tempo si sta insinuando, sempre più aggressivamente e in maniera sempre più virulenta, nel tessuto sociale del territorio.

Dal mondo del World Wide Web ai social, dalle strade alle stanze dei ‘bottoni’, dalle piccole attività commerciali locali al mondo interazionale del business, la Premiata Ditta‘ camorra s.p.a. fa sentire, e forte, la propria presenza dettando legge ed appropriandosi anche della cultura e della storia. Come non indignarsi, ad esempio, per tutte quelle antiche edicole votive, alcune risalenti alla fine dell‘800 (ad esempio ai Quartieri Spagnoli) utilizzate come fortini e nascondigli della droga? È la storia infangata ed usurpata dai clan.

Indigniamoci!

di Fabio De Rienzo

 

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