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Una tre giorni entusiasmante e piena di iniziative attende tutti coloro che vorranno partecipare al JazzIt Fest#7 dal 28 al 30 giugno 2019 a Pompei, dove si conteranno oltre 300 musicisti e 300 palchi.

Tre giorni all’insegna della musica, della cultura e della socialità e proprio su quest’ultimo tema si è soffermato particolarmente Luciano Vanni, l’organizzatore del JazzIt Fest nel corso della conferenza stampa di ieri presso la Casina Pompeiana in Villa Comunale a Napoli.

Cantanti e musicisti a parte, protagonista in questi tre giorni sarà proprio la società civile.

Il progetto nasce nel borgo medievale di Collescipoli (TR) nel 2012 dove viene fondata dal livornese Vanni l’Associazione “Civitates – Cittadinanza attiva per il bene comune” che pone il cittadino al centro delle attività culturali promosse nella comunità.

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«Sette anni fa – così ha chiosato Vanni durante la conferenza tenutasi mercoledì 19 giugno nella Casina Pompeiana – mi ero reso conto che Collescipoli, un borgo di circa 300 abitanti, si era trasformato in un’accozzaglia di B&B. Fare cultura e turismo non vuol dire riempire gli hotel. Cultura è tutto ciò che forma un carattere».

Per Vanni, dunque, la cultura rende attivi e deve formare dei cittadini coscienti.

Il presidente dell’associazione, durante l’incontro, si è soffermato molto sul ruolo pedagogico che la cultura – e quindi la musica – ha per i cittadini.

«La parola “mousiké” – ha proseguito – ha un significato più profondo e articolato nell’ Antica Grecia; “musica” per i Greci era anche sinonimo di pedagogia».

Pertanto, la musica non ha soltanto una valenza estetica e di intrattenimento ma ha un valore antropologico; ha un’influenza politica e culturale. La musica come collante sociale, che unisce popoli, persone di estrazione diversa e crea collettività. D’altronde, la conferenza organizzata in Casina Pompeiana ha avuto come filo conduttore proprio il tema della musica quale strumento di coesione sociale e di solidarietà.

«Il JazzIt Fest che si terrà a Pompei a fine giugno – ha illustrato ancora Vanni – non sarà solo un evento, un qualsiasi festival della musica. “Evento” vuol dire sia “evanescente” ma è anche qualcosa che viene da fuori», ovvero, dalla cittadinanza attiva.

Come già è accaduto nelle scorse edizioni, i cittadini che hanno preso parte al Festival, sia a Collescipoli, che a Pompei, hanno ospitato nelle loro case artisti e musicisti provenienti da varie parti del mondo, per consentire a questi di incontrarsi, conoscersi e collaborare insieme. È nell’incontro e nella partecipazione che si generano creatività e ideali.

Ha spiegato, poi, Vanni: «In Umbria, grazie al nostro progetto, si contano già 15 case trasformate in laboratori discografici. Il mio sogno è avere più appassionati di musica e meno musicisti».

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Passione e collaborazione sono i perni del progetto JazzItFest.

«Non è vero che gli ideali non esistono più – si è espresso così Vanni – Gli ideali sono il giusto e la cittadinanza attiva. Non più la politica e le bandiere». Per determinare coesione sociale e senso di collettività è necessario comunicare radiazioni positive. Ed è questo il fine ultimo del JazzIt Fest, creare positività e unione attraverso la musica.

Già in passato, famiglie hanno offerto un posto letto a musicisti. «Quando sono arrivato a Pompei – ha dichiarato Vanni – ho visto gente arrabbiata. Si cambia la storia attivandola con un sì. Queste persone hanno donato e donano non perché gli piaccia il jazz ma perché nella musica vedono coesione».

Attualmente l’Associazione Civitates conta all’incirca 10.000 correntisti attraverso contribuzioni volontarie.

A Pompei, durante gli anni trascorsi, i partecipanti si sono organizzati con banchetti dove hanno donato un fiore a chi donava al JazzIt. Anche diversi ristoratori pompeiani hanno contribuito all’avento, mettendosi in fila e donando 1500 pasti. Non sono mancati gli incontri  tra musicisti, artisti e i licei.

JazzIt Fest è musica, passione e incontri di più realtà. Questo è ciò che attende chi decide di prendervi parte.

di Sara Ramondino
saryramona@gmail.com

Foto Andrea Cerasuolo

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