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A Napoli apre la scuola per i “maestri di strada”: chi sono le figure vicine agli emarginati

Valeria Marchese 12/04/2022
Updated 2022/04/12 at 5:00 PM
4 Minuti per la lettura

Il “maestro di strada” è colui che è in grado di sostenere le vite ai margini della società. Il maestro di strada sta accanto agli ultimi, agli esclusi, e finora nessuno aveva garantito un’adeguata formazione professionale per questa figura. 

A rompere gli schemi è il progetto “Scuola al Cubo“, finanziato dalla Fondazione Prosolidar, l’associazione Maestri di strada avvia il primo ciclo sperimentale di formazione per i maestri del domani. 

Un anno, seicento ore di lezione in presenza integrate con didattica a distanza (a seconda delle necessità) e tirocini: un sistema aperto e complesso basato sulla cooperazione educativa, in genere escluso dai programmi accademici.

Ma per essere maestri di strada non basta saper insegnare, ci vuole qualcosa di diverso. Quel qualcosa, come spiega Parrello, direttrice scientifica della scuola, è la capacità di essere intersettoriali e di valicare i limiti dei percorsi formativi tradizionali. L’obiettivo della scuola non sarà dunque solo il perseguimento di un titolo formale (anche se sarà accreditato sulla piattaforma SOFIA del Ministero dell’Istruzione), ma la fornitura di una serie di competenze indispensabili per chiunque voglia dedicarsi al miglioramento di sé stesso e della realtà che lo circonda. 

Difatti, il progresso sociale non può essere completamente raggiunto se non abbraccia tutti gli individui della vita collettiva, a partire dai giovani e soprattutto dagli esclusi.

Nel concreto, durante l’anno il percorso si svilupperà seguendo quattro aree tematiche che costituiranno il corso di base: psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione, psicologia dei gruppi e delle istituzioni, pedagogie attive e partecipate, psicologia di comunità, ricerca e valutazione. Un modello educativo che prevederà, tra le altre cose, anche la partecipazione e l’autovalutazione come strumento fondamentale di crescita. Da replicare, una volta conseguito il titolo di maestro di strada, anche nella veste di insegnanti.

Il corso è frutto di una riflessione maturata da tempo, come spiega Cesare Moreno, presidente di Maestri di scuola «L’educazione in una società complessa è un’impresa difficile. Questa banale verità ha stentato a farsi spazio nei sistemi di istruzione ed educazione dell’Europa e solo da pochi anni si fa riferimento – spesso solo verbale – alle comunità educanti e ai sistemi territoriali in grado di promuovere un’educazione a tutto campo: una città che educa e che viene educata dai suoi giovani abitanti».

L’associazione si è sempre occupata di mettere al centro del suo lavoro la cura di chi ‘cura’, attraverso la formazione permanente dei propri educatori, ma solo adesso il loro impegno verrà riconosciuto anche istituzionalmente. 

L’iscrizione alla scuola è possibile fino al 25 Aprile con inizio previsto tra giugno e luglio; 20 posti disponibili e cinque borse di studio destinate a giovanissimi, dai 18 ai 25 anni, che hanno già partecipato in qualità di destinatari-interlocutori ai progetti dei Maestri di strada e che abbiano preso parte ad altri percorsi formativi negli ultimi due anni. 

  

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