A Capua arriva “Lockdown”, l’ultima mostra di Alessandro Del Gaudio

Fernanda Esposito 01/02/2023
Updated 2024/03/20 at 11:20 PM
4 Minuti per la lettura

Arriva il prossimo Venerdì 3 Febbraio a Capua la mostra “Lockdown“, l’ultimo lavoro dell’artista Alessandro Del Gaudio che racconta i cruenti anni dello scoppio della pandemia. La mostra si terrà al Palazzo Fazio ed è sostenuta dall’Associazione Culturale Capuanova, Progetto ArtNow Andrea Vinciguerra e dal patrocinio della città di Capua.

“Attraverso una serie di acquerelli, Alessandro Del Gaudio ripensa il lungo periodo in cui, a causa di quella forza maggiore costituita dal virus Covid-19” spiega Fiorenzo Marino. “Tutti abbiamo vissuto la condizione di reclusi. Non sembri il termine “recluso eccessivo, essendosi trattata di una vera e propria pena restrittiva della libertà personale ancorché estesa a livello generale. L’esperienza sconvolgente dell’isolamento forzato nei giorni, anzi nel lunghissimo periodo, della pandemia ci ha costretto infatti a limitazioni di carattere disumano: non vedere da vicino, non toccare, non abbracciare, non sentire l’odore di chi amiamo. I due estremi della catena di affetti che caratterizza il percorso della vita (i vecchi ei bambini) tenuti a distanza”.

“Il sentimento di amore e di solidarietà. spontaneo e disinteressato. per il prossimo. che si manifesta e si concreta nell’offrire aiuto e conforto a chiunque ne abbia bisogno (in altri termini la carità), praticamente negato. Uscire, muoversi, esibirsi come artisti o assistere come spettatori, fare sport, incontrarsi, viaggiare, ballare, verbi dell’agire vitale diventati inconiugabili. Prova dura, da cui siamo usciti segnati, menomati psicologicamente”.

L’arte di Alessandro del Gaudio per raccontare il lockdown

“Le vicende con esito estremo che hanno caratterizzato i momenti più difficili, ci hanno toccato nel profondo anche quando non ci riguardavano direttamente. In tali situazioni non ci sono alternative bisogna Escavare, esplorare il proprio mondo interiore per attingere a quelle risorse spirituali e culturali che rendono specifica la nostra condizione umana. Ci si salva dall’isolamento forzato, dal confinamento, dalla chiusura aprendo le ali dell’immaginazione, del sogno, della creatività. Si recupera l’altruismo, nobile parola decaduta, e si confida nell’ingegno, nella ricerca, nella scienza, nella medicina, nel sapere, nell’arte. Si, nell’arte. In quella dimensione che ci ha reso, sempre, liberi e immortali, in tensione continua verso l’ignoto per catturarne l’immagine. Così ci sentiamo vivi, a dispetto della blindatura che ci soffoca, ci opprime, ci limita“.

“Del Gaudio, artista dalla mano felice, libero nel pensiero e acuto osservatore, in questa serie di opere ci restituisce un diario fatto di immagini, che sgorgano spontanee, ma aderiscono intimamente a un modo di pensare e di riflettere: cogliere la radice, l’essenza della vita quotidiana nei piccoli gesti, nelle cose semplici, soprattutto in quelle che ci sono sembrate insignificanti (il tavolo rotondo, gli oggetti della cucina. la lavatrice, Mastro Lindo, le ciabatte, le arance, il vino, il panorama visto dal terrazzo), ci restituisce un senso che forse avevamo perso o disperso”.

“Un invito a non essere superficiali ora che riprendiamo a camminare, o a circolare con quell’oggetto-feticcio, simbolo gaudioso privato di ruote e trasformato in giocattolo seriale, che intesse le sue rappresentazioni. Un monito a dare il giusto valore ai gesti e alle azioni del nostro vivere quotidiano anche quando non ce lo chiede il ‘protocollo d’emergenza’”.

La mostra durerà fino al 12 Febbraio al Palazzo Fazio di Capua, in via Seminario 12.

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *