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A Calvi Risorta, il sito archeologico di Cales è ancora chiuso dopo 4 anni

Redazione Informare 18/12/2022
Updated 2022/12/18 at 2:56 PM
2 Minuti per la lettura

Da più di 4 anni ai cittadini è ancora negato l’accesso al sito archeologico di Cales; e dalla sua ultima chiusura sono riapparsi vari problemi legati all’abbandono di monumenti e opere d’arte, allo sversamento di rifiuti, e alla circolazione di tombaroli.

Ciò non accadeva quando il sito era quotidianamente presidiato da cittadini ed enti. Una questione non soltanto di ordine civile e pubblico: questo perché, in passato, quando il sito era frequentato assiduamente e gestito con solerzia, il lavoro dei tanti volontari attivi aveva dato lustro e visibilità ad un territorio che sembra ora essere ripiombato nel baratro.

Ma le persone del luogo, impegnate in una campagna di sensibilizzazione e di lotta, dicono di non arrendersi a questa triste evidenza. Si legge in una nota stampa:

«Da più di 4 anni ci viene negato l’accesso al sito archeologico di Cales ma questa volta non staremo ad aspettare, noi a Cales ci torniamo! Non per ammirare i suoi monumenti ma per vedere il degrado in cui versa e rendere palese, a chiunque voglia venire con noi, quali sono gli effetti della scelta del non fare nulla e del restare a guardare lo sgretolamento della città antica.

E proprio questa mattina, domenica 18 dicembre, si è tenuta una passeggiata nel sito, organizzata da volontari e civili, in protesta all’ingiusto stato d’abbandono di Cales.

Nelle prossime settimane si attendono delle risposte in merito da parte delle autorità competenti, nella speranza che anche il sito di Calvi Risorta possa ridestarsi da questo lungo coma.

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