L’Europa dei vaccini anti-covid

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Una strategia europea per i vaccini: è quella che l’Europa (UE) ha messo in piedi nel corso di questa pandemia di Covid-19.
Lo sviluppo di un vaccino sicuro ed efficace è infatti un processo altamente complesso e, in circostanze normali, necessita di circa 10 anni.

Sin dalla fase di sviluppo le società investono in capacità di produzione in funzione della probabilità di ottenere un vaccino efficace che soddisfi i rigorosi standard di qualità, sicurezza ed efficacia necessari per ottenere l’autorizzazione e che sia redditizio in base alle prospettive della domanda. I finanziamenti proverranno in gran parte dai 2,7 miliardi di € di cui è dotato lo strumento per il sostegno di emergenza.

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La strategia della Commissione europea mira a garantire la qualità, la sicurezza e l’efficacia dei vaccini; garantire agli Stati membri e alla loro popolazione un accesso tempestivo al vaccino; garantire a tutti gli europei un accesso equo a un vaccino dal costo accessibile.
Per far questo, è necessario garantire una produzione sufficiente di vaccini e, quindi, forniture sufficienti ai suoi Stati membri grazie ad accordi preliminari di acquisto con i produttori di vaccini tramite lo strumento per il sostegno di emergenza, nonché adattare il quadro normativo dell’UE all’attuale situazione di emergenza per accelerare lo sviluppo, l’autorizzazione e la disponibilità dei vaccini, salvaguardando nel contempo gli standard relativi alla loro qualità, sicurezza ed efficacia.

Essendo gli Stati membri dell’UE strettamente interconnessi tra loro e con i Paesi dello Spazio economico europeo, considerato che la pandemia attraversa le frontiere ed anche il suo impatto socioeconomico si diffonde da uno Stato membro all’altro, è essenziale che tutti i 27 Stati membri abbiano accesso a un vaccino il prima possibile. Infatti, la corsa al vaccino è anche una questione geopolitica: gli Stati che prima vaccineranno i propri cittadini saranno anche quelli che per primi potranno rilanciare le rispettive economie.
Ecco che un’azione congiunta a livello europeo è il modo più rapido e più efficace per conseguire tale obiettivo.

Del resto, nessuno Stato membro avrebbe da solo la capacità di garantire investimenti nello sviluppo e nella produzione di un numero sufficiente di vaccini. Una strategia comune, invece, consente di attenuare i rischi e di mettere in comune gli investimenti per accrescerne la portata e la rapidità ma anche di ottenere economie di scala. Infatti, il Washington Post ha osservato che negli Stati Uniti una dose di vaccino BioNtech-Pfizer costa 19,50 $ e nell’UE 14,76 $.
Come contropartita del diritto di acquistare un determinato numero di dosi di vaccino in un dato periodo, la Commissione europea finanzia, attraverso accordi preliminari di acquisto, una parte dei costi iniziali sostenuti dai produttori di vaccini.

I finanziamenti erogati sono considerati un acconto sui vaccini che saranno effettivamente poi acquistati dagli Stati membri. Ai contratti firmati con AstraZeneca, Sanofi-GSK, Janssen Pharmaceutica NV, BioNtech-Pfizer, CureVac e Moderna, si aggiungerebbe quello con Novavax.
L’Agenzia europea per i medicinali monitora tutto il processo, dalla qualità farmaceutica ai test non clinici in vitro e in vivo nonché quelli clinici sulle persone, dalla valutazione complessiva che porta alla produzione fino allo studio sull’impatto.
Eppure, i tamponi restano fondamentali per tenere sotto controllo il Covid-19. Per questo, la Commissione europea ha adottato norme sui test rapidi: ben 20 milioni ne saranno messi a disposizione dei Paesi europei.
Infine, un codice di buone pratiche sulla disinformazione siglato tra la Commissione europea e le grandi piattaforme digitali contribuisce a contrastare la diffusione di informazioni false e fuorvianti relative al coronavirus, aumentato la visibilità delle fonti di informazione autorevoli sui vaccini, retrocedendo e rimuovendo i contenuti falsi o pubblicità che scoraggiano la vaccinazione.

di Fabio Di Nunno

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N° 213 GENNAIO 2021

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