Castel Volturno – Inquinamento sui Regi Lagni problematica “Griglia “

10583894_10206098201242322_7891993532325644641_nAbbiamo avuto questa relazione di ben 12 pagine, e letta con attenzione, l’impegno da parte dell’amministrazione regionale è chiaro, ma la difficoltà sta nel trovare una voce di bilancio compatibile, oltre all’impegno di spesa da impegnare (circa € 700.000 annui preventivati). Come potete vedere dalla foto la griglia è diventata un vero tappo ostruttivo per il deflusso normale delle acque, non solo è una discarica di rifiuti speciali ma tutto ciò crea un gravissimo problema: innalzamento del livello del canale dei Regi Lagni. Le difficoltà sono multiple ma la più importante come dice il responsabile del ciclo di depurazione, è che l’impianto di Villa Literno già è sottoposto al livello del canale, e con questo innalzamento viene allagato, mischiando e riversando acqua di fogna non trattata e altri materiali direttamente verso il mare.

Allora cosa aspettano i balneari a farsi sentire…ci ritroveremo un mare inquinato per colpa di questa griglia che non viene pulita e quindi è diventato un vero problema. Prima di questa estate occorre trovare assolutamente una soluzione, e resto d’accordo con il sindaco Russo che chiede interventi risolutivi e definitivi.

Restiamo fiduciosi che la giunta regionale in carica, ed il governatore De Luca, affronteranno nella giusta maniera questa problematica che merita massima priorità e tanto buonsenso.

(Tommaso Morlando)

RESOCONTO INTEGRALE N. lfA

DELLA    SEDUTA    DI    AUDIZIONE     III COMMISSIONE  CONSILIARE SPECIALE DEL 22 FEBBRAIO 2016

Argomento: “Griglia  dei Regi Lagni”.

Sono   presenti   i   Consiglieri   Gianpiero Zinzi (FI), De Pascale Carmine (PD), Muscarà Maria (MSS).

Intervenuti: Di Rosa  Clemente  – Uff. Legale  Consorzio              Generale      Bonifica Volturno,     Mastracchio Camillo Dirigente                  area             tecnica                     Consorzio generale di bonifica                del               Volturno, Picaro     Raffaele             – Presidente   CDA Gisec  SPA,  Russo  Dimitri  – Sindaco Castel      Volturno,                Raimondo –       Staff Sindaco  di  Castel  Volturno, Traettino Francesco                  –              Consigliere          comunale Comune   di  Castel   Voturno,  Viparelli Paolo                           Dirigente       tecnico     SMA Campania.

Prestano assistenza tecnica alla seduta il Dirigente UD Gallipoli Enrico, il funzionario PO Russo Fabiola e il funzionario AP Cacchio Maria .

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANPIERO ZINZI

 

Inizio lavori ore 12.30

 

 

PRESIDENTE (Zinzi):   Buongiorno a  tutti.  Vi ringrazio di essere presenti in  quest’audizione. Scusateci del  ritardo ma  abbiamo  avuto  una mattinata intensa con Ufficio di Presidenza e poi Commissione     nella  quale   abbiamo  discusso, benché      questa           non    sia       una                 Commissione legislativa,   di            una        proposta       di                      legge  che porteremo      nelle     Commissioni     competenti condivisa               da                   tutti                 i                           componenti     della Commissione. Lo spirito di questa Commissione è proprio quello di vivere i problemi e le questioni che ci provengono dal territorio con uno spirito propositivo ed è questo lo spirito e la ragione per cui ci troviamo qui riuniti tutti per affrontare un problema reale che c’è stato rappresentato nei fatti dalle vicende che già conosciamo, ma che poi per  fare  una  ricostruzione – se  vogliamo cronologica – c’è stato rappresentato a seguito di una lettera di una specifica richiesta del Sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo, che a seguito degli  eventi  alluvionali  che  hanno  colpito  il Sannio,  nel  sentirei mi ha  anticipato  che  mi avrebbe           scritto      e    che          avrebbe        scritto           alla Commissione  per affrontare la  questione Regi Lagni a seguito di una quantità impressionante di rifiuti depositata sul litorale e quindi nel Comune

di Castel Volturno.

Nei giorni scorsi c’è  stata un’audizione in  VII Commissione, la Commissione Ambiente, in cui il Sindaco  non  era   presente,  ma  c’erano  dei rappresentanti      dell’Amministrazione di          Castel Volturno ed  in  cui si è  discusso tra le  tante problematiche anche della problematica e della griglia dei Regi Lagni. In quell’occasione il dottor Palmieri era  presente, ha  provato  a  dare  le risposte che competono il suo settore creando un minimo di prospettiva di risoluzione dei singoli problemi, molto complesso era rispondere e molto complesso sarà risolvere tutte le questioni poste, però da Il  io  che sono componente di quella Commissione mi sono offerto per riunirei e per

 

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X  LEGISLATURA

SEDUTA  DEL 22 FEBBRAIO 21JJ 6

 

 

 

 

 

 

 

 

affrontare nel concreto una di quelle question,i ossia il tema della griglia dei Regi Lagni.

Faccio  una  sorta  di  cronistoria,  il  Consiglio

regionale  si    è     già   occupato  della   vicenda, correggetemi  se  sbagilo,      c’è  già          stata                          una

precedente       audizione       in         Commissione Trasparenza il 5 febbraio 2015, poi si è svolta una riunione successivamente presso il ciclo integrato delle acque il 6 maggio 2015 in seguito al’a quale i soggetti presenti, molti dei quali presenti anche oggi, addivenirono a  delle  conclusioni, magari potremmo partire proprio da quelle. In seguito a questi      diversi                        incontri,                     la             Commissione parlamentare d’Inchiesta nel settembre 2015 ha affrontato la questione Regi Lagni ed io, mettendo insieme tutti questi pezz,i nell’ottobre del 2015 ho scritto                     all’assessore                   Bonavitacola,            al Vicepresidente             della   Regione        con     delega all’Ambiente chiedendogli di intervenire,  poi vi farò avere copia di quella lettera.

Ripartendo da tutti questi pezzi del puzzle che questa      mattina          ci          troviamo        a                 ricomporre,

dobbiamo capire quale piano la Giunta regionale intende  avere  per      quest’impianto         perché                ci avviciniamo                            alla stagione   estiva e          perché chiaramente la vicinanza dell’estate, la necessità di  dotare         il   Comune  di   Castel  Volturno di strumenti minimi di gestione di un periodo che è centrale sotto il profilo economico per il territorio ci impone  una  riflessione che  è  quella  di  dare continuità a  tutto questo tipo di attività e  non soltanto di affrontare le questioni per risolvere le emergenze.  Per  questo ne  parliamo oggi, nel mese di febbraio, per evitare che d’ora in avanti le prossime estati siano caratterizzate dalle  solite questioni.

Parto dall’obiettivo finale che  è  di  investire la

Giunta regionale, con l’aiuto del settore ambiente e con l’impegno della 111   Commissione Speciale, Terra dei Fuochi, Ecomafia e Bonifiche, su possibili soluzioni da individuare insieme e  da portare a definizione perché sappiamo che attraverso delle  scelte politiche  chiare  si  può

arrivare   a   risolvere  questioni  che  sembrano irrisolvibili.

Direi di  cominciare il nostro  giro di  riflessioni partendo proprio dal Sindaco di Castel Volturno, come dicevo è dalla sua istanza che ha preso le

mosse quest’audizione, credo che da quell’istanza si debba partire per arrivare a chiudere definitivamente la questione, arrivando ad una soluzione che sia concretamente attuabile.

Sindaco Russo, prego.

 

RUSSO DIMITRI Sindaco  di  Castel Volturno: Ringrazio il Presidente per la convocazione, grazie a tuttii partecipanti.

Più che preoccuparmi di cosa accadrà in estate, sono molto preoccupato su  cosa accadrà nei prossimi giorni. Per chi non lo sa, la griglia non funziona più e dunque è rimasta questa parete che chiude tutta la luce della foce dei Regi Lagni e quindi, da quando non ha smesso di funzionare la griglia c’è un accumulo di rifiuti che ovviamente non fa scorrere più l’acqua verso il mare e il livello dei Regi Lagni adesso che non sta piovendo è altissimo. Siccome a fine febbraio e inizio marzo è il periodo in cui ci sono le piogge più forti, com’è successo l’anno scorso, il problema non è più dei rifiuti che arrivano sulla spiaggia perché i rifiuti non arrivano sulla spiaggia, sono lì  bloccati, il problema è dinatura idraulico, il problema è che il livello si sta alzando e con le prossime piogge tutte le abitazioni e tutte le aziende agricole che stanno lungo i margini dei Regi Lagni, già adesso hanno la merda nella fattoria, nelle loro fattorie, nelle loro masserie e quindi tra poco arriverà di tutto e di più.

Siccome tutto il sistema, come ci può confermare il Consorzio di Bonifica, dei canali è collegato a Regi Lagni, anche i canali non riescono più a

portare l’acqua piovane, le acque bianche e quindi il territorio, com’è successo a febbraio e a marzo dell’anno scorso, con tanto di ingegnere nominato dalla Regione Campania che vennero a certificare, il territorio di Castel Volturno è stato

 

2

 

 

 

 

 

 

 

 

completamente allagato e questo si ripresenterà sicuramente.

Il  problema oggi,  ancora prima  dei rifiuti che arriveranno sulla spiaggia, è come togliere quel

tappo davanti ai rifiuti. Per cui o ripristiniamo la griglia      e          sarebbe         quella più               auspicabile, ricordiamo che  la  griglia  non è  che  risolve il problema dell’inquinamento, ma almeno non fa arrivare tutta quella monnezza sulle spiagge, di questo  stiamo  parlando,  arrivano carcasse  di macchine, di bufale, plastica e qualsiasi tipo di rifiuti che vengono asportatidai Regi Lagni, quindi

o rimettiamo la griglia e in subordine la togliamo proprio, ma non può stare così perché adesso

stiamo facendo un disastro ambientale. Era nata per cogliere i rifiuti e toglierli e abbiamo creato una vera e propria discarica, è un tappo.

Ancora  prima  di  essere  convocato  in  questa

Commissione, probabilmente era successo prima, ho  chiesto una  convocazione per  giovedì  alla prefettura   perché    gli     operatori    del     settore, parliamo delle aziende agricole che sorgono nei pressi delle sponde dei Regi Lagni, sono venuti al Comune veramente in lacrime a dire: Sindaco, se non risolvere  siamo  disposti ad andare con  i nostri mezzi a creare un po’ di luce in quell’area, almeno far uscire un po’ d’acqua e farla arrivare a mare.  Addirittura  volevano  che                    io   emanassi un’ordinanza che autorizzasse a fare una cosa del genere, ma non posso emanare un’ordinanza che crea un disastro ambientale.

soluzione          la individuammo             perché                      oggi    il problema non è di chi è la responsabilità o meno, se iniziamo con le responsabilità politiche non avrebbe           senso                  nemmeno                 questo   tavolo,   il discorso è dove trovare i soldi per la gestione. All’epoca anche il Consorzio di Bonifica disse: UNoi siamo disposti a gestire l’impianto”.

Sarebbe disposta la Sma Campania e la società che gestisce i depuratori, il problema è trovare i soldi. Come è solita alla italiana o alla Regione Campania, non ci si  è preoccupati di stabilire cosa mettere sul bilancio  e  su quale  bilancio prevedere la spesa. Fu trovata una soluzione, la soluzione era quella di ripartire questo costo che era  intorno ai 700  mila  euro  annui  alle  varie società provinciali che gestivano le discariche in modo che questo costo diviso per le varie società, diviso   per    i Comuni  che  scaricavano  nelle discariche, diviso sulle singole bollette dei singoli contribuenti, alla fine si parlava di pochicentesimi per ogni singolo contribuente  all’anno  e quindi qualcosa  di  irrisorio sulla  bolletta che  poteva essere utilizzato come strumento per garantire in eterno la gestione della griglia. È una soluzione che secondo me va messa subito sul tavolo se è possibile, se è immediata o se in alternativa c’è una soluzione ancora più celere per la gestione. Il problema è solo dinatura economico.

 

PRESIDENTE:   Direi    di     ascoltare    il    dottor

Mastracchio per  il  Consorzio  di  Bonifica del

 

Ecco   perché    ho     chiesto    un    inconot

alla

Volturno.

 

Prefettura, per vedere chi si  assume la responsabilità di autorizzare a  fare almeno un intervento del genere che riguarda non certo la rimozione totale o la gestione dell’impianto e della griglia laddove venisse reinstallata, ma soprattutto di evitare che appena inizia a piovere si fanno di nuovo gli allagamenti com’è successo l’anno scorso.

Sulla questione specifica, ritorno all’ultimo incontro che facemmo in Regione Campania, una sorta di  Conferenza dei Servizi convocata dal professar  Massarotti,  lì   bene  o   male   una

MASTRACCHIO CAMILLO –    Consorzio  di Bonifica  Volturno:   Buongiorno a  tutti. Vi ringrazio per l’invito.

Il Sindaco sostanzialmente ha raccontato anche la posizione del Consorzio che è stata già ribadita non  solo negli  incontri del  febbraio 2014,  ma anche ripetuto sostanzialmente quello che è stato detto dei ulteriori incontri che sono stati fatti sia in Regione sia con il professar Massarotti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Volevo fare una semplice precisazione, questa precisazione è il vero motivo per il quale il Consorzio è seduto al tavolo.

Il 23  marzo  del   2005   il   Consorzio   è  stato individuato  dal                    commissario   di   Governo   per l’emergenza idrogeologica quale ente gestore dei Regi        Lagni.              Questa                         consegna        si è         poi formalizzata nei primi mesi del 2006 perché sono stati trasmessi tutti gli incartamenti necessari alla gestione effettiva del canale Regi Lagni e quindi con tutti quanti gli incartamenti relativi ai lavori, gli stati finali che sono stati fattidal Corin e con tutte quante                le          pratiche            che           dovevano        essere completate,     afferenti               ad         un         problema         delle espropriazioni  che ci        siamo  fatti          carico     di concludere.  Il motivo  per  cui  siamo  seduti  è quest’ordinanza.

Abbiamo  sempre   ribadito  un  concetto  che  è contenuto nella legge regionale che disciplina le attività dei Consorzi i quali, pur essendo delegati dalla Regione Campania per la manutenzione e la

gestione     di      opere      che     vengono      elencate nell’articolo   2  di   questa   legge,   nello   stesso articolo  2  al  comma  3  individua,  la  legge,  un adempimento molto preciso. L’adempimento dice: “Il  Presidente  della   Giunta  regionale  – leggo testualmente      – con             apposito           prowedimento individua le opere di cui al presente articolo che sono  da  considerarsi  di   preminente  interesse regionale agli effetti di quanto previsto all’articolo

12”. Nell’articolo  12,  in  buona  sostanza, c’è  la copertura di queste spese.

Siamo stati individuati quali enti gestori dei Regi Lagni, il canale Regi Lagni che é un’opera che in interessa una pluralità di Comuni, una pluralità di esigenze, non è soltanto un  problema  che è il recapito dei 4 depuratori più grossi della Regione Campania,    ma        è           anche   il           recapito                        di        2 importantissimi  impianti  idrovori,  quello  di San Sossio e quello di Casa Diana, motivo per cui il Comune di Castel Volturno è andato sottacqua per quasi 20 giorni, perché c’è stato un ingente furto, in verità non  è stato l’unico,  ne  abbiamo contato   26                  solamente   su   quell’impianto   che

hanno  completamente  distrutto l’impianto  e  noi andiamo lì con quattro soldini a mettere a posto i fili come se fossimo noi i colpevoli del fatto che ci sono  dei   ladri.  Tenete   conto  che   la  stessa vigilanza  ha  avuto  conflitti a  fuoco,  sono  stati minacciati, insomma, virisparmio i particolari.

Due  grandi impianti idrovori scaricano  nei Regi Lagni,    scarica                         nei                  Regi     Lagni                un           altro importantissimo          canale           dell’Apramo      che        che raccoglie  tutte le acque  che da Santa Maria la Fossa, tutta la parte retro arginale del Volturno, quindi sotto  l’aspetto  idraulico raccoglie  tutta la più  importante parte  della pianura campana, la famosa               terra    dei                Mazzoni, viene       drenato daii’Apramo  che è un  affluente dei Regi Lagni. Ove c’è un problema idraulico sulla griglia, come ha  detto  il  Sindaco,  questo  influenza  tutto  il sistema  idraulico  e  stiamo  parlando di qualche centinaio di chilometri che afferiscono al punto di confluenza.

Le motivazioni per  cui il consorzio è seduto al tavolo è: siamo gestori, questo benedetto decreto della  Giunta deve essere  fatto, è un canale di

preminente interesse regionale?

Al successivo articolo 12 la norma dice che tutte quante le opere di preminente interesse regionale sono a carico della Regione, lo dice nel comma 3 articolo 12.

Egregio Presidente, il problema è già nella norma,

poi  gli  aspetti tecnici  sono  tutti risolvibili,  non conosco un aspetto tecnico che non sia risolvibile, certo può costare più o può costare meno, però è tutto risolvibile, quindi l’aspetto che la griglia in questo momento è intasata, siamo stati quasi 2 settimane fa, normalmente andiamo Il, abbiamo misurato quasi                     1,80       metri     di           sedimento, sedimento che non è specificamente immondizia, quindi plastica, ma, in questo momento sono le piante, i salici che  sono quelli che  otturano un fronte di più di 60 metri della griglia, è facile pulire questa cosa, certo i rifiuti costano, la Gisec già all’epoca  formulò  un  consuntivo  di  spesa  che valeva quasi 800 mila euro se non ricordo male, poi siamo arrivati ad un preventivo che era di 700

 

 

 

 

 

 

 

 

e  dispari  mila  euro,  quindi  la  pos1z1one  del Consorzio di Bonifica è chiara, l’ente deve gestire perché  c’è  un’ordinanza, l’ente  lo  deve  fare perché la legge regionale indica il Consorzio di Bonifica quale ente delegato ad  intervenire, il Consorzio, !asciatemi dire, pretende che la Giunta regionale faccia quello che sta scritto nella legge, perché   diventa                      una                   gestione  zoppa,  senza l’apporto   finanziario         che                 copra  le   spese      di importanti impianti di bonifica idraulica, quindi, ove  questo  articolo  fosse  cancellato con  un emendamento a questa legge noi non faremmo niente altro che prendere la spesa necessaria alla gestione   dei     Regi   Lagni   e     metterla    sulla contribuenza. Oggi non facciamo questo, quindiin una spesa complessiva del Consorzio di Bonifica di circa 9 milioni di euro per quanto attiene alle opere di bonifica, quasi la metà è  in  seno al sistema idrico integrato che vale quasi 4 milioni di euro, che è a carico delgestore idrico integrato, in questi        soldi   mancano       le            opere              d’interesse regionale, ce li dobbiamo mettere? Vorrà dire che i contribuenti invece di pagarsi i loro 5 milioni e mezzo che  oggi vanno  a  contributo e  spero quanto prima che la Regione prenda la soluzione del sistema idrico integrato che deve far parte ormai, è successo in tutte le Regioni d’Italia che il sistema idrico integrato si è fatto carico in tariffa dell’onere                       dello     scarico,     mettiamo      pure   la gestione d’interesse  regionale, vorrà dire che il Comune di Castel Volturno, che al momento è un debitore del Consorzio per svariate di centinaia di milioni  di  euro,  circa  800   mila,  alla  fine   il contribuente  del  Comune  di  Castel  Volturno invece di pagare i suoi 40-50     euro per il suo appartamento ne pagherà 70,  ne pagherà 80, perché il  Consorzio di Bonifica così  funziona, quella che è la spesa quella viene messa a carico del contribuente al netto di quelli che sono gli interventi della Regione.

 

PRESIDENTE: La ringrazio dottor Mastracchio, naturalmente avevamo  chiara la  ragione della

fare  queste precisazioni perché quella che lei chiama pretesa è semplicemente la necessità di una scelta politica prevista dalla norma. Siamo qui per abbattere l’inerzia, ossia vale a dire capire e comprendere l’ente, in cuici troviamo ad essere rappresentantidei territori, che cosa deve fare per recuperare l’empasse, perché come dice lei o si applica la norma, allora qui la scelta è politica come ci  siamo già detti in  un’altra  audizione, oppure,  evidentemente bisognerà trovare  una soluzione  diversa  purché  si  esca  da  questa situazione di stallo che penalizza tutti.

Direi di  ascoltare   il  dottor  Viparelli  per  Sma

Campania.

 

VIPARELLI       PAOLO        DIRIGENTE       Sma Campania: Buongiorno a  tutti, vi ringrazio per avermi coinvolto in questa discussione. In effetti il mio contributo è molto semplice e lineare, è lo stesso contributo che in passato ho dato come rappresentante del Commissario istituito  per la gestione dei depuratori ai sensi dell’ordinanza

4022 del 2012, di fatto, il soggetto gestore del depuratore non ha una competenza su questo tipo di opere perché queste opere non rientrano

strettamente nel concetto diciclo idrico integrato. Tuttavia in  passato il  Commissario  diede  una disponibilità    ad      assorbire     la     gestione    di quest’opera con la owia  richiesta che vi fosse una   copertura    di    tipo     amministrativo   che giustificasse,                   per     il  Commissario,           l’impegno economico  e     vi  fosse         poi                      una     copertura finanziaria.

Credo che la Sma Campania oggi, come gestore pro tempore dei depuratori, si trovi in una condizione più o meno equivalente a quella che ebbe allora il Commissario.

Quello che dal punto di vista tecnico a noi preme

evidenziare è che questa problematica riverbera anche sul depuratore Foce Regi Lagni il quale è di per sé interessato da una difficoltà che nasce dall’innalzamento, perché negli anni si è progressivamente verificato,  del   livello  idrico

 

presenza del  Consorzio qu,i

ma ha fatto bene a

medio dei Regi Lagni,  che  in  occasione degli

 

 

 

 

 

 

 

 

eventi   piovani   più    significativi  sommerge    il depuratore, paradossalmente il depuratore invece di poter scaricare nel corpo idrico recettore che sono  appunto  i Regi  Lagni  viene  sommerso invece da  monte  dai  Regi Lagni, quindi ogni situazione         che      determina      un               •Jiteriore innalzamento del  livello  idrico medio  dei Regi Lagni  contribuisce  a  complicare  ulteriormente questo problema.

Capite bene che in queste circostanze ciò che si verifica è un  mischiarsi, un  contaminarsi delle acque con le acque nere che vengono collettate al depuratore dai  Regi  Lagni, quindi  l’impatto

ambientale di  questa  problematica credo  non sfugga a nessuno e quindi quello che a noi come gestori del depuratore preme  rappresentare è l’urgenza               assoluta        di       risolvere, insieme  alla questione     della           griglia   che   contribuisce               per un’aliquota al problema dell’innalzamento medio dei  Regi Lagni,  di  risolvere il   problema della difesa idraulica dell’impianto didepurazione. Anticipo ciò che certamente dirà il dottor Palmieri, alcuni interventi in questo senso sono inseriti nel grande  progetto  per  il  risanamento   dei  Regi Lagni, ciò non di meno la questione è quotidiana, come    ben     rappresenta  il  Sindaco,  8bbiamo passato svariati inverni a segnalare, in maniera sistematica, a  tutti gli  enti di  controllo,   per il tramite del nostro responsabile del depuratore dei Regi Lagni,  la  sommergenza del depuratore a causa di queste problematiche  idrauliche, quindi il            mio                 contributo            è     solo  quello    di                voler rappresentare, se nessuno, l’urgenza di affrontare la tematica, anche con riferimento alla gestione dei depuratori.

 

PRESIDENTE: La parola al Presidente Picaro per la Gisac.

 

PICARO RAFFAELE –  PRESIDENTE Gisac: Brevissimo sarà il contributo che daremo a tal riguardo, preliminarmente ci rifaremo a quella che è stata l’audizione già resa nel corso della Commissione   Trasparenza,    alla    quale    ci

riportiamo e alle numerose interlocuzioni, riunioni tenutesi presso gli uffici del dottor Palmieri, in cui abbiamo – all’epoca l’ho  fatto anche nella  mia qualità di direttore generale della  Provincia  di Caserta – sviscerato la questione, per cui tanto si è detto a riguardo.

Una cosa mi preme rilevare in questa sede: l’utilità  dell’impianto, questo è un  principio dal quale  non possiamo prescindere, naturalmente l’utilità di un impianto che sia funzionante.

Mi pare che qualche soluzione nell’ultima riunione del 6 maggio 2015 sia stata prospettata in termini di approwigionamento delle risorse.

Vero è che come ha detto il rappresentante del

Consorzio       di        Bonifica        la      questione, probabilmente,   dovrebbe       trovare                                    la propria soluzione  in  un  provvedimento normativa, di livello  regionale  che  vada  a  disciplinare  più compiutamente                    quelli   che                 sono   i numerosi interventi che vanno realizzati nell’ambito  di un canale importante qual è quello dei Regi Lagni, però anche quello della copertura in tariffa che gestiscono allo stato le società provinciali può essere una soluzione mitigata in relazione  alle varie porzioni di territorio, in  relazione ai vari Comuni interessati.

L’auspicio sarebbe che quest’impianto trovasse la propria     fonte     di     finanziamento    in     un

provvedimento specifico di natura regionale, per inciso, la  Gisec ancora non è  stata ristorata a tutt’oggi delle somme che all’epoca ha anticipato per il funzionamento dell’impianto e quindi a tutt’oggi siamo creditori di circa 102 mila euro per aver consentito il funzionamento dell’impianto nell’ambito della stagione estiva 2014.

 

PRESIDENTE: Direi di chiudere il nostro giro con il dottor Palmieri al quale non tocca la responsabilità, perché  la  responsabilità delle scelte è tutta politica, però ci aspettiamo da lei un importante contributo alla condivisione e alla risoluzione del problema attraverso possibili soluzioni. Dagli interventi che abbiamo ascoltato si   richiama  a   possibili  interventi  di   natura

 

 

 

 

 

 

 

 

normativa,      provvedimenti      dei      quali       noi      in Commissione possiamo già iniziare  a discutere, farci carico, per cui prima ancora di attendere – è quello che ci auguriamo – le scelte della Giunta regionale       che        sarebbero        celeri        perché conosciamo                     le                      competenze     dell’organo       di Governo regionale, la Giunta, in sostituzione e nel frattempo  diamo   già   la   disponibilità   a   poter lavorare     ad       un        emendamento,   ad                   un prowedimento   che   possa  awiare  un   iter  di risoluzione del problema, per intenderei, se non dovesse essere               il                        Governo  regionale           a prowedere,      attraverso                  un           intervento                  rapido, celere     e     risolutivo,   credo      che     il     Consiglio regionale si debba far carico di una proposta che possa     accompagnare  il   territorio         e     gli     enti competenti a veder risolto il problema.

Le lascio la parola.

 

PALMIERI, Direttore    Generale     Ambiente: Cercherò brevemente di fare anche un po’ sintesi dei vari interventi.

Il problema di quest’impianto è stato abbondantemente  sviluppato  negli  anni,  ma  a

delle definizioni ormai chiare si è arrivati.

Prima di tutto non è un impianto attinente al ciclo integrato delle acque, cioè non è un impianto i cui costi di gestione  possono  essere  inseriti  nella tariffa  del  ciclo   integrato  delle  acque,  anche perché ormai con l’entrata in campo dell’autorità per l’energia elettrica, gas e servizi idrici è anche chiaro, a livello nazionale, quali sono i costi, per quale tipo di impianti possono essere posti i costi in tariffa ai fini del recupero da parte degli utenti.

È evidente  che  in questo  caso  parliamo  di un

impianto di raccolta rifiuti, quindi come tale non può assolutamente  entrare  nella tariffa  del serviZIO idrico  anche  perché  la  Aige  la rigetterebbe immediatamente.

Si dovrebbe parlare, in termini di rifiuti, di coprirla con la tariffa dei rifiuti, è evidente che in questo caso dovrebbe essere ripartita tra quelle che sono le società provinciali, qua mi fermo perché non ho proprio  idea   di   quale   sia   la   modalità   o   la

possibilità reale anche d’inserirla in questo tipo di tariffa, considerato che attualmente oggi, come gestore dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra, sono in contenzioso con tutte le società provinciali, perché non corrispondono gli oneri di conferimento, quindi c’è  sicuramente anche una situazione di difficoltà finanziaria e non solo, bisognerebbe poi capire se ci contestano anche questo  tipo  di  pagamento  o  meno   nell’ambito della tariffa.

Però, secondo me, è quello che dal punto di vista

compatibilità della  spesa,  lo è più  vicino, è  un impianto che raccoglie rifiuti sia vegetali sia speciali e li deve conferire ad un impianto, quindi

è sicuramente  un  impianto di raccolta  rifiuti, è sicuramente una spesa compatibile con la tariffa,

il problema  è costruire  un  sistema  che  possa equamente essere posto a carico dei cittadini che in    qualche    modo   rientrano   nelle   aree    di

competenza        dei       Regi       Lagni,      ma       qua bisognerebbe  aprire  un  tavolo  con  le  società provinciali,  società  che  oggi  sono  solo  gestori momentanei del sistema perché mancano gli Ate, manca il soggetto di governo, manca  colui che dovrebbe   definire  in  modo  chiaro  quali  costi portare   in  tariffa,  a   chi   affidare  la  gestione definitiva e come esigerle, per cui non ho bene idea  di  come  potrebbe  essere  accolta  questa dalle   società   provinciali   che   poi   con   chi  si consulterebbero ai                 fini       d’inserire      e    ripartire quest’ulteriore spesa tra i propri utenti, i Comuni e le varie Province, bisognerebbe, in questo caso, aprire  un  tavolo con  le  società e  valutare che possibilità realistiche ci sono in terminiimmediati. Per  quanto  riguarda invece  la  parte  relativa al Consorzio di Bonifica sono piuttosto incompetente perché i Consorzi non competono alla direzione generale  ambiente  e  tra  l’altro  so  che  questa norma        che veniva                      richiamata        dal                    dottor Mastracchio, non è una norma recentissima, ma

abbastanza  datata, 2003, è dal 2003     che  si

aspetta l’individuazione delle opere strategiche. Il

motivo per cui non è mai stato fatto questo atto non lo conosco, posso solo immaginare che siano

 

 

 

 

 

 

 

 

problemi      di      carattere     economico,    perché individuare le opere strategiche significa porre a carico     della    Regione    la     spesa,     quindi, potenzialmente, per carenza di risorse non si è mai proceduto, ma è un mio personale parere, potrebbe non essere cosi, per cui bisognerebbe parlare, a questo punto, con la direzione generale delle foreste che interloquisce con i Consorzi, per capire quali sono le motivazioni reali per cui non si è mai fatta quest’individuazione delle  opere strategiche di cui la Regione dovrebbe supportare

i costi di gestione che però vengono sostenuti

direttamente dai Consorziin termini di operatività. Al di là di queste 3 ipotesi di lavoro non vedo altro, se non la necessità di operare con urgenza perché adesso un sistema che doveva essere un sistema a vantaggio dell’ambiente in realtà è diventato un problema, un problema grave non solo per il Comune e per i cittadini del Comune, ma anche per la gestione degli impianti di depurazione, perché l’impianto di depurazione di Foce Regi Lagni ha continue criticità per questi sollevamenti, c’è un rigurgito delle acque dei Regi Lagni all’interno dell’impianto con danni all’impianto stesso e  anche momentanei, fermi dell’impianto con conseguenze di dover scaricare, in alcuni casi, reflui non depurati, cosa che onestamente non ci fa piacere in assoluto, visto che gli sforzi che abbiamo fatto in questi ultimi tre

o quattro anni, da quando abbiamo mandato via l’ex                    società  Hydrogest per  far  funzionare al meglio gli impianti, devo dire, sforzo condiviso e avallato           in         pieno  dal          commissario      e       dalla Regione, tanto è vero che oggigli impianti escono quasi sempre a norma, quindi questa  cosa va ulteriormente superata ed è uno dei motivi per cui dicevo che se non si trova una soluzione urgente, come più volte ci siamo sentiti con la Provincia di Caserta e con il direttore Piea, se non si trova una soluzione alla gestione in termini brevi, la griglia va smontata, perché è un  gravissimo problema sia dal     punto  di         vista   idraulico          sia       della funzionalità degli impianti che attengono al ciclo integrato delle acque, ed  è evidente che la sua

funzionalità può essere garantita solo se trovano le    risorse  finanziarie,   ma   risorse  finanziarie continue, non può essere un’operazione spot per un anno, perché l’anno dopo siamo punto e a capo,con gli stessiproblem.i

Non   credo   di   avere   altro   da   aggiungere

Presidente, vi ringrazio.

 

PRESIDENTE : Ritengo che questa nostra prima audizione sia stata utile, perché parlo di prima audizione? Perché gli spunti che sono emersi dal contributo di ciascuno di voi mi portano ad immaginare due strade, lei ha parlato di 3 strade, la terza forse a me è sfuggita.

 

 

 

PRESIDENTE: Vorrei chiedervi la disponibilità a condividere un percorso, il primo senza dubbio deve   attenere  all’ipotesi  più   celere,  perché

l’applicazione della legge regionale 4 del 2003 ci consentirebbe chiaramente di trovare le risorse, di affrontare il problema in  maniera  più  rapida, sarebbe la Giunta a farsi carico della risoluzione del problema e per farlo vi chiedo la disponibilità, a seconda delle competenze di ciascun soggetto, sicuramente  il  Consorzio di  Bonifica,  ad  una nuova audizione con il settore Agricoltura, cosi da approfondire insieme il  contenuto della  legge, l’applicabilità e la mancata applicazione  fino ad oggi e comprendere se c’è un minimo di spiraglio per una prospettiva che sia diversa da quella che abbiamo vissuto fino ad oggi.

Qualora  questo  primo  tentativo  non  dovesse portarci ad una risoluzione, direi, a questo punto, che l’occasione che vedo, a seguito di un tavolo con i diversi soggetti interessati, ma l’occasione esiste nel disegno di legge rifiuti che di fatto, dopo un primo esame in Commissione Ambiente, dopo le  prime  audizioni,  si  è  arenato    nell’attesa, probabilmente,                                   dell’approvazione                             e dell’applicazione        di   disposizioni          in   normativa nazionali statali. Su quel disegno di legge rifiuti abbiamo  espresso come  Commissione   parere contrario    per       cui                    per    noi     sarebbe    anche

 

 

 

 

 

 

 

 

l’occasione,         in         coerenza        con          quanto predeterminato, d’intervenire emendamento quel disegno di legge,  in  questo  caso, in Consiglio, perché             i          termini di                     presentazione                  degli emendamenti in Commissione sono già scaduti, con un emendamento ad hoc, che ci consenta, evidentemente, di ipotizzare una soluzione  che riguardi il ciclo integrato dei rifiuti, intervenendo su un  disegno  di legge  che  è  di grande  attualità perché  è  di  queste  settimane  la  discussione, quindi ci troveremmo nell’opportunità a cogliere la discussione       del      disegno              di        legge       come                   il momento per trovare una soluzione  qualora nel primo caso non dovessimo riuscire a raccogliere un  risultato, per  cui quello  che  vi chiedo  è  la disponibilità  che  avete  già  dimostrato  oggi  a condividere con      noi     un      percorso con       la Commissione,   così   da  fare  un   primo   passo insieme,  già  la  settimana  prossima,  potremmo immaginare     lunedì di         convocare                   il            settore agricoltura  e      di        approfondire,  insieme            al Consorzio di Bonifica in questo caso e agli altri soggetti        che      vorranno        partecipare     e                    poi proseguire  qualora                      questa                  non       dovesse rappresentare una soluzione.

 

PICARO RAFFAELE • PRESIDENTE, Glsec: Presidente intervengo per confermare la disponibilità della Gisec a tutti tavoli che il dottor Palmieri riterrà  opportuno convocare  in argomento, il dottor Palmieri sa che siamo solleciti ed in qualche modo collaborativi,quindi appena ci convocherà saremo pronti a dare tutto il nostro contributo.

Credo,  ma  semplicemente  per  la  necessità  di realizzare un approfondimento  doveroso, che  a tal riguardo sarà necessario, sin da subito, creare dei   presupposti che       strutturalmente           possano adeguatamente sostenere l’impianto della tariffa.

Il dottor Palmieri nelsuo ragionamento ha parlato, non  a  caso,  di impianto che  raccoglie,  chiedo

Campania, che tanto ci ha reso noti all’estero, si regge su questa tariffa che è stata applicata in via transitoria,  a  partire  dal  201O  e  che andata a regime, seppur in una  fase del tutto transitoria, consente lo smaltimento dei rifiuti, con una serie di problematiche, di confronti,  di contraddittori, però siamo in una situazione di una delicatezza tale  che ogni aggiustamento di quella che è la posizione   attualmente        assunta      dalle            società provinciali – voglio solo anticipare un argomento – può essere deleterio per l’intero sistema, quindi questo è il punto. Siccome il dottor Palmieri ha parlato di raccolta e, com’è noto a tutti, le società provinciali non sono deputati alla raccolta, bensì allo  smaltimento,  se  andiamo  ad  aggiungere, nell’ambito  della  tariffa,  un  qualcosa  che  non attiene  strettamente allo  smaltimento, qualcuno possa, eventualmente, impugnare la tariffa e far cadere il sistema, allora credo, lo dico con spirito collaborativo,             che     nei                     prowedimenti    che   la Regione a riguardo adotterà a vari livelli, il dottor Palmieri  che  è  colui  il  quale  sovraintende  al funzionamento del sistema in  ambito regionale, sta ben comprendendo lo spirito con il quale sto realizzando questo discorso, da qualche parte poi si      dovrà               comunque      inserire             una       specifica competenza che a riguardo non mi pare di poter cogliere in maniera del tutto chiara in quelle che sono  le competenze attualmente ricoperte dalla società provinciale, è  un  contributo questo che attualmente  sto  rendendo   semplicemente  per poter  anticipare un  problema  che altre  società provinciali sicuramente andranno poi a porre, è un  contributo  che  sto  ponendo  sul  tavolo  a salvaguardia dell’intero sistema che funziona, ma che comunque è appeso ad un filo.

 

VIPARELLI  PAOLO  – Dirigente tecnico         Sma Campania: Stiamo  parlando  di  un  canale,  se questo ragionamento lo facessimo anche per gli altri 5 collettori d’importanza, simile a quello dei

 

scusa  se  mi  permetto  di  sottolineare  questo

Regi  Lagni,  parlo  de:l

Savone  a  Mondagone,

 

argomento, però tutta la Regione Campania, tutto

il     sistema      di      smaltimento      della       Regione

I’Agnena,  Regi  Lagni,  alveo  dei  Camaldoli,  il quinto è un po’ più piccolo, non lo voglio neanche

 

 

 

 

 

 

 

 

nominare,  quindi diciamo  4,  se  avessimo  una griglia   su  ognuno   di   questi   canali,  il  quinto potrebbe essere il Volturno, perché ha lo stesso tipo di problema,  noi gestiamo  la  diga a  Ponte Annibale ed invito tutti coloro che partecipano al tavolo a presiedere durante eventi di morbida, un po’ di acqua in più, quello che passa su di una diga,        perché        quella   è           una       traversa,          vi accorgereste che la quantità di rifiutiche passia e che     viene                veicolata          dal                    corpo      idrico               è impressionante. Se raccogliessimo l’input di voler mettere  questi  costi  all’interno  di   una  tariffa, veramente non sapremmo dove arrivare, perché il problema dei rifiuti che vengono abbandonati da ignoti,  sull’argine  dei  fiumi   che  naturalmente, salendo  con le piogge,  raccolgono  tutti, stiamo parlando di un qualcosa che oggi ci vede litigare con i Comuni, loro fanno le ordinanze a noi, noi facciamo le ordinanze a loro e il giudice qualche volta dà ragione a noi, qualche volta dà ragione a loro,  ma  di  fatti  i rifiuti  rimangono  là,  perché nessuno ha la sufficiente dotazione finanziaria per rimuoverli,  quindi mi chiedo: se  mettessi tante griglie  quanti sono  i canali  abbiamo  risolto  un problema  o  esistono  altre  soluzioni   strutturali come              diceva            il        professore                   che        dobbiamo percorrere? È una riflessione da pare con molta attenzione           perché             il            problema          dei       rifiuti abbandonati da ignoti su aree demaniali  è una questione  seria  che  fino  ad  oggi  non  è  stata affrontata se non in tribunale. Vi ringrazio.

 

INTERVENTO:  Mi  permetto  di  condivi:Jere  la posizione                 dell’ingegnere Mastracchio                       e sottolineare che analogo problema c’è per tutti i sistemidi derivazione dicui una parte sono anche gestiti nell’ambito del ciclo integrato delle acque, quindi canali aperti che rientrano nel complessivo sistema       gestionale        attinente l’impianto             di depurazione, lungo  i cui argini quotidianamente vengono sversati, abbandonati enormi quantità di rifiuti, più o meno speciali, più o meno pericolosi, perché  i rifiuti di natura  edile, che  contengono amianto sono all’ordine del giorno e sono qualità

gigantesche per cui il gestore dell’impianto di depurazione protempore, che sia un soggetto pubblico o un soggetto privato, per quanto possa avere un’azione di controllo su questo tipo di problematica poi non ha materialmente la risorsa per allontanare questi rifiuti, quindi il problema è di enorme entità quello deirifiuti abbandonati.

 

RUSSO DIMITRI   Sindaco  Castel Volturno: È owio che questa Commissione non è una Commissione che propone leggi o comunque è legiferante, però  sono  contento  di aver  sentito tanti interventi che bene o male hanno chiarito un po’ la  situazione, ma  quello che già sapevamo, che il problema essenzialmente è di natura finanziaria,   ma   le   due   strade   alternative:  o ripartire  il costo di manutenzione tra  le società che  gestiscono  i rifiuti  o  avere  un  decreto  del Presidente  della  Regione  che  si  rifà  a  quella legge, purtroppo sono 2 strade molto lunghe che vanno non a risolvere le urgenze che abbiamo, a giorni, non a mes.i

Anche se iniziassimo a vederci domani a seguire tutto  l’iter  burocratico  i tempi  sarebbero  molto lunghi, non so qual è la soluzione, quella che ci risolve l’urgenza, però intanto l’urgenza c’è. Da me sono venuti a piangere gli allevatori bufalini, questi mi hanno minacciato, se non faccio l’ordinanza lo faranno loro, con tutto il clamore ed

io   mi  metterò  insieme  a  loro  eventualmente,

perché  sta  diventando  una  situazione insostenibile.

Non vedo  la difficoltà, nella seconda soluzione, quella di ripartire il costo. La problematica per cui siaprirebbero degli scenari difficilio complicati nel ripartire 700  mila euro, penso che si può capire quali   sono   i Comuni   che   afferiscono  tra  le Province, lo sanno loro, saranno un centinaio, si fa 700 mila  diviso 100 e s’impone  al Consiglio comunale, dei  singoli  Comuni, di  stabilire  che all’interno della tariffa di igiene urbana si mette una voce “contributo per la gestione della griglia dei   Regi   Lagni”,  è   una   sciocchezza,   è   un contributo,  facendo  i conti come  un  salumiere,

 

IO

 

 

 

 

 

 

 

 

talmente   basso  che    secondo    me   passa  in Consiglio comunale a prescindere, l’unica cosa che mi preme sottolineare è che per un’eventuale soluzione del genere il Comune di Castel Volturno non deve dare nessun contributo, anche se fosse un  centesimo  all’anno,  perché  penso  che  il Comune  di    Castel  Volturno   ha  il  diritto  di rivendicare un ristoro, un contributo per tutto il danno che i Regi Lagni gli ha recato nel corso della  storia,  perché  ricordatevi che  se  Castel Volturno oggi è un paese disastrato dal punto di vista ambientale, se ci sono le case abbandonate, se abbiamo 15 mila immigrati irregolari, il motivo è solo questo, non ci sono altri motivi perché per la questione  dei  Regi  Lagni,  i proprietari  delle seconde case, quando negli anni 1970 e negli anni   1980   andavano   a     Castel   Volturno   a villeggiare, non vengono più perché il mare è uno schifo, questo è l’unico motivo, quindi per una questione di principio penso che il Comune di Castel Volturno  a  questo  eventuale costo  di gestione non deve moralmente partecipare, anzi, avremo il diritto di rivendicare un danno causato da tutti i Comuni, dalla Regione e dalla Provincia per quello che è successo a Castel Volturno, perché abbiamo la  sfortuna di essere gli ultimi della costa, tutto  arriva da  noi, ma  quello ha messo in ginocchio il  Paese, perché abbiamo un’unica risorsa a Castel Volturno, è il mare, altro non c’è, tutto deriva dall’indotto che crea il turismo di balneazione, è inutile negarlo, quello è, quindi se qualche Comune o qualche società rivendica dei crediti nel Comune di Castel Volturno vi dico che abbiamo dei crediti ancora più alti nei vostri confronti e  nei confronti delle società o  degli organismi  sovracomunali, abbiamo  un  credito morale ancora più alto che poi si potrebbtanche concretizzare                               e          cristallizzare            in     un    valore economico, però  non  voglio  dire:  “Facciamo causa contro”, sarebbe una  sciocchezza, però che ci sia la consapevolezza che per tanti anni abbiamo subito lo sversamento di questi Comuni questo deve essere chiaro a tutti, quindi il micro comune di Castel Volturno non caccia 1 euro.

PRESIDENTE:  La    parola   al    consigliere  De

Pascale.

 

DE  PASCALE CARMINE  : Sono  del gruppo consiliare  De  Luca  Presidente in  Rete.  Non conosco questa zona, né la griglia, non l’ho mai vista, ma dalle parole che ho ascoltato mi rendo conto che siamo di fronte ad una situazione di emergenza, che è stata ben evidenziata dal grido di        aiuto    del            Sindaco   di            Castel  Volturno, chiaramente, quello dei rifiuti abbandonati è un grosso  problema della  Regione  Campania, si riscontra un po’ dappertutto, ma adesso quello che       è   importante   è focalizzarsi     su          questa problematica           della   griglia che  è       quella più urgente.

Ritengo che l’urgenza ci impone di far intervenire ad interessare al più presto possibile l’Assessore

per trovare una soluzione di carattere finanziario, una soluzione che sia condivisa perché da quello che capisco la soluzione è direttamente connessa all’impegno  finanziario,  tanto  meno  di  primo acchitto   per    liberare   questo   canale   e     poi preoccuparsi della gestione diquesta griglia, se la griglia ci deve essere, altrimenti è inutile fare un impianto se non insieme a questo impianto si definisce la  gestione dell’impianto e  gli  oneri connessi alla gestione dell’impianto altrimenti si crea un nuovo mostro sul territorio.

Quello    che    propongo   al     Presidente   della

Commissione è quello di trovare innanzitutto una

soluzione, l’interessamento dell’Assessore e insieme a lui vedere immediatamente cosa si può fare, perché siamo ancora nell’ambito della stagione delle piogge dove il flusso delle acque aumenta con il pericolo che il terreno, i Paesi, le abitazioni circostanti possano essere invase dalle acque, questo lo  dobbiamo evitare, per cui do pieno sostegno a tutto ciò che si possa fare. O troviamo una soluzione con la Giunta altrimenti andiamo in Consiglio regionale e vediamo di portare quest’esigenza.

 

 

Il

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando vedo queste situazioni dove il cittadino diventa vittima dell’inefficienza del sistema, sia esso provinciale, regionale, comunale, è  una situazione che mi fa sentire in colpa, quindi da parte mia tutto l’impegno, vediamo insieme Presidente, disponga, io sarò presente, sosterrò le azioni che devono essere urgenti.

 

PRESIDENTE: Nel ringraziarvi per i contributiche avete         fornito rubo   un       ultimo minuto                    per concludere. Il  secondo giro, perché di fatti c’è stato un secondo giro, ci ha chiarito ulteriormente le idee. Atteso il metodo di lavoro che suggerivo poc’anzi,  ossia  che  già  lunedl  prossimo ci si incontri in un’audizione con il settore ambiente, convengo sulla necessità che sia fatta chiarezza e  si  evitino equivoci  che  potrebbero anziché risolvere le questioni acuirne la problematica. Il tema è chiaro, è regionale, non c’è un territorio coinvolto più       di          altri,  o       meglio,     c’è              nelle conseguenze, ma  nella  risoluzione  è  tutto  il territorio regionale che  deve  farsi carico della risoluzione del problema qualora – la soluzione più    celere    è     quella    suggerita  dal     dottor Mastracchio – non  si riesca  a  fare chiarezza dell’applicazione della legge 4.

Generale accolto il suo appello e le dico di più:

facciamoci carico insieme di emendare il disegno

di legge sui rifiuti, se non riusciamo a trovare una soluzione con  la  Giunta,  le  rammento che  il Presidente    Bonavitacola    è      a     conoscenza dell’intera problematica, gli ho scritto il 9 ottobre, ma poi è stato anche in visita al Comune con il Sindaco           Russo, per      cui         è         pienamente  a conoscenza delle  vicende,  ci  faremo noi  tutti componenti della Commissione protagonisti di un sollecito che sia efficace alla Giunta, a seguito del quale, se non dovessimo riuscire a sortire degli effetti proprio perché, come lei dice, la situazione implica un’urgenza concreta, allora vuoi dire che ci impegneremo da Consiglieri regionali provando insieme a realizzare un emendamento condiviso con  i soggetti  che  oggi  abbiamo  invitato  a partecipare      a                  quest’audizione,   nella    forma

 

migliore che tuteli tutti gli aspetti amministratividei soggetti presenti e soprattutto rispetti la norma nazionale, la legge nazionale e anche le esigenze che provengono dai  territori, perché l’obiettivo finale che ci dobbiamo porre è proprio questo, per cui     se          siete  d’accordo                    procediamo             alla convocazione di  un’audizione per  il  prossimo lunedl, vi informeremo come già abbiamo fatto in questa         occasione,   scriverò       personalmente nuovamente                     all’assessore Bonavitacola e            al Presidente De Luca, lei lo farà nella forma che riterrà          più  opportuna,      dopodiché a     seguito dell’impegno che mi aspetto, perché sono sicuro che sarà cosi, capiremo come proseguire e che ordine di lavori darci.

Grazie a tutti e buon proseguimento di giornata.

 

l lavori terminano alle ore 13,40.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista – Fonda il “Centro studi officina Volturno” nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE.
In un territorio “difficile” è convinto che attraverso la cultura e l’impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra.
Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico.
Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle “eccellenze” dei nostri territori che RESISTONO.
Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani…ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.