6 Aprile 1943-2021: 78esimo anniversario de “Il Piccolo Principe”

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Settantotto anni fa, il 6 Aprile 1943, veniva pubblicato a New York “Il Piccolo Principe”, romanzo capolavoro dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry. Da allora, questo affascinante racconto è diventato un vero classico della letteratura, capace di incantare milioni di uomini, donne e bambini.

Nelle pagine del libro, che sicuramente almeno una volta nella vita ognuno di noi ha sfogliato, viene raccontata la storia di un minuscolo ragazzo, dai capelli color oro e vestito come un principe, giunto dall’asteroide B612, dove vive da solo e in compagnia di una rosa vanitosa, di cui si prende cura. Nel suo peregrinare per lo spazio in cerca di nuovi amici, racconta a uno stupito interlocutore tutte le sue avventure con curiosi personaggi, conosciuti nei diversi pianeti che ha visitato: dal vecchio Re solitario che si crede onnipotente, all’uomo d’affari che conta le stelle illudendosi che esse gli appartengano.

Antoine de Saint-Exupéry scrive questo libro durante un periodo buio della sua vita, anzi dell’umanità intera: dalla prima alla Seconda guerra mondiale, dalle perdite personali a quelle collettive, azioni che hanno segnato per sempre non solo un’epoca ma la memoria collettiva dell’umanità intera. Ed è proprio in questo periodo così cupo che il piccolo principe prende vita, ma in realtà questo piccolo personaggio è sempre esistito. Nasce, infatti, con lo scrittore stesso. Antoine de Saint-Exupéry aveva avuto un’infanzia felice, ma quegli avvenimenti sarebbero stati difficili da cancellare, e in un periodo in cui si dava valore al superfluo ecco che arriva il Piccolo Principe a ricordarci che l’essenziale è invisibile agli occhi.

“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.

Proviamo a vedere insieme che cosa vuole dire la volpe al Piccolo Principe con questa frase meravigliosa. Semplicemente, che ciò che vediamo è una vera illusione e non rappresenta la realtà. Per osservare in profondità qualsiasi cosa, dobbiamo ascoltare le nostre sensazioni ed emozioni, soprattutto in questo momento delicato della nostra vita, e nessuno dedica quel tempo perso ai veri valori. Si è troppo immersi a dimostrare di essere come gli altri, perdendo di vista ciò che è davvero importante. Forse, in questo tempo di pandemia, stando più a casa, con la nostra famiglia e con i nostri affetti più cari qualcosa in più abbiamo imparato. E, di questo ne dobbiamo fare tesoro.

La lezione della volpe è proprio questa: non dobbiamo pensare a ciò che è distante e irraggiungibile, e prestare attenzione a ciò che ci sta intorno. Se non diamo valore ai piccoli dettagli, non saremo mai felici. Il messaggio finale e meraviglioso di questo libro, è che l’umanità intera può superare qualsiasi barriera, perché la pelle, la religione e la condizione sociale non sono dei limiti ma servono a rendere il mondo un posto migliore, più colorato. Perché il cuore di tutti suona all’unisono e non ha bisogno di altro.

di Grazia Sposito

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