comune

Sono di questi giorni le immagini di un’Italia messa in ginocchio dall’emergenza COVID-19. Il Paese è fermo, e lo sono anche le aziende che non producono beni di prima necessità. Gli italiani chiedono e urlano l’esigenza di liquidità, episodi, questi, che sono rimbalzati sulle principali testate nazionali. Il Ministero dell’Interno, dunque, ha disposto il pagamento di un importo pari ad euro 400.000.000,00, in favore dei comuni appartenenti alle regioni a statuto ordinario, alla Regione Siciliana e alla Regione Sardegna, e in favore delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.

La ripartizione

Le risorse di cui sopra sono ripartite ai comuni secondo i seguenti criteri:

a) una quota pari al 80% del totale, per complessivi euro 320 milioni, è ripartita in proporzione alla popolazione residente di ciascun comune.

b) una quota pari al restante 20%, per complessivi euro 80 milioni è ripartita in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione.

c) il contributo minimo spettante a ciascun comune non può in ogni caso risultare inferiore a euro 600.

3. I Comuni possono destinare alle misure urgenti di solidarietà alimentare di cui alla presente ordinanza eventuali donazioni. A tal fine è autorizzata l’apertura di appositi conti correnti bancari onde fare confluire le citate donazioni. Alle medesime donazioni si applicano le disposizioni di cui all’articolo 66 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18.

Alcune direttive per i comuni

Sulla base di quanto assegnato ai sensi di queste disposizioni, ciascun comune è autorizzato all’acquisizione di buoni spesa (utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun comune nel proprio sito istituzionale) e di generi alimentari o prodotti di prima necessità.

I Comuni, per l’acquisto e per la distribuzione di questi beni, possono avvalersi degli enti del Terzo Settore. Nell’individuazione dei fabbisogni alimentari e nella distribuzione dei beni, i Comuni possono coordinarsi con gli enti attivi nella distribuzione alimentare a valere sulle risorse del Programma operativo del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD). Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali rende disponibile l’elenco delle organizzazioni partner del citato Programma operativo. Per le attività connesse alla distribuzione alimentare, non sono disposte restrizioni agli spostamenti del personale degli enti del Terzo settore e dei volontari coinvolti.

Il ruolo dei servizi sociali

L’Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico.

Alcuni dei contributi dei comuni Campani 

  • Castel Volturno: 276.113,00 euro
  • Marcianise: 350.433,99 euro
  • Giugliano in Campania: 1.204.772,31 euro
  • Napoli: 7.625.344,13 euro

Scarica la griglia completa dei comuni qui

 

Print Friendly, PDF & Email