99 Posse

30 anni controvento, i 99 posse corrono ancora all’Arena Flegrea di Napoli

Ciro Giso 12/09/2022
Updated 2022/09/12 at 11:01 AM
3 Minuti per la lettura

Più di 6mila persone per il concerto-evento della band partenopea 99 Posse, che ha fatto tappa la scorso sabato all’Arena Flegrea di Napoli per il tour “30 anni controvento“, uno dei tanti appuntamenti del Naples Noisy Fest.

Forse ai più grandi non sembrerà, ma sono davvero passati più di trent’anni anni da quando i 99 Posse hanno infiammato la scena musicale napoletana e italiana. Eppure, le loro canzoni dai testi carichi di protesta e le loro musiche combattive sono più attuali che mai. Soprattutto quando questi brani vengono ripresi e ascoltati da ragazzi e ragazze che ancora dovevano nascere quando la band si formava nel ’91, al centro sociale Officina ’99 di Gianturco.

La band di Curre Curre Guagliò continua a correre e non si ferma, in un evento che ha visto ospiti tanti amici, dalla presentazione di Lello Arena – attore di tanti film di Massimo Troisi – a Franco Ricciardi, Francesco di Bella (24 Grana) e Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti). Non solo: sul palco anche Mama Marjas, con cui i 99 Posse hanno collaborato in diverse occasioni per brani come Combat Reggae e il remake di Curre Curre Guagliò. E poi ancora Jovine e Speaker Cenzou.

Nella musica dei 99 Posse ancora odio mosso da amore

Dai morti sul lavoro con Povera vita mia all’attacco forte a tutte le mafie e le stragi di stato col medley Odio/Rappresaglia, fino ad attraversare il Mediterraneo sulle note di Napulitan per arrivare al Medio Oriente e tutto il mondo con Children of Babilon.

Ieri cantavamo Povera vita mia quando i morti sul lavoro erano due, tre al giorno. Oggi poco è cambiato, anzi: questo numero è andato ad aumentare, ora i lavoratori uccisi sono quasi quattro.

Luca Persico “O Zulù”

Canzoni e cori anche per sostenere il popolo palestinese, da più di 70 anni oppresso dall’apertheid israeliana e da sempre nei testi dei 99 Posse. Sul palco un ragazzo palestinese, Miral, ha portato la sua testimonianza: «Vengo da un campo profughi nella città di Betlemme, dove ci sono 6500 persone in meno di un chilometro quadrato. All’entrata del campo c’è un muro, ad est del campo una torre per i cecchini. Voglio dirvi che la nostra resistenza non è solo nelle armi, ma anche nel svegliarsi e vivere ogni giorno, aprire la porta e sopportare un muro. Anche questa è resistenza».

Il tour non finisce qui e continua con altre date a Milano (16 settembre), Fano (17 settembre), Verona (22 settembre), Torino (23 settembre) e Roma (24 settembre). Ancora, insieme, per cantare la rivoluzione.

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