3 febbraio alle ore 17.30 incontro in ZOOM con la Prof. Caracciolo

La difficile azione dell’UNESCO per la pace attraverso la protezione del patrimonio mondiale

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https://us02web.zoom.us/j/85726121956…

ID riunione: 857 2612 1956; Passcode: 089254

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Cari Soci e Amici, le guerre, l’ignoranza, la sciatteria e, non ultima, la pandemia provocano quotidianamente disastri ambientali e disastri culturali con il degrado e, sovente, la ‘morte’ di siti culturali preziosi per il mondo tutto. L’Unesco fa quotidianamente un lavoro prezioso di ricerca, di tutela e protezione, lavoro complesso e sovente invisibile che si esplica percorrendo molte strade: quali?

L’UNESCO è una delle agenzie specializzate delle NU create per favorire la cooperazione tra gli Stati, in particolare in campo scientifico e culturale, con il fine ultimo di sviluppare la pace e la sicurezza internazionale. Nell’ambito delle azioni dell’UNESCO spiccano quelle riguardanti la protezione del patrimonio mondiale (materiale e immateriale) attraverso innovative soluzioni giuridiche e tecniche, in cui i limiti giuridici alla sovranità statale sono concepiti per preservare e proteggere manifestazioni importanti della cultura e della bellezza della natura, nell’interesse dell’intera umanità e dunque con lo scopo finale di preservare la pace. In questo contesto, lo Stato ove si trova il patrimonio protetto è obbligato a garantirne la protezione sotto il controllo dell’UNESCO.

Si tratta di un meccanismo estremamente flessibile nella sua definizione e nella sua attuazione che si adatta alle specificità del patrimonio protetto e alla funzione della sua protezione dal livello locale a quello globale. Si pensi, ad esempio, a quanto siano differenti gli obiettivi perseguiti nella protezione di Abu Simbel (Egitto) da un canto, e nella protezione di Auschwitz (Polonia), dall’altro. Oppure, con riferimento al patrimonio in pericolo, a quanto diverse siano le minacce che affliggono gli Everglades in Florida e il sito di Cirene in Libia.

Il ‘rapporto’ tra protezione del patrimonio mondiale e pace è ‘ondivago’. In qualche caso la guerra ha prevalso, come nel caso, ad esempio, della distruzione del ponte ottomano di Mostar o degli antichi luoghi sacri sufi di Timbuctù. In altri casi, le guerre hanno indirettamente inciso sulla protezione di determinati beni, come nel caso del parco naturale di Virunga in Repubblica Democratica del Congo. In altri casi però la consapevolezza del ruolo del patrimonio mondiale rispetto all’intera comunità umana ha prevalso come è avvenuto per la ricostruzione della città di Dubrovnik od il restauro del tempio di Angkor.
In ogni caso, sappiamo che senza l’UNESCO le distruzioni di beni culturali avvengono nel silenzio e nella dimenticanza del mondo come sta avvenendo in questi nostri giorni per le antiche moschee degli Uiguri, bersagli dell’azione di “rieducazione” culturale di questa minoranza musulmana da parte del governo popolare cinese.

Di questi temi parlerà una studiosa di grande prestigio internazionale che ha avuto l’amabilità di accettare il nostro invito: Ida Caracciolo. L’incontro via Zoom, coordinato dal Prof. Piccinelli, è fissato per il 3 febbraio alle ore 17.30 e avrà come tema specifico La difficile azione dell’UNESCO per la pace attraverso la protezione del patrimonio mondiale. Grazie, Ida cara, grazie a tutti, Jolanda Capriglione


Ida Caracciolo è professoressa ordinaria di Diritto internazionale presso il Dipartimento di Scienze Politiche Jean Monnet dell’Università Vanvitelli dove è anche Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Relazioni e organizzazioni internazionali. È, inoltre, giudice del Tribunale internazionale del Mare di Amburgo, Membro della Corte permanente di arbitratode L’Aja, Vice Arbitro della Corte di arbitrato e conciliazione dell’OSCE, Giudice ad hoc della Corte europea dei diritti umani, Esperto giuridico del Ministero degli Affari Esteri-Servizio del Contenzioso diplomatico e dei trattati.

di Jolanda Capriglione

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