28 aprile, Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

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Informareonline-Sicurezza sul lavoro
Il Settecento è stato un periodo di svolta per il settore lavorativo: l’avvento della rivoluzione industriale, la nascita delle fabbriche, la formazione del proletariato. Fin da subito gli operai si sono ritrovati in condizioni igienico-sanitarie difficili e precarie. I turni di lavoro disumani non risparmiavano la mano d’opera femminile ed infantile. Il mal contento porterà, nel secolo successivo, a scioperi e rivendicazioni, da parte del proletariato, per ottenere diritti ed essere tutelati (albori della questione sociale). Ci saranno tante vittime, le società non esiteranno a sopprimere in maniera sanguinosa le rivolte.
Fortunatamente oggi, nel XXI secolo, grazie al sacrificio dei nostri avi, nella maggior parte dei paesi del mondo i governi sono particolarmente attivi affinché la classe operaia venga salvaguardata. La Repubblica Italiana ha redatto una costituzione, ove sono presenti articoli volti alla tutela dei lavoratori, senza distinzione di sesso, razza e religione. Sono stati sanciti dei diritti fondamentali, tra i tanti ricordiamo quello alla retribuzione, all’assistenza Inps, al riposo settimanale, alle ferie, nonché agli straordinari. La Costituzione vieta lo sfruttamento minorile, prevede un piano di previdenza sociale che venga applicato in caso di malattie, pensionamento, disoccupazione, maternità. Per sottolineare l’importanza del lavoro nella nostra nazione, il primo articolo recita nel seguente modo: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.”, dove ovviamente si fa riferimento sia al lavoro intellettuale, che a quello professionale.

Ma il tema più importante che riguarda in maniera specifica il 28 aprile è la salute e la sicurezza sul lavoro. Cosa si intende? Per “sicurezza sul lavoro” si intende una condizione necessaria per assicurare al lavoratore una situazione lavorativa nella quale non ci sia il rischio di incidenti. Il luogo di lavoro deve essere quindi dotato degli strumenti necessari a garantire un certo grado di protezione contro la possibilità del verificarsi di tali incidenti.

Per i lavori intellettuali i problemi che possono insorgere sono ad esempio: il mobbing, il burnout, lo stress e i disturbi di salute mentale. Invece, per i lavori professionali: disturbi muscolo-scheletrici, che rappresentano la maggior parte dei casi che vengono denunciati, patologie del tessuto connettivo, tumori professionali e malattie causate da agenti biologici come piombo e rame.

Oltre a disturbi e malattie, a lavoro non mancano spesso episodi di: sessismo, il globe gender gap report, che fornisce informazioni sulla disparità di genere, ha riportato che le donne hanno meno possibilità di occupazione, diversità dei redditi e stipendi inferiori; molestie, atteggiamenti, disturbi che irritano la vittima. Le donne sono le maggiormente colpite.

Secondo i dati Inail, Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, sono 554.340 gli infortuni sul lavoro denunciati nel 2020 (in calo del 13,6% rispetto il 2019), di cui 1270 con esito mortale (aumento del 16,6%). Del totale appena esposto, ¼ delle denunce e dei decessi è per Covid. Il contagio Covid equivale a un evento infortunistico come già avviene per altre affezioni morbose come tetano, aids e tubercolosi. Per il componente maschile le denunce sono in calo del 22,1% mentre per il componente femminile le denunce hanno ricevuto un incremento del 1,7%. In calo le denunce professionali del 26,6%.

Senza limitarci a un misero appello alle aziende per provvedere alla salute dei propri dipendenti, credo che questa giornata debba anche celebrare tutti i lavoratori che lottano in prima linea contro il virus, come medici e infermieri, farmacisti, ma anche i commessi, le cassiere dei supermercati, attività commerciali indispensabili, rimaste perennemente aperte al pubblico. Ai camionisti, agli operatori nel settore alimentare, ai militari, alle forze dell’ordine che si mobilitano per far rispettare i protocolli sanciti nei dpcm. Un ringraziamento ai lavoratori che, in questo periodo, stanno rischiando la loro salute per dare il loro contributo al nostro Paese curando gli ammalati e garantendo agli altri cittadini i prodotti e servizi essenziali.

di Roberto Sorrentini

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