25 novembre: giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Basta violenza sulle donne

Diciamo BASTA alla violenza contro le donne

 

«La violenza contro le donne è una spaventosa violazione dei diritti umani. Ma non è inevitabile» ha commentato l’attrice australiana Nicole Kidman durante un’intervista. Dunque unione, forza e condivisione devono essere i tratti distintivi nella speranza di un riscatto sociale contro il femminicidio che tristemente e prepotentemente è entrato nella quotidianità.

Il 25 Novembre si celebra, si manifesta e si onora la giornata mondiale contro la violenza sulle donne istituita dall’assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1999; data scelta a Bogotà nel 1981 da donne attiviste per ricordare l’efferato assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime dittatoriale di Rafael Leónidas Trujillo.

Per dar voce e mettere in evidenza un tema così delicato si invitano i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a coordinare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno. In Messico, a partire dal 2009, l’artista messicana Elina Chauvet racconta attraverso un’invasione di calzature rosse, Zapatos Rojos, il fenomeno del femminicidio. Calzature rosse, come simbolo di sangue e di passione che raccontano storie di donne vittime di violenza che hanno deciso di rinascere.

Ci vantiamo di avere una società civile e la parità dei sessi nella maggior parte dei Paesi eppure le nostre cronache sono nutrite quotidianamente da episodi di violenza ai danni delle donne, da femminicidi, da abusi forse perché “viviamo in una società che insegna alle Donne a difendersi dallo stupro, invece di insegnare agli uomini a non stuprare le Donne”. A riguardo, in particolare i mass media, veicoli di divulgazione odierna propri dell’industria culturale, dovrebbero combattere i dati di cronaca nera attraverso una maggiore sensibilizzazione sociale affinché siano abbattute le diverse sfaccettature che assume la violenza che risulta essere psicologica, fisica e sessuale.

Importante però, è bene affrontare l’antitesi amore-odio, comunemente confuso da donne che quasi associano ad unico termine le due esasperazioni. “Odi et amo” scritto da Catullo è diventato uno degli ossimori più famosi al mondo ma attenzione: l’amore non è odio, l’amore non è violenza, l’amore non è possessività. Sveglia. L’amore è passione, l’amore è gioia, l’amore è premura. L’amore rende felici e riempie il cuore, non distrugge menti e non lascia lividi. Eppure, ancora tante o addirittura troppe sono le donne che tendono ad erigere delle mura contro il mondo esterno, arroccate nelle proprie paure e lontane dall’idea che il vero male è proprio il tacere. Indispensabile è urlare in simbolo di forza e di protesta, volontà di denunciare per poter rinascere.

di Giovanna Cirillo