25 anni e non sentirli, il ritorno degli Audio 2

Audio 2

Dopo anni di silenzio, tornano alla ribalta musicale gli Audio 2 con un album preceduto dal singolo “Un’onda nel bicchiere” e si apprestano a celebrare 25 anni di carriera. Tempo ne è passato da quando giovanissimi hanno cominciato la collaborazione con Mina, Mogol ed Adriano Celentano. Diverse le canzoni che ancora oggi sono ascoltate e cantate.

Tornate alla ribalta con un album imminente, preceduto da un singolo: “Un’onda nel bicchiere”. L’album che uscirà e il singolo godono di uno stile rinnovato della band degli Audio2?
«Il nuovo album sarà l’espressione musicale con cui ci rapportiamo oggi e come ci ha sempre contraddistinto in passato ci confrontiamo con diversi stili musicali».

L’album esce a otto anni di distanza dal precedente. A cosa si è dedicato il gruppo in questo periodo e in che modo ha lavorato all’album? Cosa canterà nel prossimo anno e come sono nate le canzoni che lo comporranno?
«L’abbiamo continuato a scrivere e fare concerti e appena abbiamo avuto una proposta seria di pubblicare il nostro lavoro l’abbiamo fatto. Non ci andava di pubblicare senza un progetto convincente e cosi buttare al vento canzoni senza darle la giusta importanza. Nel mese di ottobre uscirà un nuovo singolo e prima che esca l’album (già pronto) ne pubblicheremo ancora alcuni e poi uscirà il nuovo album, un po’ come si faceva una volta 3/4 singoli e poi album,in antitesi con l’usa e getta imperante in quest’epoca contraddistinta dalla velocità e dal tutto subito».

Festeggiate anche 25 anni di carriera. Qual è la ricetta vincente che vi tiene ancora uniti? La soddisfazione maggiore dei 25 anni di carriera?
«Siamo ancora uniti perché abbiamo ancora dentro l’entusiasmo “bambino” che ci ha portato al successo. La maggiore soddisfazione è stato di aver partecipato con tre canzoni all’album di Mina – Celentano (il primo) con “Acqua e sale”, “Specchi riflessi” e “Io ho te” battendo i record di vendita degli ultimi vent’anni».

Avete cominciato da giovanissimi e subito avete composto canzoni per Mina. Com’è nata questa collaborazione e quanto dovete alla sua figura artistica?
«Con Mina iniziammo nel 1992 quando decidemmo di mandare una “cassettina” a nastro con la canzone “Neve”, che lei l’ascoltò, e ci diede fiducia».

Cosa pensate dei talent show e dell’attuale scena musicale delle giovani generazioni?
«I talent show hanno cose positive e altre negative. Sicuramente hanno da migliorare nella qualità di proposta musicale dando spazio ai cantautori che poco vedo ad interpretare canzoni altrui per essere giudicati. Te lo immagini Battisti o de Andrè a cantare pezzi altrui per affermarsi? I nuovi artisti pagano lo scotto della crisi della musica in generale e si devono adeguare a un mercato che si livella verso il basso come qualità musicale pur di vendere qualche copia in più o di avere qualche like in più».

di Giovanni Iodice

Tratto da Informare n°174 Ottobre 2017

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