Legge Sirchia

20 anni di legge Sirchia, ma quali sono i suoi effetti in Italia?

Gennaro Alvino 16/01/2023
Updated 2023/01/16 at 12:42 PM
4 Minuti per la lettura

Compie oggi 20 anni legge n°3 del 16 Gennaio 2003 che, con l’articolo 51, istituì per la prima volta in Italia il divieto di fumare nei locali chiusi aperti al pubblico. La cosiddetta “Legge Sirchia“, che prende in prestito il nome dal Ministro della Salute dell’epoca, ha totalmente rivoluzionato lo stile di vita di migliaia di italiani riducendo drasticamente il numero di fumatori in Italia. L’approvazione della legge, che entrò in vigore soltanto il 10 Gennaio del 2005, decretò un importantissimo traguardo nella tutela della salute dei non fumatori.

Quello promosso da Girolamo Sirchia non fu però il primo tentativo di regolamentare il comportamento dei fumatori nei luoghi chiusi aperti al pubblico. Già tre anni prima il Ministro della Salute dell’epoca, Umberto Veronesi, aveva provato a proporre un disegno di legge che vietasse categoricamente il fumo in tutti i luoghi chiusi. Tuttavia la sua proposta, dopo essere stata faticosamente passata per il Consiglio dei Ministri, non fu mai pienamente approvata in Parlamento.

Gli effetti della “Legge Sirchia”

Nonostante qualche iniziale resistenza, il popolo italiano imparò presto a convivere con questa nuova legge: a partire dalla sua entrata in vigore nel 2005 la stragrande maggioranza degli italiani si dichiarava favorevole alla limitazione del fumo nei luoghi chiusi. Gli effetti di queste nuove norme furono presto tangibili: nell’arco di tempo fra il 2003 ed il 2020 la percentuale di fumatori è infatti scesa dal 30% al 22%.

Negli ultimi anni stiamo però assistendo ad una inaspettata inversione di tendenza. Le ultime indagini indicano infatti un aumento dei fumatori in Italia che salgono così dal 22% al 24,2% nel solo biennio 2021/2022. Il quadro sembra quindi essere tornato alle condizioni del 2006 quando il numero di tabagisti in Italia si aggirava intorno ai 12.4 milioni di persone. Nota di merito invece per la regione Veneto che, nonostante il generale trend negativo, ha visto scendere il numero di fumatori (fra 18 e 69 anni) dal 26% al 22% nell’ultimo biennio.

Le principali normative sul fumo in Italia

La legge n°3 del 2003 non è di certo la prima normativa che regola il comportamento dei fumatori in Italia. Per ritrovare la prima normativa italiana sul fumo dobbiamo tornare al 1934 con il Decreto Regio n°2136. Il ” testo unico delle leggi sulla protezione e l’assistenza della maternità e dell’infanzia” vietava la vendita e la somministrazione di tabacco ai minori di 16 anni.

Nel 1942 arrivò invece la legge n°907 sul monopolio dei sali e dei tabacchi che disciplinava la pratica del contrabbando. Poi con la legge n° 165 del 1962 si iniziò a vietare ogni tipo di propaganda pubblicitaria mentre la prima normativa a tutela della salute dei non fumatori venne introdotta nel 1975 con la legge n° 584. La legge dell’11 Novembre 1975 finalmente vietava il fumo in alcuni luoghi chiusi nonché sui mezzi di trasporto pubblico.

Negli anni ’90 il divieto fu esteso ai locali destinati al ricevimento del pubblico e utilizzati dalla pubblica amministrazione, dalle aziende pubbliche e dai privati esercenti servizi pubblici. Nel 2003 arriva quindi la cosiddetta “Legge Sirchia” che estende il divieto a tutti i luoghi chiusi con eccezione fatta per i locali riservati ai fumatori e le abitazioni private.

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *