Si rinnova anche quest’anno, il 2 febbraio, presso la Parrocchia “Santa Croce” in Casapesenna, un appuntamento di fondamentale importanza per la “Piccola Casetta di Nazareth”.
Nata il 19 marzo del 1944, al crepuscolo della seconda guerra mondiale, grazie al servo di Dio, don Salvatore Vitale (1904-1981), sorse come Opera di Carità e di Assistenza Sociale per gli invalidi di guerra, per gli orfanelli e per i figli e le mogli dei carcerati.
Frutto di ispirazione divina, l’Opera nacque a Casapesenna, in provincia di Caserta, un luogo caratterizzato da problemi d’ogni sorta, che aveva bisogno proprio di essere illuminato da una presenza rivelatasi un vero e proprio dono del Signore. Ma torniamo al 2 febbraio. La “Piccola Casetta di Nazareth” è costituita da tre rami: i Missionari e le Missionarie (suore e sacerdoti) e le famiglie.
A partire dal 1972, don Salvatore ha istituito, come segno distintivo e di fedeltà all’Opera, la Perla Bianca (per i sacerdoti e le sorelle) e la Perla Rosa (per le famiglie).
La Perla, simbolo della Vergine Maria e quindi di purezza, rappresenta una vera e propria difesa del Cielo, nel cammino della vita.
Il 2 febbraio di ogni anno ricorre, quindi, la Festa della Perla, mediante una vera e propria celebrazione eucaristica, e i tre rami rinnovano, attraverso un’apposita formula che va recitata ad alta voce, il proprio impegno a vivere la vita familiare secondo gli insegnamenti della Chiesa, alla luce del Vangelo, sostenendo con la preghiera e il lavoro la missione della “Piccola Casetta”.
Durante la funzione religiosa, la Perla viene benedetta e ridonata a coloro che avranno il compito di custodirla e portarla sempre con sé, testimoniando, con la vita e le opere, il grande valore della loro libera scelta.

di Teresa Lanna

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