2 Aprile, giornata mondiale della consapevolezza sull’Autismo

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Si celebrerà in tutto il mondo oggi 2 aprile la Giornata mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo (World Autism Awareness Day, WAAD). L’iniziativa è alla sua quattordicesima edizione, e fu istituita a novembre del 2007 dall’Assemblea delle Nazioni Unite.

Blu è il colore che le Nazioni Unite nel 2007 decisero di adottare. È stata proprio l’ONU a scegliere il colore blu, perché ha il potere di risvegliare il senso di “sicurezza”, ovvero di vivere un’esistenza libera e allo stesso tempo protetta, e il bisogno di “conoscenza” verso l’informazione dei cittadini, affinché sappiano come comportarsi quando hanno a che fare con un autistico, e nei riguardi della ricerca scientifica che indaghi sulle cause di questo disturbo ancora in buona parte sconosciute. Quel colore blu, il colore del mare: un attimo prima può essere tranquillo e liscio come l’olio e un attimo dopo essere attraversato da una tempesta.

L’obiettivo della giornata è quello di far luce su questa disabilità, promuovendo la ricerca e il miglioramento dei servizi e contrastando la discriminazione e l’isolamento di cui ancora sono vittime le persone autistiche e i loro familiari. Una data importantissima che neppure il Covid-19 riuscirà a fermare, in questo tempo sospeso e che ora con le prime dosi di vaccino ci sta stando una piccola speranza. Un sospiro di sollievo che da quest’incubo ne usciremo, più forti e determinati ad apprezzare ogni singolo momento della nostra vita. Sta però, di fatto che nel mezzo di questa crisi di salute pubblica globale, oltre alla salute sta mettendo a rischio, in particolar modo, i diritti delle persone con autismo, come il diritto all’istruzione e al lavoro su base di uguaglianza con gli altri. L’autismo è una particolare forma di disabilità diversa da tutte le altre, questa patologia è in crescita e colpisce un bambino su cinquanta.
I monumenti si colorano di blu

In occasione della giornata vengono organizzati in tutto il mondo eventi, letture, incontri, convegni e mostre per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sull’autismo, naturalmente anche quest’anno tutto su piattaforme digitali. Il colore dominante della giornata è il blu, si rinnova infatti la campagna mondiale “Light it up blue”, ideata dall’organizzazione Autism Speaks, che prevede di illuminare di blu i principali edifici delle città di tutto il mondo, come testimonianza della sensibilità nei confronti delle problematiche legate ai disturbi autistici. Nel corso delle scorse edizioni sono stati illuminati di blu, tra gli altri, l’Empire State Building di New York, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, la grande piramide di Giza in Egitto e l’Arco di Costantino a Roma.

Come va spiegato l’autismo ai bambini

C’è un tassello fondamentale che troppo spesso non viene considerato o meglio viene affrontato con poca attenzione. I bambini con autismo vanno a scuola come tutti quanti gli altri, e proprio per questo agli adulti va dato il compito di spiegare il perché quel bambino con le mani fa giochi strani. Un bambino con autismo che fa spesso movimenti ripetitivi e stereotipati, a volte sfarfalla con le mani, altre volte cammina avanti e indietro o ciondola con la testa e il busto o ancora gira su se stesso.

Agli occhi dei suoi compagni è un comportamento alquanto bizzarro e insensato ed è giusto e normale che chiedano perché il suo compagno si comporta così. In questo caso le maestre potranno spiegare che è un semplice modo di scaricare la tensione o il suo modo di dimostrare che è estremamente felice di stare insieme a loro. O perché, capitano diversi momenti della giornata, dove il loro compagno presenta un’ipersensibilità acustica, battendo continuamente le mani sulle orecchie in situazioni chiassose. La maestra potrà aiutare i suoi alunni a comprendere quel comportamento che sembra bizzarro, spiegando che molti bambini hanno paura dei rumori forti. Spesso, per paura di sbagliare o di non essere in grado di trovare parole giuste, sono proprio loro, gli adulti a trasmettere un messaggio sbagliato. I bambini imparano dagli adulti, e loro hanno il dovere di spiegargli che la diversità non ci deve spaventare ma piuttosto è un’enorme fonte di ricchezza.

di Grazia Sposito

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