“17”: Un numero ‘speciale’ per la silloge poetica di Antonino d’Esposito

Diciassette

Ognuno di noi ha un numero “speciale”, che ricorda date, ricorrenze, occasioni particolari o, semplicemente, che sceglie in base a criteri sconosciuti persino a se stesso. Il suo è il 17. Lui è Antonino d’Esposito e ha scelto il 17 come titolo della silloge poetica di recente pubblicazione a cura della MR Editori.

Nato a Piano di Sorrento nel 1988, d’Esposito è un linguista e traduttore di formazione. Da sempre è appassionato di letteratura, in modo particolare araba e francofona del Maghreb, a cui ha dedicato studi e pubblicazioni. Musicista classico sin da piccolo, diplomato in violino e viola, affianca questa passione artistica all’attività di docenza.

Quando hai concepito l’uscita del testo?
«L’idea di un testo “doppio”, cioè articolato in due sezioni in due lingue, in realtà non è recentissima; da un punto di vista puramente cronologico, l’idea risale più o meno a un paio di anni fa, quando iniziai a mettere insieme, sistematicamente, il materiale che avevo già scritto in modo un po’ disordinato. I due elementi fondamentali, la doppia lingua e il numero 17 di componimenti per lingua, erano però già definiti e hanno costituito il perno della costruzione del testo».

Perché “17”?
«La scelta di limitare a diciassette i componimenti per ciascuna lingua e poi usare il numero come titolo della raccolta viene dal fatto che nella mia vita il 17 si è ripresentato varie volte, in momenti e situazioni diverse, portandomi quasi sempre fortuna, a dispetto del suo significato nella smorfia napoletana».

In quali occasioni sei stato più “ispirato” a scrivere poesie?
«Ho un pò di difficoltà nel trovare una risposta soddisfacente a questa domanda. Il fatto che i tempi della scrittura e della composizione finale del testo siano stati abbastanza dilatati ha fatto sì che tra una poesia e l’altra sia trascorso anche un anno, quindi occasioni particolari in cui ho scritto tanto non ci sono state. Scrivo quando mi capita: può essere in un luogo affollato o a casa, da solo».

Perché la suddivisione in italiano e napoletano? È anche tematica?
«La volontà del bilinguismo nasce principalmente dai miei studi di linguistica; la voglia di dare una forma scritta al napoletano, che nella mia vita è quasi esclusivamente una lingua orale, è il frutto di un lavoro sul mio mondo linguistico. Il napoletano da bambino per me era una lingua proibita nel senso che tutti intorno a me la parlavano, ma a me non era concesso perché io dovevo parlare solo italiano. La riscoperta, da ragazzo prima, e adulto poi, del napoletano, unita alla linguistica, mi ha spinto a cercare una via d’espressione scritta anche in napoletano. Le difficoltà pratiche non sono state poche, i dubbi su come scrivere certe parole, i dubbi sulla correttezza di altri termini mi hanno accompagnato fino alla pubblicazione e oltre; non avendo un norma definita il napoletano rischia di perdersi e quest’ulteriore aspetto mi ha convinto ancora di più a cimentarmi in un’impresa completamente nuova per me. L’italiano è e sarà dunque per sempre la mia lingua madre e credo che questo lo si noti nei componimenti perché le arditezze e la complessità sintattica viene fuori molto di più in questa lingua. In napoletano, invece, come mi hanno fatto notare anche alcuni lettori, c’è una maggiore immediatezza espressiva, ma non per questo credo che la sezione napoletana sia inferiore a quella italiana. Per quanto riguarda la questione tematica, le due parti trovano l’unità solo nel tema perché da un punto di vista stilistico sono molto diverse».

~ 16 ~
A quacche parte,
fujuto dint’ ’e me,
nu dulore canta
annascuso ’e tte.
A quacche parte,
dint’a na cosa che ll’ate
chiammeno anema,
na voce dà sciato a stu dulore
annascuso e tte.
A quacche parte,
addò manc’je ’o saccio,
cade ’a neve
e tu saje pecché.

di Teresa Lanna

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.