15 Marzo: Giornata del fiocchetto lilla

 

15 marzo, giornata nazionale contro i disturbi alimentari, anche chiamata ”Giornata del fiocchetto lilla”.

L’istituzione di una giornata dedicata fu promossa per la prima volta nel 2012 e approvata dal CONSIGLIO DEI MINISTRI nel 2018. A proporla fu il padre di una giovane ragazza morta proprio a causa di un disturbo alimentare.

DCA per definizione sta per ”disturbo del comportamento alimentare” e concerne tutte quelle problematiche psicologiche nel rapporto individuo-cibo.

L’obiettivo principale della giornata è proprio la sensibilizzazione verso un tema così delicato per far conoscere le caratteristiche e le conseguenze che questi disturbi possono avere a livello fisico e psicologico.

In Italia oltre 3 milioni di giovani soffrono di un DCA, sia uomini e donne. Utilizzano spesso il corpo come mezzo per comunicare un disagio più grande che non riescono ad esprimere a parole e per questo, non bisogna sottovalutarli.

Dedicare una giornata ai Disturbi del Comportamento Alimentare significa proprio mettere un focus attorno a queste patologie definite ”subdole”. Aumentare l’attenzione vuol dire aumentare l’informazione e dunque rendere queste patologie più facilmente riconoscibili. L’individuazione precoce e tempestiva della malattia, spesso, salva la vita.

È importante parlarne soprattutto oggi, perché a causa della situazione pandemica, questo problema si è aggravato in maniera preoccupante.

L’isolamento, l’ansia, l’impossibilità di avere una normale vita sociale, la precarietà del momento che causa incertezze anche per il futuro, hanno lasciato questi ragazzi soli.

E la cosa importante è proprio questa, far capire che non sono soli ed aiutarli anche se apparentemente non vogliono. Attraverso un percorso psicologico non focalizzato sul peso, quanto più su un tipo di rapporto sano e sereno con il cibo, si può riportare il sorriso sul volto di tanti adolescenti.

Sono molti i ragazzi che ce la fanno e che mostrano un coraggio da leoni, anche grazie a molteplici associazioni che permettono loro di aprirsi e sfogarsi in modo libero, senza paura del giudizio delle persone a loro vicine. Bisogna parlare e non giudicare per prendere per mano tutti questi ragazzi ed accompagnarli in questo lungo tunnel, alla fine del quale si può trovare una luce.

di Ludovica Luisa Antonia Palumbo

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