120mila euro alle scuole di Castel Volturno, ma non si parla di trasporto scolastico

Antonio Casaccio 01/12/2023
Updated 2023/12/01 at 9:06 PM
4 Minuti per la lettura

Castel Volturno è quel magico comune in cui vi sono potenziali progetti per 400 milioni di euro e almeno un’ottantina già in corso d’opera tra gara ed esecuzione dei lavori. Non è difficile scavare nell’albo petrorio per vedere la mole di risorse destinate a Castel Volturno in tutti gli ambiti: dalla valorizzazione del patrimonio storico (oltre 3 milioni solo su Borgo dei Pescatori), passando per la scuola e la transizione ecologica.

Non bastavano i 25 milioni per la cittadella scolastica e quello per i lavori alla palestra della Garibaldi, in attesa dal 2021 e appena liquidati sono i 124mila euro del “Fondo Nazionale del Sistema Integrato dei Servizi di Educazione ed Istruzione 0-6 anni, a valere sui Fondi Miur – SIEI 2021”.

I fondi dovranno essere utilizzati per interventi di edilizia scolastica e sono così ripartiti: ICS Castel Volturno Centro (Plesso Garibaldi – Via Occidentale) 46.705,97€ ; ICS Villaggio Coppola 46.226,91€ ; ICS Garibaldi (Plessi Roncalli e Villaggio del Sole) 31.137,30€.

Chiariamo: sono assolutamente un bene i fondi agli Istituti scolastici per far fronte a situazioni mortificanti per insegnanti e studenti. Il problema è un altro. Come spesso accade in questo contraddittorio comune, non si riescono a focalizzare i settori in cui è richiesto un intervento urgente.

Scuole a Castel Volturno: diritto all’infanzia negato

Bambini scendono il ponte per raggiungere la scuola

Mettiamo mano all’edilizia scolastica, creiamo nuovi poli studenteschi super all’avanguardia, ma in tutto il territorio non vi è il servizio di trasporto scolastico pubblico. Ciò va a creare situazioni di totale disperazione, oltre che una lesione del diritto all’infanzia, in aree particolarmente depresse. Le rette per il trasporto privato sono insostenibili per le tante famiglie cadute in povertà, che fanno fatica ad arrivare a fine mese e che devono fare i conti con una spesa per i bus privati che può superare anche i 300 euro mensili se si hanno due figli.

Alcuni scelgono di non mandare i figli a scuola, altri impongono ai piccoli camminate chilometriche per raggiungere le scuole (il caso di Destra Volturno) e altri ancora fanno riferimento ai taxi abusivi. Proprio questi pulmini irregolari pieni zeppi di bambini stanno spopolando, non è raro trovare alle 7.30 del mattino minivan che attendono i ragazzini alle discese rurali del ponte di Castel Volturno.

Così l’abbandono scolastico tocca vette altissime sul territorio e, a fronte dei tanti milioni destinati alle scuole, non vi è alcun accenno all’organizzazione di un trasporto scolastico pubblico. Nessun dirigente scolastico né assemblee di genitori o consigli di istituto sono intervenuti sulla questione, accondandosi al costante silenzio dell’amministrazione.

Sul prossimo numero di Magazine Informare troverete uno speciale dedicato al diritto all’infanzia a Destra Volturno; uno speciale frutto dei tanti incontri con mamme ed educatori di quella zona. Ciò che emerge è ai limiti di uno Stato di diritto: oltre al trasporto scolastico, a mancare sono spazi e aree pubbliche per bambini, centri di aggregazione e perfino l’assistenza pediatrica.

Con l’arrivo dell’inverno il tutto sarà ancora più difficile per le famiglie, visto che in alcuni viali il malfunzionamento delle fogne porta ad allagamenti tali da rendere impossibile anche la sola uscita dalle abitazioni. Davanti a queste emergenze di inedita gravità, diventa obbligatorio chiedersi se la cittadella scolastica non sia del caviale servito ad un affamato.

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