11 gennaio: la protesta degli studenti italiani contro la Dad

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Oggi 11 gennaio 2021 ha avuto luogo il primo sciopero della scuola al tempo della “Dad”.

Studenti, docenti e genitori, di tutta Italia, hanno fatto sentire la loro voce scioperando contro la didattica a distanza e richiedendo un rientro a scuola in tutta sicurezza.

Oggi i portoni delle scuole secondarie di secondo grado si sono aperti soltanto in Toscana, Valle d’Aosta e Abruzzo, al 50 per cento: le uniche tre Regioni che hanno seguito l’indicazione del Governo. A rientrare a scuola si contano, quindi, circa 250 mila studenti, più quelli del Trentino Alto Adige, che dal 7 gennaio erano già rientrati. Tutte le altre regioni italiane vedono gli alunni costretti ad una scrivania ed un computer, per 6 ore al giorno, o più. Uno schema che ormai nessuno studente riesce più a sopportare.

La protesta ha avuto inizio da parte della  Rete degli studenti medi del Lazio che ha lanciato lo sciopero della scuola in varie città. Inizialmente l’iniziativa doveva essere circoscritta al Lazio, ma poi si è allargata e ne hanno aderito numerose regioni italiane.

 “Vogliamo la scuola in presenza ed essere priorità del paese, basta rimandi e rimpalli. Il coinvolgimento degli studenti è stato assente e le misure sono insufficienti”.

“Chiediamo a tutti gli studenti e tutte le studentesse di assentarsi dalle proprie ore di lezioni per tutta la giornata di lunedì 11 gennaio e partecipare alla mobilitazione, vogliamo mettere in luce le mancanze di un sistema che vive continui tagli da vent’anni, vogliamo evidenziare che la scuola non è oggi prioritaria come dovrebbe, vogliamo esprimere dissenso per la gestione pessima di questo secondo rientro scolastico. Ci priviamo un giorno della scuola per non esserne privati mai più”.

E’ questo l’appello lanciato dalla Rete di studenti. L’obbiettivo della protesta è quello di mettere la problematica della scuola in primo piano e chiedere al governo di intervenire, al fine di ottenere un sistema di trasporti funzionante e un clima scolastico vivibile e soprattutto sicuro. L’unico modo per essere ascoltati e astenersi dalla Dad e dalla didattica in presenza.

La Campania è una delle regioni in cui molte scuole oggi hanno deciso di astenersi dalle lezioni di didattica a distanza. Il presidente De Luca ha previsto un rientro a scuola graduale, per gli studenti Campani. Oggi 11 gennaio potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria, e successivamente, dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.

La ministra Lucia Azzolina, ha alzato la voce contro tutte le regioni, proprio come la Campania, che hanno deciso di posticipare l’apertura delle scuole, andando contro quanto deciso dal governo. Azzolina si è dichiarata d’accordo con quanto sostenuto da studenti e docenti, alimentando la protesta.

“Si chiude prima la scuola perché socialmente è stata messa nel fondo dello sgabuzzino. Devono spiegarmi perché, dove è quasi tutto aperto, gli studenti al pomeriggio possono andare a prendere l’aperitivo, mentre non possono andare in classe con la mascherina, l’igienizzante e i banchi separati”. Ha rilasciato queste parole in un’intervista al corriere della sera, ribadendo la sua preoccupazione anche a Radio 1 Rai affermando:

“Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”.

Infine, oggi 11 gennaio, è tornato a mobilitarsi il Comitato “Priorità alla scuola”, che raggruppa genitori, docenti e studenti chiedendo lo screening sanitario nelle scuole e la vaccinazione del personale ad alto rischio. Specialmente i ragazzi degli istituti superiori, i più penalizzati dalla pandemia, non ne possono più di rinvii e promesse non mantenute. Le manifestazioni promosse da Priorità alla scuola sono previste in diverse importanti città d’Italia : Roma, Firenze, Milano, Faenza, Pescara, Viterbo, Salerno, Parma, Imola, Trieste, Ancona, La Spezia, Pisa.

La speranza è che la voce di Studenti, docenti e persino genitori, che vedono i figli “distrutti” dalla didattica a distanza, possa essere in qualche modo ascoltata, portando alla luce una problematica a cui il governo, fino ad oggi, non ha dato il giusto peso.

di Benedetta Calise

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