1° maggio 2021: contro ogni censura–ma quella vera

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Informareonline-Pio e Amedeo

1° maggio 2021. Risuonano ancora nelle orecchie le sparate di Pio e Amedeo: “Se vi chiamano ricch***e voi ridetegli in faccia”, “Ma mi avete mai visto a me con il cartello per strada a gridare ‘evviva la f***a’? La cosa che i gay sono sensibili non la sopporto. Ma perché noi etero facciamo schifo?”. E ancora: “mica mi offendo se mi chiamano itagliano”, “Vi dicono ne***? Voi ridetegli in faccia”, “nel 2021 a che serve più il gay pride?”. Diciassette minuti di questo, con aggiunte disquisizioni su come tra ebrei e genovesi per lo stereotipo della tirchieria si offendono solo gli ebrei. Tralasciamo però il fatto che né a me né a nessuno storico risultano pogrom, ghetti, olocausti, campi di concentramento e di sterminio istituiti nei secoli per i genovesi. Qui c’è da fare un discorso.

Si parla tanto di dittatura del politicamente corretto. Eppure chi se ne riempie la bocca? Mediaset, dove hanno portato il loro monologo Pio e Amedeo. Mediaset in primis, perché è l’organo di propaganda per eccellenza della destra xenofoba e omofoba, posseduto e controllato da Berlusconi. O un esercito di twitters e redditors e boomer su Facebook che si infuriano se c’è un protagonista nero, latino, asiatico o donna in Star Wars e mandano minacce di morte agli attori. E il Papa che tuona contro il ‘gender’ come pericolosa ideologia che vuole avvelenare le menti dei bambini, lui che si era presentato come un Papa liberale. E, ovviamente, i capi politici orgogliosi del Family Day. Capi politici che si sono fatti superare a sinistra in materia di diritti umani dalla nipote del Duce quando si è schierata a favore del DDL Zan. DDL “liberticida” che serve solo per la tutela delle persone contro discriminazioni di genere, razza, disabilità, orientamento sessuale e identità di genere. Gente che continua a dire che le minoranze vanno tutelate e poi vota contro queste tutele in Parlamento. Gente che protegge membri del proprio partito quando dicono cose orribili. Quando dicono che sono convintamente antisemiti, che i neri sono geneticamente inferiori. Quando dicono che l’Islam è satanista, o che se avessero figli gay li brucerebbero nel forno.

Informareonline-OmofobiaVolete sapere cos’è il vero politicamente corretto? Aprite il codice penale, articolo 742: “Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato], è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309.” E richiedere un sempre negato rispetto minimo, il non ricevere insulti omofobi, razzisti, transfobici o xenofobi da completi sconosciuti, è essere troppo sensibili?

È essere troppo sensibili chiedere rispetto in un paese dove c’è il pestaggio di Willy Duarte? Dove c’è l’aggressione a Ciro e Maria Paola, la persecuzione di Malika? Dove una grandissima parte della popolazione ripete con suprema ignoranza ‘Eh ma il Duce ha fatto anche cose buone’? Dove le donne trans vengono aggredite da dei sedicenni che filmano tutto col telefonino? Dove un uomo attraversa i binari della stazione per picchiare due ragazzi che si baciano perché ‘lo stavano offendendo’?  Dove la polizia a Torino manganella i manifestanti lo stesso giorno della festa dei lavoratori? Dove gli immigrati africani sono schiavizzati dal caporalato e la destra dice che vengono a rubarci il lavoro e i loro figli sono spacciatori?

Non è essere troppo sensibili, è essere stanc*, tutt* terribilmente stanc* di questo logoramento continuo. Perché è un logoramento che viene dalle famiglie, dalla politica, dai telegiornali, i social, internet, la scuola, l’università, il lavoro. È l’immensa frustrazione di non poter vedere una via d’uscita a questo tunnel. Il bisogno come l’aria di avere almeno un posto dove si può respirare senza paura.

Informareonline-FedezE ancora—volete sapere cos’è il politicamente corretto? Guardate il monologo di Fedez, su Rai 3, al concertone tradizionale del primo maggio. Guardate il suo video, in cui registra la telefonata con dei dirigenti di Rai 3 che vogliono obbligarlo a censurarsi. E che cosa doveva censurare? I nomi e i cognomi, semplice. I nomi e cognomi che poi ha fatto, il nome del governo di Mario Draghi. Il ‘governo dei migliori’ che tra Superlega e PNRR continua a lasciare indietro i lavoratori dello spettacolo, mondo dove dominano il nero, il sommerso, lo sfruttamento a livelli indicibili in altri settori. Il nome di esponenti, consiglieri comunali, provinciali, regionali, parlamentari della Lega che vedono la comunità LGBT+ come una piaga da estirpare e si vantano dei loro sforzi per sottrargli diritti. Il nome di una maggioranza che pur di restare al governo non si esprime su una legge di civiltà come il DDL Zan, che il 3 maggio 2021 compie 3 anni in Parlamento senza essere approvato.
Questa è una legge che, per le regole del Parlamento, o viene approvata entro le prossime elezioni o decade e si ricomincia da zero. Ecco perché fanno così tanta ostruzione, le destre. Ma questa è una legge di tutela basic che altri Paesi come Spagna, Portogallo, Inghilterra, Francia, hanno già approvato da anni, decenni a volte, con i voti spesso sia della destra che della sinistra, perché i diritti non dovrebbero avere colore politico. Nel caso dell’episodio di Fedez non voglio discutere sulla sua sincerità, perché intanto si è esposto più di tutta la classe politica del Paese. Ma nel suo caso il politicamente corretto non è la lotta di un privilegiato per i più deboli, ma il volere di uno Stato che vuole censurare questa lotta.
E lui stesso ha potuto imporsi solo grazie al proprio maggiore privilegio. Michele Bravi, cantautore gay giovanissimo che ha parlato prima di lui sullo stesso palco, si è espresso senza fare nomi. Ha parlato di come le parole hanno un peso, di come ha avuto paura proprio per via delle parole della società di fare coming out. E ricordiamo che anche se lui stesso gode di un relativo privilegio, essendo bianco e benestante, può essere vittima di aggressioni senza tutele legali proprio per l’assenza di una legge apposita. E lui può essersi volere espresso in maniera così mite anche solo per carattere o propria volontà. Ma pesa molto la consapevolezza che se avesse fatto come Fedez, essendo però gay, le minacce di morte gli avrebbero intasato i social.

E quindi, in definitiva, cos’è davvero il politicamente corretto? Il politicamente corretto è ciò che è ritenuto corretto dalla politica, dalla classe politica che lo usa come narrazione per mantenersi al potere. In America, è Biden che si fa campione di diversità nel suo governo e intanto continua a perseguitare gli immigrati sottobanco, o ‘esportare democrazia’ all’estero. La Disney che si finge progressista mettendo personaggi gay stereotipati ne La Bella e la Bestia in una scena fatta a tavolino per essere tagliata quando il film deve essere spedito in Cina. E poi in Cina gira Mulan vicino a un campo di concentramento per l’etnocidio degli Uiguri.

In Italia, è Salvini che parla di 25 Aprile come derby tra fascisti e comunisti anziché Resistenza di tutti, monarchici, liberali, conservatori, cattolici, comunisti, democristiani, repubblicani, socialisti, gente comune, uomini e soprattutto le sempre dimenticate donne. È la Meloni che dice che la vera liberazione deve essere dalle restrizioni Covid, tanto quelli che muoiono nelle terapie intensive sono solo numeri al telegiornale. È la Rai che non vuole si facciano nomi e cognomi degli ignavi e dei seminatori d’odio, e poi nega tutto. E perché? Perché non sia mai che il primo maggio, una festa nata per celebrare le lotte, spesso condotte da socialisti e comunisti, per i diritti dei lavoratori, diventi una festa politica(!).

Per concludere voglio citare altro grande nome che in questi giorni non ha avuto paura di schierarsi a favore dei più deboli e contro questa censura dilagante. Roberto Saviano. Come dice spesso Saviano, al ‘sistema’, che sia mafia o stato, poco importa che tu denunci. Puoi denunciare le cose orribili quanto vuoi, basta che tu non faccia nomi. Perché con i nomi vengono le facce, l’orrore diventa concreto, e il popolo si solleva.

Informareonline-SavianoCombattiamo contro la dittatura del politicamente corretto, allora. Ma contro quella vera.

di Lorenzo La Bella

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