Vittorio Merlo, cantautore dalla spiccata sensibilità sociale

Vittorio Merlo

Vittorio Merlo, cantautore milanese che vive in Lussemburgo: il successo riscosso in internet grazie alle sue canzoni mai banali, ha destato il nostro interesse. “La ballata del Sindaco Pescatore”, in memoria di Angelo Vassallo, sindaco del comune di Pollica (SA) ucciso in un attentato di sospetta matrice camorristica il 5 settembre 2010, è emblematica tra le composizioni di Merlo, e la scelta di dedicare un brano a questa storia ci ha colpito. Abbiamo quindi intervistato l’artista.

Vittorio, cos’è per te la musica?
«Ho sempre amato la musica: a 13 anni scoprii le canzoni dei cantautori e cominciai a strimpellare chitarra e pianoforte. Sono un autodidatta ma cerco di fare musica in modo professionale».

Da quanto tempo e come mai vivi a Lussemburgo?
«Dal 1994, quando vinsi un concorso per bibliotecario alla Corte di giustizia dell’Unione europea».

Da cosa trai ispirazione per comporre i tuoi brani?
«L’ispirazione è la vita: famiglia, lavoro, un libro, una delusione come un momento felice. Nelle mie canzoni ci si trova un po’ di tutto: i miei figli, mio padre, la Ferrari e l’Inter, Berlusconi e Bruno Vespa, il mio amore per il mare e il mio vivere in Lussemburgo».

Come mai hai scritto un brano sulla storia del sindaco pescatore? Cosa rappresenta questa canzone per te?
«Un amico in Lussemburgo, originario del Cilento, risvegliò la mia attenzione su questa storia consigliandomi di leggere il libro di Dario Vassallo, fratello di Angelo. Scrissi una ballata in sua memoria. Prima di pubblicarla contattai Dario per fargli sentire un provino, e lui mi rispose con un messaggio nel quale mi chiedeva di far diventare la canzone patrimonio della “Fondazione Angelo Vassallo – Sindaco Pescatore”, di cui lui è presidente, che vuole continuare la lotta del Sindaco Pescatore per la legalità e il rispetto del territorio. È un brano che mi ha fatto conoscere tante belle persone. In molti mi hanno ringraziato per averlo scritto: una delle più belle soddisfazioni in un’attività creativa».

Quali sono state le esperienze più significative del tuo percorso artistico finora?
«É stato istruttivo lavorare con musicisti come Vince Tempera, Roberto Manuzzi e Riccardo Zappa. Ricordo poi la mia prima partecipazione al MEI di Faenza nel ’99: spiazzai tutti con la mia canzone d’amore per la Ferrari, e ricevetti l’unica richiesta di bis mai avvenuta nella manifestazione. A Crotone nel 2003 cantai “Ho sognato Bruno Vespa” davanti a 2000 persone e nel 2013 a Bollate fui applaudito mentre cantavo “Avrei bisogno di parlarti”, dedicata a mio padre: il video del brano ottenne molti riconoscimenti, non ultima la menzione al Festival di Napoli CortiSonanti del 2014 consegnatami personalmente dal Sindaco De Magistris».

Parlami dei progetti musicali imminenti e/o di quelli futuri
«A breve mi dedicherò ai live, momento in cui puoi fare ascoltare le tue canzoni con un rapporto diretto col pubblico e non solo utilizzando i media».

A proposito di media, hai avuto successo in rete: cosa pensi delle nuove tecnologie?
«Sono totalmente autoprodotto, senza internet probabilmente non esisterei nel panorama musicale italiano. Le nuove tecnologie permettono di avere una grande offerta di musica, ma si pensa debba essere gratuita. Ciò lascia un interrogativo su come potranno in futuro esistere dei musicisti professionisti».

di Valeria Vitale

Tratto da Informare n° 160 Agosto 2016

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