Vittoria e sofferenza: binomio che il Napoli porta nella sua genetica. Lo Swansea cada 3-1 ma esce a testa alta dall’Euorpa e dal San Paolo

1958119_634944596543145_933895566_n Vincere soffrendo appartiene al DNA del Napoli. Partita intensa, difficile ma importante e il Napoli nelle sfide che contano non sbaglia quasi mai un colpo. La prestazione della squadra è discutibile e sicuramente va sottoposta da Benitez ad un’analisi tecnico tattica per capire cosa c’è che non va negli schemi dell’allenatore o in alcune individualità. Manca qualcosina sotto il profilo della cattiveria agonistica. È una squadra che ha una base importante su cui però c’è bisogno di un costante lavoro per migliorare i risultati.
Il gol di Insigne sembra spianare la strada per una partita che si prospetta diversa sicuramente da quella dell’andata ma le cose cambiano quando De Guzman taglia il campo e infila alle spalle di Reina il gol del pareggio. Reazione blanda che il Napoli riesce ad intensificare solamente a pochi minuti dalla fine del match e poi a concretizzare finalmente con 2 reti successive ad una serie di occasioni sprecate, siglate prima dal Pipita e poi da Inler.
C’è bisogno ancora di lavorare sulla fase difensiva e migliorare sotto il profilo della concentrazione e della determinazione. L’Europa League è una competizione che la città vuole vincere e Benitez dovrà far di tutto per accontentare i tifosi e dare una svolta più che positiva alla stagione. Sfatato così il tabù contro le squadre inglesi, il Napoli ora sarà impegnato in Europa contro il Porto in una gara che si prospetta di notevole spessore. Ora però testa al campionato, a domenica ore 18:30 all’Armando Picchi di Livorno con una “piccola” che dà sempre fastidio al Napoli.
Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!