Violante, lo smemorato di Dire Daua

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Violante, lo smemorato di Dire Daua

“Luciano Violante, candidato testardamente dai partiti a un altissimo ruolo di garanzia quale quello di giudice della Corte costituzionale, oltre ad avere un lunghissimo curriculum politico capace di resistere al tempo e al passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, ha anche forti lacune mnemoniche a proposito proprio di quell’interstizio costellato di bombe, patti e ricatti mafiosi, che è il periodo tra il 1992 e il 1994: uno dei periodi più oscuri del Paese sul quale Violante non ha contribuito a far luce. Luciano Violante, infatti, dopo soli 17 anni dai fatti accaduti ha cominciato a ricordare. Ha ricordato che Don Vito Ciancimino – ex sindaco mafioso di Palermo, interfaccia dei “corleonesi” di Totò Riina nei rapporti con la politica – insisteva per parlare con lui nell’autunno del 1992, dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. Nelle dichiarazioni ai magistrati, Violante ha ricordato pure che “si trattava di una ‘cosa politica’ o di una ‘questione politica’”.”

… [continua]